Incredibile Thailandia: cosa fare e vedere a Chiang Rai

Una delle regioni più interessanti della Thailandia del Nord è quella di Chiang Rai, disclocata in una posizione strategica e facente capo alla cittadina omonima, celebre soprattutto per i suoi templi bianco e blu, e per la vicinanza con il Triangolo d’oro, ovvero un’area geografica dalla forma triangolare sul fiume Mekong dove convergono i confini di Thailandia, Laos e Myanmar. Queste terre, in passato, erano interessate dalla coltivazione del cosiddetto papavero da oppio, e quindi punto di partenza di enormi traffici illegali.

Per quanto la cittadina di Chiang Rai non sia particolarmente affascinante, è un ottimo punto di partenza per visitare i meravigliosi Tempio Bianco e Tempio blu, le spettacolari piantagioni del thè, e per fare attività come quelle con gli Elefanti, ospitati in alcuni Rescue Centre della zona, e con le comunità agricole dei territori circostanti,. Storia, natura e cultura in un unico interessante passaggio. Per tutte queste cose, il consiglio è di rimanere a Chiang Rai almeno due giorni pieni, prima di scendere di nuovo verso la capitale storica di Chiang Mai.

DOVE SI TROVA CHIANG RAI E COME ARRIVARE

La città di Chiang Rai si trova nella Thailandia del Nord e dista circa 800 km dalla Capitale Bangkok, e 200 km da Chiang Mai, con la quale e collegata direttamente. Chiang Rai è la capitale dell’omonima provincia caratterizzata da un territorio in prevalenza montagnoso, con un’altitudine di circa 600 metri sopra il livello del mare. Sarà il punto più settentrionale del vostro viaggio in Thailandia, e proprio per la sua posizione strategica si rivelerà un passaggio molto affascinante.

“La cittadina di Chiang Rai non è particolarmente aggraziata di per sè interessante, ma rappresenta il punto di partenza per partire alla scoperta di una regione piena di spunti. Quindi se vi state chiedendo se ne vale la pena raggiungere Chiang Rai, la risposta è sicurmante si, aggiungerà al vostro viaggio vari contenuti in termini naturalistici, ma soprattutto storici”.

IL TRIANGOLO D’ORO E IL MUSEO DELL’OPPIO

Uno dei passaggi più interessanti del nostro viaggio in Thailandia è stato sicuramente quello del Triangolo d’oro, un nome affascinante che è il preludio ad un territorio ricco di storia e aneddoti. Giusto per farvi un’idea, si tratta della seconda area asiatica per importanza e dimensione della produzione dell’oppio dopo la zona della mezzaluna d’oro, in Afghanistan. Il nome deriva dal fatto che buona parte dell’oppio da raffinare veniva acquistata nelle città di frontiera e pagata con barre d’oro. Verso la metà degli anni sessanta, nel Triangolo d’oro ebbe inizio la produzione di eroina e, a partire dagli anni novanta, si affiancò quella altrettanto redditizia delle metanfetamine, ovvero derivanti chimici del principio attivo presente nel papavero. Proprio nei pressi del punto di attrazione turstica del Triangolo d’oro, dal cui mirador, si riescono a scorgere i confini di Laos e Birmania, si trova il Museo dell’Oppio, molto interessante per conoscere la storia, piuttosto concitata, di questa regione. Dentro troverete tante informazioni sulla nascita e la diffusione dell’oppio, pannelli esplicativi sulla cosiddetta Guerra dell’Oppio, e tanti oggetti curiosi legati al consumo dello stesso.

L’INCREDIBILE TEMPIO BIANCO DI CHIANG RAI

Opera visionaria dell’artista locale Chalermchai Kositpipat iniziata nel 2008 e ancora in fase di realizzazione; un luogo surreale che mescola in maniera eclettica la tradizione buddista con quella induista, in un vortice di imput visivi travolgente e strabiliante. Questo capolavoro di fatturamoderna si trova nei pressi di Chiang Rai, per la precisione a circa 15 km di distanza, e sorprende il viaggiatore per il suo stile unico.

Il tempio è particolare per il suo colore bianco, che viene reso ancora più luminoso dalla presenza di alcuni piccoli frammenti di vetro a specchio incastonati nelle pareti, e che quindi riflettono la luce del sole conferendo alla struttura un impatto visivo abbagliante. Inoltre, la struttura del tempio e le scelte architettoniche dell’artista nascondono un forte significato simbolico: il colore bianco rappresenta la purezza degli insegnamenti del Buddha; il percorso che il visitatore deve affrontare per arrivare alla sala principale rappresenta, invece, il samsara, ovvero il ciclo di morti e rinascite che ogni essere vivente deve percorrere per ottenere l’illuminazione.

Una curiosità: alla fine del XX secolo, il tempio originale di Wat Rong Khun era in cattivo stato e non erano disponibili fondi per la ristrutturazione. Chalermchai Kositpipat, un artista locale di Chiang Rai, si offrì di ricostruire completamente il tempio e finanziare il progetto con i propri soldi. Il progetto iniziò nel 1997 ma è ancora oggi in corso e ogni anno vengono aggiunti al tempio nuovi dettagli ed ampliamenti.

“All’interno del tempio, l’arredamento passa rapidamente dal bianco incontaminato al focoso e sconcertante. I murali raffigurano vorticose fiamme arancioni e volti di demoni, intervallati da idoli e super eroi occidentali come Michael Jackson, Neo di Matrix e Freddy Krueger. Immagini di guerre nucleari, attacchi terroristici come l’attacco al World Trade Center e pompe petrolifere sottolineano l’impatto distruttivo che gli esseri umani hanno avuto sulla terra. La presenza di Harry Potter, Superman e Hello Kitty confonde un po’ il messaggio, ma la morale generale è chiara: le persone sono malvagie.”

IL TEMPIO BLU DI CHIANG RAI

A nord della città di Chiang Rai, precisamente nel cuore del villaggio Ruong Suea Ten, molto meno noto del Tempio Bianco, si trova l’altrettanto spettacolare e curioso Tempio Blu, anch’esso di recente realizzazione, ma molto apprezzato dagli amanti dell’arte e della statuaria religiosa. Questo tempio ha una storia simile a quella del più noto tempio bianco: circa cento anni fa, sul luogo del sito attuale, sorgeva un tempio caduto in rovina, nel 1996 i villaggi circostanti decisero all’unanimità di costruire un nuovo luogo di culto, e ad occuparsi della realizzazione fu uno dei discepoli dell’architetto Chalermchai, autore dei piani del Tempio Bianco. Le prime pietre dell’edificio furono posate nell’ottobre del 2005, ma la sala dell’ordinazione fu inaugurata nel 2016. All’interno, si trova un imponente Buddha bianco, giunto nel tempio nel 2008.

Il Tempio Blu ha uno stile architettonico sui generis che combina il design tradizionale tailandese con stili prettamente moderni. L’esterno del tempio è tutto intonacato di blu, colore che nella tradizione buddista simboleggia la saggezza. L’interno è altrettanto impressionante, con murales, sculture e intagli intricati che raffigurano scene (rivisitate) della mitologia buddista.

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