Inaspettatamente giunse questo viaggio attraverso le lande verdi dell’Europa Centrale, dalla misteriosa e magica Praga alla nobile Baviera, passando per i territori austriaci di Vienna e Salisburgo, con splendidi e interessanti passaggi intermedi, come la millenaria abbazia benedettina di Melk o il grandioso scenario delle Alpi Bavaresi, tra le cui altitudini svetta il rifugio di Hitler, il famoso eagle’s nest, “il nido dell’aquila”, senza rinunciare alle prelibatezze culinarie di regioni da sempre connesse con la Storia e con la tradizione monacale. Quindici giorni alternando il cammino tra natura e città ricche di contenuti e luoghi incredibilmente affascinanti, viaggiando in macchina e in bus, mentre dal finestrino scorrevano paesaggi naturali, borghi medievali, castelli fiabeschi e tante birrerie. Già la birra è stato il vero leit motive di questo tanto inatteso quanto bellissimo viaggio presentatosi dal nulla per alimentare la nostra perenne curiosità. In questo articolo vi raccontiamo i passaggi cruciali, ponendovi all’attenzione la cronaca di vari luoghi dal grande valore storico e architettonico, che abbiamo avuto la fortuna di conoscere e visitare personalmente.

QUANDO (E COME) VIAGGIARE IN EUROPA CENTRALE
In realtà questo tipo di viaggio è fattibile durante la gran parte dell’anno, però ci sentiamo di escludere sia l’estate per il troppo caldo, che l’inverno per il gran freddo, specie se, come consigliabile, prevedete di viaggiare di forma autonoma magari in macchina. L’autunno è invece molto variabile e può alternare giornate di gran caldo ad altre di freddo e pioggia. In Europa Centrale il clima è continentale. La stagione migliore è quindi la primavera, quando ad un clima mite e godibile (ma pur sempre variabile) si aggiunge tutta la bellezza dei colori delle varie fioriture, che rendono speciali gli scenari naturali, ma anche cittadini. Il decoro urbano sia a Vienna, che Praga che Mona che Salisburgo è encomiabile. Fatte queste premesse, considerate di portare con voi abbigliamento misto e di vestirvi a strati, senza mai dimenticare di prendere un ombrellino e una giacca a vento.
PRAGA MAGICA
Il nostro viaggio in Europa Centrale comincia da Praga, dove atterriamo puntuali all’aeroporto cittadino distante una quarantina di minuti dal centro storico, lo Stare Mesto. Praga è una città bellissima, elegante, a tratti oscura e per questo affascinante. Ne i simboli principali il Ponte San Carlo e la piazza della Città Vecchia, sulla quale si affacciano alcuni dei monumenti più interessanti, tra cui la statua di Jan Hus e le chiese di San Nicola e di Nostra Signora davanti Tyn, ma soprattutto la Torre dell’orologio con l’iconico orologio astronomico, considerato l’attrazione turistica principale.

Praga, insieme a Torino e Lione, è considerata uno dei vertici del triangolo della magia bianca. Questa posizione le attribuisce un’aura di mistero e di energia speciale legata all’alchimia e alla ricerca di conoscenze superiori. Per secoli è stata popolata da alchimisti, maghi, astronomi e astrologi attratti dalla magia che è parte della storia della capitale ceca, al pari dei suoi monumenti più belli che spesso si collocano tra storia e leggenda, tra reale e surreale. A Praga il mistero è sempre dietro l’angolo: è un concentrato di simboli e significati occulti, merito soprattutto di sovrani come Carlo IV prima e Rodolfo II poi che, grazie al loro interesse per la cabala e l’astronomia, circondarono la città di un’aura di magia. Ne è un esempio Ponte Carlo, considerato l’emblema della città boema, la cui prima pietra fu posta in un momento astrale favorevole (9 luglio 1357 alle ore 5:31 del mattino), una data che forma una sequenza piramidale palindroma considerata di buon auspicio: 135797531. La teoria di statue che puntellano le balaustre di Ponte San Carlo rappresentano un ideale di percorso di illuminazione spirituale verso il Crocifisso, simbolo di convergenza delle energie dell’universo; così come l’orologio astronomico intriso di significati occulti.

Imperdibile il quartiere ebraico di Praga, la cui vicenda storica e culturale ha attirato l’attenzione di molti scrittori, tra cui Umberto Eco, che nel suo “Il Cimitero di Praga” istalla parte della vicenda in quello che è considerato uno dei luoghi più interessanti della città boema. Fondato nel XV secolo, pensate, è uno dei più antichi cimiteri ebraici d’Europa, con un numero di lapidi che supera le 12.000 e una stima di oltre 100.000 sepolture. Praga, però, è anche la città della Pilsner, la più famosa birra della Repubblica Ceca, che è possibile degustare in qualsiasi bar, o attraverso il tour esperienziale all’interno del Museo della Birra Pilner Urquell: un viaggio che ripercorre la nascita della birra quale bevanda rituale oltre che dissetante e conviviale, prima di concludersi con un gustoso beer tasting.

LO STOP A BRNO
Sulla via per Vienna facciamo sosta a Brno, un piccolo paese di origine medievale conosciuto principalmente per esser sede del Gran Premio di Motociclismo, ed indissolubilmente legato ad una strana leggenda che riguarda un coccodrillo, noto tra gli abitanti come il Drago di Brno. Secondo la leggenda viveva vicino alla città un drago che incuteva ai cittadini paura e terrore, e divorava gli animali. Il Consiglio Comunale allora offrì una ricompensa per l’uccisione del drago. Qualcuno ebbe così l’idea di avvolgere delle calce viva in una carcassa di mucca e di usarla come esca per il mostro, il quale ingoiò l’esca e dopo un po’ scoppiò. Stranamente, però, nell’androne del Vecchio municipio, interessante costruzione in stile tardo-gotico, è tuttora visibile un esemplare di coccodrillo impagliato e appesa al soffitto, che pare sia il dono di una delegazione turca del 1608.

Brno si è dimostrato un luogo tanto semplice quanto accattivante che ci è valso anche uno strano incontro. Ve lo raccontiamo qui di seguito:
“Camminavo nei pressi della Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, in cima alla collina, curiosando qua e là tra le stradine acciottolate con la testa in sù verso i pinnacoli gotici del sommo edificio, e incontro un signore. Uno strano tipo, con dei lunghi baffi bianchi. Non parlava inglese, ma solo ceco. Proviamo a comunicare a gesti perché sembra volermi dire qualcosa. Mi mostra un fogliettino dove c’è scritto in varie lingue, tra cui l’italiano, Museo di oologia. Li per li penso sia un refuso, hanno saltato la Z, ma no, è scritto bene. Un Museo di oologia? Qui a Brno? In un posto così isolato e fin troppo quieto. Praga è Lontana e altrettanto Vienna. Che diavolo ci farà qui? Decido di seguirlo e mi conduce fino a una palazzina con un piccolo portone in ferro battuto, l’entrata è piuttosto trascurata e da come si nota, nessuno passa di qui da molto. Faccio un passo dentro e wow, nella penombra intravedo una vera particolarità, una curiosa collezione di uova di uccelli, tra cui un rarissimo esemplare maculato di alca impenne risalente a 150 anni fa e proveniente da Helsinki… (la storia è parte di un racconto narrato nel secondo libro Vitamina, Brasile Adriatico-Storie magico-realistiche dalla Costa dei Trabocchi).

NELLA NOBILE VIENNA
Eccoci a Vienna, capitale del nostro secondo paese di questo viaggio in Europa Centrale: l’Austria. Capitale anche del glorioso impero asburgico e austro-ungarico; si tratta di una città elegante, viva, vibrante e piena di spunti, che necessita almeno di 3 giorni per essere visitata. Si trova sulle rive del Danubio. Il suo patrimonio artistico e intellettuale si è formato grazie all’influenza di personalità come Mozart, Beethoven e Sigmunt Freud, che vissero nella città. Vienna è conosciuta anche per i palazzi imperiali come Schönbrunn, la residenza estiva degli Asburgo.

Tante sono le cose da fare e vedere a Vienna, una delle città più complete e varie del nostro viaggio in Europa Centrale, vediamo di identificare gli highlights:
- Si parte dai viali del Ring, dove l’alta borghesia viennese costruì le proprie case, molte delle quali all’epoca diventarono salotti di cultura. Sul Ring sorsero anche edifici imperiali di rappresentanza, qui si trovano tuttora bar, locali, negozi e musei e una chiara testimonianza storico-politica: sempre durante l’Impero asburgico, riconoscendo che lo spirito democratico prendeva sempre più piede, sono stati costruiti il Parlamento, l’Università e il Municipio.
- Tantissimi sono i Musei da poter visitare, ve ne proponiamo uno su tutti, quello di Storia dell’Arte, che ospita una collezione di importanti opere d’arte, tra cui la più grande collezione di Bruegel al mondo. Imperdibile anche quello situato nell’Albertina, che ospita una delle più vaste e più preziose collezioni di arti grafiche del mondo; comprende inoltre opere quali la “Giovane lepre” di Dürer e gli studi della figura femminile di Klimt. La nuova mostra allestita in questo museo presenta capolavori dell’arte moderna, spaziando da Monet a Picasso e Baselitz.
- la Hundertwasserhaus (Casa di Hundertwasser). Costruita tra il 1983 e il 1985, si può osservare solo dall’esterno ed è una delle principali attrazioni architettoniche dell’Austria: la sua facciata colorata attira gli sguardi dei passanti.

L’INCREDIBILE ABBAZIA DI MELK
Per spezzare il viaggio che da Vienna ci avrebbe portato a Salisburgo decidiamo di fermarci a far visita alla spettacolare abbazia di Melk, un luogo incredibile, spettacolare gioiello medievale fondato nel 1089 quando Leopoldo II, Margravio d’Austria, il quale donò ai monaci benedettini dell’abbazia di Lambach uno dei suoi castelli. Nel XII secolo vi venne fondata una scuola e la biblioteca dell’abbazia divenne ben presto famosa per la sua grande collezione di manoscritti. Tra le altre cose Melk è uno dei più famosi siti monastici del mondo. L’abbazia venne costruita in posizione dominante sulla città di Melk, su un affioramento roccioso a lato del fiume Danubio nello stato della Bassa Austria, precisamente vicino alla valle di Wachau. È un raro esempio di monastero benedettino attivo in modo continuo fin dalla sua fondazione.

Forse, alcuni di voi ricorderanno che il co-protagonista del libro Il nome della rosa di Umberto Eco si chiama “Adso da Melk”, è figlio minore del barone locale, e in questa abbazia (più precisamente, nella sua famosa biblioteca) scrive, ormai anziano, le sue memorie.

I TESORI DI SALISBURGO
Il nostro viaggio in Europa Centrale prosegue ed eccoci finalmente a Salisburgo, la città del fiume Salzach, ma soprattutto di Mozart, anzi delle sue “palle”, i tipici cioccolatini sferici avvolti da una carta dorata nel cui centro non passa inosservato il volto del famoso compositore austriaco. Per gli americani, però, Salisburgo è la location di uno dei musical da loro preferiti in assoluto, “The sound of music” (In italiano “tutti insieme appassionatamente”).

Il centro storico di Salisburgo è davvero incantevole e sembra uscito da una fiaba, le sue stradine, costeggiate da edifici medievali, romanici e barocchi, regalano degli scorsi davvero suggestivi, una città facilmente visitabile a piedi, in cui elementi antichi si mescolano a edifici moderni. Ecco quali sono gli highliths:
- Fortezza di Hohensalzburg: costruita nel 1077 è considerata la fortezza meglio conservata d’Europa. All’interno di questo monumento, simbolo indiscusso di Salisburgo, si trovano bellissime sale decorate con elementi medievali e un museo dedicato alle spaventose macchine di tortura dell’epoca.
- Casa Natale de Mozart: inaugurato nel 1880, oggi museo, è il luogo in cui nacque il celebre compositore austriaco, oggi vero centro di pellegrinaggio per gli amanti della musica. Le stanze sono molto ben conservatee vi sono esposti gli strumenti che l’artista usò durante la sua vita.
- Cattedrale di Salisburgo: grazie alla sua suggestiva facciata e l’enorme cupola in stile italiano, la cattedrale è l’edificio religioso più emblematico della città, oltre ad essere uno dei monumenti di stile barocco più importanti del nord delle Alpi. Nonostante abbia subito diversi incendi, si trova in perfetto stato.
- Castello di Hellbrunn: fu costruito nel 1612 come residenza estiva del principe-arcivescovo Marco Sitticus. Il Palazzo di Hellbrunn è una perla dell’architettura circondata da un contesto unico. Il parco circostante è tra i più antichi d’Europa e presenta formazioni rocciose e bellissimi giochi d’acqua.

LE ALPI BAVARESI E IL RIFUGIO DI HITLER
E’ tempo di ripartire, e di proseguire il nostro viaggio attraverso l’Europa Centrale, ma dopo appena una mezz’oretta decidiamo già di fermarci. Nel cuore degli impressionanti panorami che offrono le Alpi Bavaresi, infatti, a soli 20 km da Salisburgo, c’è un luogo a suo modo tanto inquietante quanto spettacolare, è chiamato eagle’s nest, “il nido dell’aquila” ed è conosciuto per essere stato il rifugio del Furher, Adolph Hitler. In origine l’edificio era compreso nella proprietà della scomparsa Berghof, nota per essere stata la sottostante residenza privata di Adolf Hitler. Completato nell’agosto del 1938, in poco più di un anno da una squadra di circa duemila persone e costato circa 30 milioni di Reichsmark, venne utilizzato dal Führer assai poco, se non per alcuni incontri diplomatici, preferendo egli soggiornare alla vicina Berghof.

L’eagle’s nest si trova in cima ad un irto promontorio che può essere raggiunto soltanto con navette private, per le quali sarà necessario pre-acquistare il biglietto. Se siete quindi in macchina, sarà necessario lasciarla nell’apposito parcheggio. Una volta arrivati in cima, servirà percorrere un tunnel che vi condurrà ad un ascensore, che a sua volta vi porterà fino su in cima, dove si trova l’eagle nest, oggi sede di un buon ristorante. Il Nido dell’aquila non è però l’unica attrazione, nel senso che a fare da protagonista indiscusse sarà una vista mozzafiato sulle alpi bavaresi.

FINALMENTE MONACO
Ed eccoci al capolinea di questo viaggio in Europa Centrale: finalmente Monaco, capoluogo della regione più verde, ricca e spettacolare di Germania, la Baviera. A suo modo brillante e allegra, Monaco è considerata oggi una delle città più attive d’Europa dal punto di vista sportivo e degli eventi culturali. Tra le varie manifestazioni, ospita l’annuale Oktoberfest, ed è conosciuta per le sue birrerie, tra cui la celebre Hofbräuhaus, o HB, fondata nel 1589. In Marienplatz, la piazza centrale dell’Altstadt (città vecchia), si trovano monumenti come il Neues Rathaus, il municipio in stile neogotico con il Glockenspiel, un carillon le cui statuine rappresentano eventi avvenuti nel XVI secolo.

Tra le cose da fare a Monaco di Baviera c’è sicuramente una visita al Viktualienmarkt, uno dei mercati più famosi della città tedesca. Situato nel cuore del centro storico, offre cibo e ottima birra. Un luogo ideale anche per una sosta veloce in uno dei numerosi chioschi che si sviluppano nelle immediate circostanze. Ci sono poi le chiese, i musei e i giardini storici che rendono Monaco ancora più bella e vivibile. Tra i tanti menzioniamo l’Englischer Garten uno dei parchi cittadini più ampi del mondo. Non solo un polmone verde, ma soprattutto un luogo di ritrovo e di attività fisica per i monacensi. Si passa dalle passeggiate a piedi ai giri in bicicletta, fino ad arrivare alle cavalcate. Oppure, perché no, si può prendere il sole distesi su prati verdissimi. Addirittura c’è la possibilità di fare surf sulle onde artificiali sulla Prinzregentenstraße e il bagno nell’Eisbach, torrente ricavato dall’Isar, fiume di Monaco di Baviera.

DIRETTAMENTE DALLE FAVOLE
La Baviera non è solo Monaco, tutt’altro, questa incredile regione tedesca dell’Europa Centrale cela gioielli naturalistici e architettonici di incomparabile valore. A circa un’ora e mezza da Monaco, infatti, si trova uno dei luoghi più spettacolari di Germania e in generale del nostro viaggio attraverso l’Europa Centrale, un’opera frutto della fantasia di un sovrano visionario, che ha ispirato tra gli altri anche Walt Disney, tanto è vero che la sua silohuette è parte del logo ufficiale, stiamo parlando del castello di Neuschwanstein, costruito alla fine del XIX secolo e situato nel sud-ovest della Baviera nei pressi di Füssen, nella località di Schwangau, di fronte al castello di Hohenschwangau. Commissionato dal re Ludovico II di Baviera come ritiro personale e omaggio al genio del musicista Richard Wagner da lui particolarmente amato, Ludovico pagò per la costruzione del palazzo coi propri fondi senza accedere al tesoro di Stato. Il re amava rimanere isolato dal mondo e questo luogo era divenuto per lui un rifugio personale, ma dopo la sua morte nel 1886 esso fu aperto subito al pubblico, desideroso di visitare quello che veniva decantato come un progetto tanto fantasioso quanto monumentale.

Il nostro viaggio finisce qui, ma nel rientrare ci portiamo dentro tanti tasselli che, siamo sicuri, andranno a comporre un unico grande pensiero, espresso splendidamente dalle parole del re visionario, Ludwig II:
“Non respiri con me i teneri profumi della notte? Oh con quanta dolcezza carezzano l’essere nostro misteriosi vengono a noi nell’aria e nessuna domanda mi sale più alle labbra se mi abbandono al loro incanto. Ugual magia mi ha legato a te mia cara.”



