MOLISE: 10 luoghi da vedere nella regione che non esiste

Il Molise non esiste! Dicono. Forse è la verità, oppure una conclusione di quei viaggiatori che sono passati di lì, in tempi passatI o recenti, e si sono resi conto di quanta meraviglia provochi il Molise. Una regione verde, principalmente montagnosa, con tanti borghi arroccati, all’apparenza tutti desolati, ricca di segreti, di clamorose vestigia archeologiche, con folklore e tradizioni che affondano le proprie radici a secoli, forse, millenni addietro. Viaggiare in Molise è un salto nel tempo, un tuffo nell’esotico, un passaggio in una dimensione parallela che esorta allo stupore, alla meraviglia di ritrovarsi a camminare a passo lento, a ritmi che appartengono ad altre epoche storiche.

“Il Molise è per me un sogno. È un mito tramandatomi dai padri e rimasto nel mio sangue e nella mia fantasia.”

F.JOVINE

In questo articolo che è il frutto di una settimana di esplorazione tra le lande desolate molisane, ti raccontiamo quali luoghi, secondo noi, non puoi assolutamente perdere se stai pensando di viaggiare in Molise. Una selezione variegata di borghi, santuari, siti archeologici e aree naturalistiche che andranno a rendere il tuo viaggio speciale. Perché il Molise esiste e come!

Prima di passare alla nostra lista, che siamo certi ti sarà molto utile, ecco il cronodiario di parte del nostro viaggio, nella speranza di farti assaporare parte della vera essenza che avvolge il Molise e aleggia inevitabilmente su chi ci, per caso o meno, ci si ritrova a camminare. Buona lettura

MOLISE, LA REGIONE CHE NON ESISTE!

Celenza sul Trigno come ultimo lembo d’Abruzzo, poi il tuffo nella regione più esotica d’Italia, dove tutto è relativo e ogni cosa può essere un’illusione della mente. Si entra in Molise direzione Pietrabbondante, ma prima, sosta in un ormai insperato Agriturismo sito alla metà del mondo, al confine tra ‘AbRUZZO E mOLise. Riprendiamo il viaggio, un furetto ci attraversa la strada, poi fugge, tutto intorno verde, roccia, boschi foreste, pennellate di un giallo intenso, quello delle ginestre. L’aria è calda, si respira già l’estate, le messi di grano biondeggiano, balle di fieno arrotolate, attraversiamo paesini arroccati, come Trivento, Montefalcone, direzione Isernia e poi Agnone. Infine giungiamo dinnanzi al sito archeologico di Pietrabbondante, ai piedi del paesino scolpito nella roccia viva. L’indomani c’è l’infiorata, ma ora non vola una mosca, le strade sono deserte e soprattutto il sito è chiuso.

Sono al cospetto del grande santuario italico di Pietrabbondante, del teatro sannitico e di un sogno a lungo atteso. Eppure è tutto chiuso per manutenzione. Provo a chiamare il sindaco, poi a infilarmi in qualche pertugio, ma niente, faccio un ultimo tentativo di rivolta e imbocco una stradina tutta coperta dalla vegetazione brulicante. Il teatro è lì, di fronte a me, ma a separarmi c’è un’altra rete e tanto di telecamere piazzate contro, come tante sentinelle! Mi accontento di aver respirato la magia di quel posto. Ripartiamo verso il pomeriggio molisano. Alle porte di Agnone assaltiamo un caseificio, affondiamo i denti nel latte di una treccia, poesia pura. Continuiamo, siamo già nella città delle campane, della ‘ndocciata, delle chiese, ci sono i versi di Francesco Jovine ad accoglierci “Per me il Molise è un sogno…” (Cit.)

La giornata è stata lunga, ma non è finita, perché in teoria dovrei ancora presentare TJUKURPA, il mio libricino di poesie, in centro ad Agnone, ma il luogo dove era prevista la presentazione è chiuso, o meglio non esiste. Accanto c’è un piccolo hotel a 3 stelle che omaggia Hator, la dea egiziana della bellezza. Seduto, nella sala principale, si intravede ancorato alla sua sedia, come un gufo impagliato, un vecchio signore che ci osserva, senza favellare. Il sole sta quasi per calare, siamo ricchi di tante avventure in una terra che in teoria non doveva nemmeno esistere, siamo contenti, finisce tutto in bellezza, alla Locanda Mammí.

ALLA SCOPERTA DEL MOLISE: 10 LUOGHI DA NON PERDERE

Ed eccoci arrivati alla sezione che, forse, più ti interessa, la classifica dei 10 luoghi più interessanti da visitare in Molise. Ovviamente si tratta di una lista null’affatto esaustiva, né definitiva, ma che è il frutto di tanti giorni di esplorazione random di questa magica regione che è il Molise, probabilmente la più esotica d’Italia!

1. IL SITO ARCHEOLOGICO DI PIETRABBONDANTE

Apriamo la nostra carrellata di mirabilia molisane con un gioiello archeologico: il parco archeologico di Pietrabbondante, una vasta area archeologica sita a 966 m s.l.m. di altitudine in un ripido declivio che si affaccia sulla valle del Trigno, ai piedi del suggestivo borgo omonimo, scolpito nella roccia viva. Si tratta del maggior rilievo della cultura della popolazione italica dei Samnites Pentri. Sul declivio del colle, in posizione panoramica dominante la valle del Trigno, è attualmente possibile ammirare il monumentale complesso del teatro e dei due edifici templari, quello minore (A), più antico, situato a nord-est del teatro, e ad esso collegato mediante un porticato con botteghe; quello maggiore (B), retrostante il teatro stesso ed appartenente alla medesima fase edilizia. Un salto di oltre 2000 anni, un must per tutti gli appassionati di storia e archeologia.

2. AGNONE, LA CITTA’ DELLE CAMPANE

Non troppo distante da Pietrabbondante si trova Agnone, una città che è tutta una sorpresa. Ubicata su un promontorio roccioso a circa 900 m.s.l.m, e circondato da un paesaggio montuoso rivestito da boschi, praterie e dalle cascate del fiume Verrino, questo splendido borgo è conosciuto principalmente per le sue ricche tradizioni, per i numerosi caseifici, e per essere la Pontificia Fonderia di Campane Marinelli, la più antica fonderia Italiana e fra le più antiche del mondo, specializzata nella costruzione di campane. Senza dimenticare il nutrito patrimonio storico e architettonico di cui Agnone è teatro. Tra le principali tradizioni storiche, che rimontano all’epoco pre-cristiana, vi è sicuramente la Ndocciata, un antico e spettacolare rito del fuoco di Agnone, che consiste in una suggestiva sfilata di migliaia di enormi fiaccole artigianali (chiamate ‘ndocce) che si svolge tradizionalmente ogni anno l’8 dicembre e la vigilia di Natale, il 24 dicembre.

3. IL SANTUARIO DELL’ASSUNTA A CASTELPETROSO

Tra i luoghi più impattanti che abbiamo incontrato nel corso del nostro viaggio in Molise, c’è sicuramente il Santuario dell’Assunto nei pressi di Castelpetroso. Questo spettacolare tempio cristiano realizzato in stile neo-gotico, è dedicato a Maria Santissima Addoloratapatrona del Molise. Secondo le testimonianze, nel luogo dove oggi sorge il Santuario, il 22 marzo 1888 la Vergine Maria apparve a due pastorelle. Ma non fu l’unica; a questa, infatti, ne seguirono altre e tale fenomeno fu in brevissimo tempo riconosciuto dalla Chiesa.

La posa della prima pietra, avvenuta il 28 settembre 1890, diede il via ai lavori completati nel 1975. Realizzato in stile neogotico, visto dall’alto si nota la composizione in sette cappelle. Queste rappresentano i sette dolori della Madonna; al centro di esse vi è la cupola alta 54 metri.

4. IL BORGO FORTIFICATO DI SCAPOLI E LA TRADIZIONE DELLE ZAMPOGNE

Situato nel territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Scapoli è un piccolo borgo di meno di 1000 abitanti che si fregia della bandiera arancione del Touring Club Italiano, e sorge in un territorio dove arte, storia, natura e tradizioni si legano in un felice e indissolubile connubio. Scapoli si origina da un casale fortificato dell’Abbazia di San Vincenzo al Volturno ed è caratterizzato da numerose testimonianze medievali come il “Cammino di Ronda”, ovvero un percorso circolare che dal palazzo detto “Sporto” percorre il perimetro dell’antico muro di difesa fino al Palazzo Battiloro, offrendo così al visitatore la possibilità di una passeggiata panoramica. Il borgo è inoltre internazionalmente conosciuto per la tradizione delle zampogne, a cui sono legati a stretto giro il museo e il festival delle zampongne.

5. IL LAGO DI SAN VINCENZO AL VOLTURNO

Situato a circa 30 km da Isernia, Il Lago di Castel San Vincenzo è un suggestivo bacino artificiale creato negli anni ’50, famoso per le sue acque turchesi incastonate tra le vette delle Mainarde e i boschi del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Le sue sponde sabbiose lo rendono una meta ideale per rilassarsi, fare il bagno e praticare sport acquatici, motivo per cui è considerato una delle principali attrazioni naturalistiche del Molise.

Foto dal Sito FAI

6. IL PARCO ARCHEOLOGICO DI ALTILIA-SEPINO

Ad appena un paio di chilometri dal borgo di Sepino (appartenente alla lista dei Borghi più belli d’Italia) si trovano le vestigia archeologiche di uno dei siti più grandi e importanti del centr-sud Italia: il Parco Archeologico di Altilia-Saepinum, addirittura più imponente e spettacolare di quello di Pietrabbondante.

La storia di Sepino si snoda in due fasi principali, testimoniando il passaggio dalla fiera resistenza Sannita alla florida espansione dell’Impero Romano. Saepinum nacque come villaggio fortificato dei Sanniti pentri, situato in altura nella zona oggi nota come Terravecchia (a circa 950 m s.l.m.) Durante la terza guerra sannitica, nel 293 a.C., la città fu espugnata dai Romani, che ne causarono il progressivo abbandono. Dopo la Guerra Sociale, divenne un importante municipio romano. Sotto l’imperatore Augusto fu rifondata a valle, nella fertile piana attraversata dal fiume Tammaro. Sorse lungo l’antico Tratturo Pescasseroli-Candela. I Romani la trasformarono in un crocevia commerciale fondamentale per la transumanza, dotandola di monumenti imponenti.

Un salto di oltre 2000 anni che è balsamo per l’anima di qualsiasi appassionato di archeologia, e di chi come me da oltre 15 anni viaggia per raccontare i siti archeologici più incredibili del mondo, tra i quali mi sento di inserire certamente Saepinum!

7. IL MUSEO NAZIONALE DEL PALEOLITICO DI ISERNIA

Questo spettacolare museo, tra i più importanti d’europa riguardanti l’epoca del Paleolitico, si trova ad Isernia e contiene la mostra permanente dei reperti paleolitici provenienti dagli scavi di Isernia La Pineta, un sito abitato a partire da 700 000 anni fa, tra le più antiche testimonianze paleolitiche d’Italia. Il sito, oltre a resti faunistici e litici, ha restituito il fossile di un bambino vissuto 583 000 anni fa, che si pensa appartenesse alla specie Homo heidelbergensis. Super consigliato per chi vuole arricchire il proprio viaggio con contenuti di assoluto rilievo.

8. IL MONASTERO DI SAN VINCENZO AL VOLTURNO

Tra i tesori storici del Molise c’è sicuramente il Monastero di San Vincenzo al Volturno, un’antica abbazia benedettina posta nel territorio dei comuni di Castel San Vincenzo e di Rocchetta a Volturno in provincia di Isernia, nell’alta valle del Volturno. Il sito comprende gli scavi dell’abbazia longobarda del V secolo sulla riva sinistra del fiume e la nuova abbazia del XII secolo sulla riva destra che, profondamente ricostruita nei secoli, è tutt’oggi visitabile e ospita una comunità benedettina.

Le prime vicende storiche relative all’antica abbazia sono raccolte nel Chronicon Vulturnense, un codice miniato redatto dal monaco Giovanni in scrittura beneventana nel 1130 circa a scopo agiografico, e oggi custodita dalla Santa Biblioteca Vaticana.

“Ai piedi delle alte vette delle Mainarde, sulle rive delle acque vivaci e primigenie del Fiume Volturno, sorge l’antica Abbazia di San Vincenzo al Volturno che ha impresso, lungo i secoli, il suo segno di cultura e di testimonianza di fede nelle vicende dell’intera valle.”

9. IL BORGO DI CAROVILLI E IL CULTO DI SANTO STEFANO DEL LUPO

Nel cuore del piccolo e suggestivo borgo di Carovilli (Provincia di Isernia), si trova la casa che ha dato i natali a Santo Stefano del Lupo, un santo vissuto tra abruzzo e molise attorno all’anno 1000 e il cui culto ha origini molto antiche. Santo Stefano deve il suo particolare nome alla capacità che ebbe di ammansire un lupo attraverso la fede, avvenimento che gli valse la fama di uomo santo. Secondo la leggenda agiografica il Santo, conosciuto anche col nome di Santo Stefano Confessore,  avrebbe ammansito prodigiosamente un feroce lupo nelle campagne di Manoppello, vicenda che ricorda molto quella di San Francesco. Fino al 1591 il corpo del Santo fu conservato in un sepolcro marmoreo della chiesa abbaziale di Vallebona, recante la scritta «Qui giace il corpo di S. Stefano Confessore». Nel 1807, poi, i suoi resti furono trasferiti nel paese natale di Carovilli, dove giunsero il 29 settembre e dove si trovano tuttora.

Oltre che per il culto di Santo Stefano, il borgo di Carovilli è conosciuto anche per essere la città del tartufo e sede di numerosi caseifici, nonchè luogo di sosta della Transiberiana d’Italia. Carovilli, infatti, ha una stazione ferroviaria sulla linea Sulmona-Isernia, quella che viene definita la ‘Transiberiana d’Italia’. Più volte l’anno vengono organizzati treni turistici antichi che passano proprio da Carovilli.

10. TUTTA LA NATURA DEL MOLISE TRA PARCHI NAZIONALI E OASI NATURALI

Il Molise è principalmente natura, e non vale la pena perdersi un’immersione nel suo patrimonio verde. Consigliamo un’escursione tra i boschi e i sentieri delle Mainarde, nei comuni di Pizzone, Rocchetta a VolturnoScapoli e Filignano, dove potrai apprezzare il versante molisano del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. È tra questi monti che nasce il fiume Volturno, nel territorio di Rocchetta a Volturno, mentre più a valle, si incontra l’Oasi WWF Le Mortine, dove le acque del fiume attraversano un fitto bosco idrofilo, dominato da salici e pioppi. Un’altra Oasi del WWF è quella di Guardiaregia, da dove si scorgono il Matese e la vetta di Monte Miletto (2045 msl) con la magia della cresta della Gallinola.

Concludiamo con un Inno al Molise e a tutte le terre naturali, che noi amiamo tanto e che sempre ricerchiamo:

IL LABIRINTO DI MAYA

Sei l’essenza che danza nel verde fruscio dei miei sogni 
Lontana, eppure visibile, 
vicina al mio cuore che batte all’unisono 
col canto delle cicale e il  bagliore intermittente, 
magico, miracoloso, delle lucciole. 
Sei l’essenza che mi guida, leggera, fino al sentiero profondo del labirinto, 
come una visione, laggiù, che appare tra le fosche nebbie di un viaggio vivido 
a lungo atteso e sperato. 
Sei la verde essenza di Maya, che si perde nelle ere del tempo, 
tra le braccia di italici dei, potenti e poi fragili, 
riemergendo dalle acque azzurre del piccolo catino adriatico, 
tra la salsedine di versi poetici e sibillini,
vaticini ormai non più decifrabili all’umana vista.

Foto di Cecilia Tartana

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