BRASILE: cosa fare e vedere a Belem do Parà, portale d’Amazzonia

Belem do Parà, uno dei principali porti del Brasile, nonché punto d’imbarco per qualsiasi viaggio che conduca in Amazzonia, è proprio qui che atterriamo il 6 maggio 2024, per la seconda volta della nostra epopea di viaggiatori, all’alba di un giorno molto caldo e umido, per iniziare un’avventura che ci avrebbe portato di lì ai successivi tre mesi ad attraversare parte di un Brasile che non avevamo ancora mai conosciuto. Come già avvenuto in passato, anche questa volta, Belem do Parà ha significato per noi l’inizio di un viaggio nel viaggio, diretto inevitabilmente nel cuore dell’Amazzonia. Prima di partire, però, per una missione così entusiasmante, abbiamo ritenuto opportuno fermarci per qualche giorno, così da poter approfondire il notevole patrimonio storico e architettonico di cui questa città è dotata, ricco retaggio del suo passato coloniale.

Belém è la capitale dello Stato del Pará. Fondata nel 1616, questa città è chiamata anche Belém do Pará. Situata nella baia di Guajará, essa è formata, oltre che dalla porzione terrestre, da un gruppo di isole fluviali. Attualmente, questa bellissima città dai toni decadenti, si è affermata come il principale centro urbano del Pará, nonché una delle porte di accesso all’Amazzonia. Nonostante gli elementi di modernità, però, questa metropoli conserva il suo passato dai tempi della corsa all’oro e dell’estrazione del caucciù, ed è proprio questo il bello, ritrovarsi a camminare in piena regione tropicale con la possibilità di ammirare capolavori architettonici, frutto della sapienza costruttiva europea; un mix affascinante che, nonostante l’alto tasso di umidità, rapisce gli occhi del viaggiatore.

“Una città decadente ma tremendamente affascinante. Con il suo porto peschereccio, il mercato Ver-o-peso, gli edifici coloniali (o quel che ne resta) e la vita brulicante. Belem è Indimenticabile.”

BELEM DO PARA, L’INIZIO DI UN LUNGO VIAGGIO

Il Team Vitamina sbarcò all’alba del 6 maggio 2024 su terra brasiliana, alle porte dell’Amazzonia, per dare vita ad un ambizioso progetto denominato “Vitamina per un Pianeta Verde”. Di lì ai successivi 3 mesi avrebbe coperto una porzione abbastanza estesa del Brasile: punto di partenza, Belem do Parà (foce del Rio delle Amazzoni), da cui, successivamente, si sarebbe spinta attraverso un angolo remoto della regione Amazzonica, compresa nei territori dello Stato di Parà da cui avrebbe preso a scendere verso gli stati interni del Mato Grosso e Minas Gerais, prima di giungere, finalmente, a Rio de Janeiro.

“Con questa spedizione, Vitamina per un Pianeta verde, abbiamo cercato di raccontare le diversità del Brasile, partendo proprio dall’Amazzonia, e di diffondere i valori del viaggio lento e sostenibile, che noi consideriamo esattamente l’opposto di tutto ciò che viene considerato turismo di massa.”

LA PORTA DELL’AMAZZONIA

Belem do Parà è il capoluogo dello Stato del Parà ed è una grande città portuale che ha fatto le sue fortune grazie alla sua posizione strategica. Nei tempi d’oro, infatti, le ricchezze depredate in Amazzonia (essenzialmente caucciù e legni pregiati) passavano tutte di qui, per poi attraversare l’Oceano Atlantico a bordo di grandi galeoni e giungere in Europa. Perciò fino agli inizi del XX secolo, Belem si mostrava come un ricco centro, abbellito da sontuosi palazzi e costruzioni in stile liberty, il cui sfarzo si percepisce tutt’ora, seppur in maniera soffusa.

L’agitato Mercato del Ver-o-Peso, che si affaccia direttamente sul mare, accanto al porto, è oggi la sua principale attrazione, assieme alla Estacao das Docas, un tempo deposito di merci, ed oggi mirabile esempio di archeologia industriale, che ospita bar, ristoranti e sale espositive. In prossimità della zona industriale, che coincide con il tratto più interessante della città si trovano anche il Palazzo Lauro Sodré, che ospita il Museo di Storia dello Stato del Parà, le chiese di Sant’Anna e Sant’Antonio ed il sontuoso Teatro da Paz. Sebbene oggi Belem sia una città caotica e sgraziata, la parte portuale ha mantenuto la sua identità storica ed è di fatto la parte più interessante della città.

NAVIGARE IL RIO DELLE AMAZZONI

Dal porto di Belem partono a giorni alterni i battelli popolari (qui si chiamano recreios) carichi di merci e passeggeri che risalgono il Rio delle Amazzoni in direzione di Santarem e poi di Manaus. Oppure, nel caso di percorso contrario, i battelli scendono in direzione della costa, ed ecco che Belem si pone a tal proposito come punto di snodo (in arrivo e in partenza) dei principali traffici fluviali del nord del Brasile, tutto passa di qui!

Navigare il Rio delle Amazzoni è una delle esperienze più entusiasmanti che un viaggiatore possa fare, una sorte che ci è toccata varie volte, sempre partendo da Belem. La vita in barca è mondo a parte, sembra davvero di entrare in un’altra dimensione. Prima di avventurarvi vi consigliamo di procurarvi un’amaca al mercato, che poi sarà la vostra alcova per tutta la navigazione. Di come sceglierla, ve ne parliamo QUI.

IL VER-O-PESO, L’ANIMA DI BELEM

Il Ver-o-peso è davvero l’anima di Belem do Parà, un luogo brulicante di vita e suggestioni che ha ci ha ispirato questo breve racconto tratto da “BRASILE ADRIATICO, Racconti magico-realisti dalla Costa dei Trabocchi” un libro che si lascia ispirare dalla magia del Brasile, pur parlando di Abruzzo:

Si erano persi, persi lì nel cuore del grande mercato, storditi da profumi e aromi sconosciuti, in balìa della folla, mentre le acque limacciose del Rio continuavano a scorrere indolenti sempre nella stessa direzione, verso il mare. Le chiglie dei pescherecci, ondulando, battevano sull’acqua e in lontananza si sentiva il tintinnio di vetri di bottiglie appese che, mosse dal vento, producevano un suono ipnotico. Contratto dalle centinaia di corpi che si muovevano senza un ordine preciso, Carlo alzò lo sguardo verso l’alto, in direzione della grande struttura in ferro battuto che dava rifugio allo sciame di contadini, artigiani e venditori, ma non gli servì a nulla. Non riusciva a capire dove si trovasse esattamente, nonostante l’enorme lampadario di cristallo appeso proprio sotto la cupola propagasse luce viva in ogni direzione. La pancia del grande mercato ribolliva come in un enorme calderone, mentre la frutta fermentava in balìa del calore umano e l’odore dei pesci esposti si faceva sempre più nauseabondo. Carlo non sapeva cosa fare per ritrovare Zaira e la immaginò inghiottita dalla, dall’enorme massa di meticci sempre crescente, senza poter far nulla. Quell’immagine lo paralizzò. Gli pareva di sentire il cuore dell’amica battere all’impazzata in mezzo al tumulto, con gli occhi sbarrati verso il vuoto, sopraffatta dallo sgomento. Cercò di non perdere la calma, ma un nero enorme, nell’intenzione di farsi strada tra la folla, gli diede una spallata e lo scaraventò a terra. Cadde di faccia. Rimase incosciente per qualche istante, e quando tornò in sé si ritrovò con la sinistra in mezzo alla fanghiglia, tra verdure marce e poltiglie sanguinolente, mentre centinaia di piedi nudi continuavano a passargli a fianco, senza curarsene. Era privo di forze, ma provò a tastare con la mano destra il pavimento dietro la sua schiena, in cerca dello zaino, non lo trovò. Quell’assenza gli ricordò immediatamente di Zaira e in un istante si ridestò. La dolce immagine dell’amica gli riattivò il cuore, che prese a battere all’impazzata. Girò la testa a destra e a sinistra e lo sguardo in ogni direzione, ma non la vide. Non riuscì a scorgere i capelli lisci e biondi di Zaira da nessuna parte. Fu attratto però da una visione. In un angolo, mimetizzata tra le decine di bancarelle, c’era un’anziana signora dalla pelle raggrinzita e scura, seduta su una grande sedia simile a un trono. Alle sue spalle, c’era una parete di un colore verde acceso, sulla cui mensola a mo’ di altare primeggiava una serie di figure sacre. C’erano Sao Joao, la Vergine Maria con un vestito azzurro, un demone in legno con le fauci spalancate, Sant’Antonio da Padova e poi altre statuine nere di esotiche divinità, che al sol guardarle incutevano una strana soggezione. L’anziana signora era piccola, minuta, e vendeva curiosi amuleti, pozioni e creme “miracolose”. Inoltre, sul piccolo banco si trovavano esposte radici, foglie secche per infusi e ramoscelli d’erbe, probabilmente officinali, mentre al centro primeggiava, come un enorme rubino, una pitaya color fuxia. La vista di quel bellissimo frutto esotico gli mise una gran voglia di addentarlo, producendogli nella gola un’abbondante salivazione. Si avvicinò diretto al frutto senza nemmeno salutare la vecchina, ma
nell’atto di afferrarlo fu colto da un improvviso e irregolare battito di cuore che, immediatamente, lo scosse, liberandolo da quell’avvolgente e fugace ossessione. Quando si chinò verso la vecchina per salutarla, alle sue spalle scorse Zaira, più bella e luminosa che mai. Un profumo di priprioca li avvolse.

LE PRINCIPALI ATTRAZIONI DI BELEM DO PARA’

Non solo il mercato del Ver-o-peso e la navigazione del Rio delle Amazzoni, a Belem c’è molto altro di più da fare e da vedere:

  • Il Mercato Ver-o-peso, il più grande dell’America Latina (scopri i mercati più pittoreschi dell’America Latina QUI), cuore pulsante della città, dove tutto si anima.
  • Il Complesso Feliz Lusitânia, che comprende musei, palazzi e dimore, oltre a bellissimi edifici d’epoca, dove è possibile avere un assaggio dell’influenza portoghese a Belém, tra i quali spicca la Cattedrale di Sé, inaugurata nel 1771. Da qui parte, ogni seconda domenica di ottobre, una delle più grandi processioni religiose del Brasile: il Círio de Nazaré.
  • Estaçao das docas, situato vicino al Ver-o-Peso, sulla riva del fiume, si tratta di una pregevole opera di archeologia industriale, che ospita diversi ristoranti, bar e negozi.
  • Avenida Almirante Barroso, da cui si può visitare il Bosco Rodrigues Alves, polmone della città e simbolo di una natura preponderante. Si ha come la sensazione di trovarsi nel bel mezzo della foresta amazzonica con oltre 2500 specie di alberi autoctoni.
  • Museo di Arte Sacra, tra i più importanti di tutta la regione Amazzonica; situato presso Piazza Frate Gaetano Brandão, conserva diverse centinaia di opere sacre che sono conosciute e apprezzato a livello nazionale.
  • Teatro della Pace, il più importante dello Stato del Parà. Costruito nel 1868 in stile neoclassico di chiaro gusto europeo, l’edificio si trova alla confluenza tra Rua da Paz e Praça da República ed è in grado di accogliere fino a 1.100 persone.
  • Il Forte do Castelo do Senhor Santo Cristo do Presépio de Belém, al cui interno alcuni pannelli esplicativi raccontano la storia della colonizzazione di questa regione. Il camminamento sulle mura da la possibilità di ammirare un bel panorama sulla zona portuale della città e sulla baia di Guajará.

IL PATRIMONIO CULINARIO E GASTRONOMICO DI BELEM

Oltre alle cose da vedere, a Belem ci sono anche e soprattutto cose da provare, come la grande varietà gastronomica della cucina paraense, che trae spunto dalle influenze europee mixate con sapori tropicali, considerata tra le più buone e ricche del Brasile. Ci vengono in mente le proposte a base di pesce, la farina di mandioca, il succo delle bacche di acaì dal tipico colore violaceo, che amerete, l’infinita quantità di frutta amazzonica, il cacao, e poi le spezie provenienti dalla foresta. Insomma,

tacacá – una zuppa di origine indigena a base di tucupi, gamberi essiccati, jambu e gomma tapioca

Belém è una città che incanta non solo per la sua bellezza, ma anche per la sua ricchezza culturale e gastronomica. Esplorare i sapori e le tradizioni di questo pezzo di Amazzonia è un’esperienza indimenticabile che ci collega alle radici del Brasile e ci regala momenti di pura magia e sapore.

Al mercato Ver-o-peso con il nostro amigo Wagner

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