KALUNGA, IL NUOVO LIBRO DI VITAMINA PROJECT

“Kalunga, punto di transizione” è il nuovo libro di Vitamina Project in uscita in Estate 2026, a cavallo tra luglio e agosto. Il libro, opera di Rocco Sur D’Alessandro e firmato Vitamina Project, verrà presentato ufficialmente nel corso di Exploratprium, il 1° Festival del Viaggio Lento e del Turismo Esperienziale d’Abruzzo, che si terrà ad Ortona a Mare (provincia di Chieti), dal 31 luglio al 2 agosto.

Kalunga segue da un punto di vista cronologico Tjukurpa, “poesie dal Tempo del Sogno” (2025) e va in scia ad un’ampia serie di pubblicazioni legate al mondo del viaggio, frutto dei tanti anni di esplorazioni e reportage, di Vitamina Project, nelle persone fisiche di Giulia e Rocco, autrici anche di un libro a 4 mani a tema America Latina, dal titolo “Tracce dal Sud, scorrendo nel cuore dell’America Latina”.

QUANDO E COME NASCE “KALUNGA”?

Kalunga, punto di transizione” in quanto progetto editoriale, scaturisce da un lungo viaggio in Brasile avvenuto tra i mesi di maggio e luglio 2024, durante in quali abbiamo attraversato, esclusivamente via terra e via fiume, ampie porzioni di un paese che noi amiamo alla follia, il Brasile: dalle regioni amazzoniche del Parà, agli Stati interni del Mato Grosso, passando per il cosiddetto Cerrado, ovvero la savana tropicale, e i territori montagnosi del Minas Gerais, prima di giungere nella Ciudad Maravilhosa di Rio de Janeiro. Durante quel lungo viaggio, capitato a fagiuolo in un periodo intenso della nostra vita, abbiamo cominciato a maturare l’idea di voler mettere per iscritto una serie di pensieri e ragionamenti legati alla vita e al viaggio, che si ancorassero a quel nostro momento di transizione, da cui il titolo: “Kalunga, punto di transizione”. Ne è scaturito un libro che ben concilia il nostro modo di interpretare il mondo, inteso come enorme calderone di culture e punti di vista, diviso in 5 sezioni:

  1. PER LE STRADE DEL BRASILE
  2. OLTREMARE
  3. PER LE STRADE D’ASIA
  4. PER LE STRADE D’AFRICA
  5. METAMORFOSI

COS’E’ KALUNGA E DI COSA PARLA?

Kalunga è come una briska da viaggio, una porzione di tanti pensieri che seguono passi apparentemente sconnessi, in realtà uniti tra loro da un filo conduttore che collega mondi ad altri mondi, uomini e animali a territori tra i più disparati: dal Brasile Amazzonico a quello della savana tropicale degli stati interni del Mato Grosso, dagli universi deliranti e notturni di un Giappone onirico, a tratti cyberpunk, agli scenari sfumati di un Oriente umido e caldo, fino alle lande desolate e infinite del Sahara algerino, da secoli abitato dai nomadi Tuareg, conosciuti come gli uomini blu del deserto. 

“Kalunga è vita, è il sangue che scorre nell’uomo, è la linfa vitale che ci spinge verso territori inesplorati del nostro io, è la scia innata del viaggiatore che è dentro ognuno di noi.”

Ma chi è Kalunga? O cos’è? Kalunga è una figura centrale della mitologia dei Chokwe, un popolo originario dell’Angola e successivamente deportato in Brasile dagli europei durante il periodo della colonizzazione quale manovalanza nelle coltivazioni di tabacco, canna da zucchero e cotone. Per questa gente, Kalunga è il loro Dio del Mare e rappresenta il confine tra la vita e la morte e per estensione il punto di transizione tra i regni fisico e spirituale. Allo stesso tempo indica la forza poderosa dell’Oceano che crea, distrugge e rigenera. La prima volta che noi siamo entrati in contatto con questa poderosa entità è stata proprio nel 2024, mentre stavamo esplorando i misteriosi territori dell’Alto Goias, in Brasile, dove si trova la spettacolare Chapada dos Veadeiros. I dettagli di questo incontro sono narrati nella Premessa del nostro libro.

ODOPOIESIS, POESIA IN MOVIMENTO

Kalunga fa parte di una collana editoriale di Vitamina Project legata alla “poesia di strada”Odopoiesis. Όδός (Odòs) in greco antico significa strada, via, viaggio, mentre ποίησις (in Platone significa propriamente “il fare dal nulla”), appare la prima volta in Erodoto col senso di “creazione poetica”. Per come la intendiamo qui, odopoiesis significa per noi “l’atto di creare per strada”, “mentre si è in viaggio”. Non solo poesia, ma qualsiasi cosa che scaturisca dal genio creativo umano, e da tutto ciò che il viaggio, inteso come strumento di crescita personale, ispira. Processo di creazione in movimento, quindi, che si incastra perfettamente con le tradizioni africane tribali e animiste che, a seguito di una deportazione forzata avvenuta secoli orsono in America Latina, ha trovato terreno fertile anche in Brasile, paese nel quale si riscontrano numerosi sincretismi religiosi e culturali, come nello stato di Bahia, con capitale Salvador.

UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE

Un ringraziamento speciale va alle aziende che hanno deciso di appoggiare e supportare economicamente la realizzazione del nostro libro, e che non possiamo mancare di menzionare con gratitudine, ma anche con la soddisfazione di aver smosso in loro curiosità e interesse nei confronti del nostro progetto editoriale. Nell’ordine:

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