VIAGGIO IN ALGERIA: 10 LUOGHI DA NON PERDERE

Algeria tutta da scoprire, un paese turisticamente quasi vergine, che piano piano sta attirando l’attenzione di un numero sempre maggiore di viaggiatori, almeno di quelli più attenti e disposti a viaggiare oltre le proposte più classiche e tradizionali. Al momento attuale, infatti, potendo contare su una buona stabilità politica interna, l’Algeria è da considerarsi una destinazione turistica esclusiva e sicura, in grado di offrire contenuti di altissimo livello, che spaziano dall’archeologia alla natura più selvaggia, dalle città storiche alla matrice indigena. Il traffico turistico in entrata, al momento, è regolato dalla necessità di ottenere un visto consolare, il cui costo oscilla tra le 100 e le 150 euro; questo probabilmente regolarizza in qualche maniera il numero dei visitatori annui, ma una volta dentro non resta che lasciarsi ammaliare dalle sue bellezze. Andiamo a scoprire quali sono i luoghi più rappresentativi e da non perdere, in vista di un viaggio in Algeria. Noi ne abbiamo individuati simbolicamente 10, ma va da sé che l’elenco potrebbe essere molto più lungo e corposo.

“Siti archeologici di matrice romana spettacolari e perfettamente conservati, una capitale che si candida ad essere una delle regine del Mediterraneo, splendide oasi nel deserto e una cultura millenaria fatta di storie e di popoli, senza dimenticare l’eredità indigena dei Berberi e dei Tuareg. L’Algeria è un Paese dai contenuti turistici di enorme valore.”

REQUISITI PER ENTRARE IN ALGERIA

Per chi fosse intenzionato a viaggiare in Algeria, è importante sapere che per entrare nel Paese c’è bisogno di un visto consolare, obbligatorio, e di un passaporto con validità minima di sei mesi. Per maggiori approfondimenti, vi invitiamo a consultare il sito ufficiale della Farnesina, dove troverete tutte le informazioni necessarie e aggiornate.

1. ALGERI, LA BIANCA CAPITALE DI ALGERIA

Ad Algeri si respira il Mediterraneo, si vive da arabi e si parla francese; si tratta di una città piena di cultura dove, nel tempo, sono passati arabi, romani, bizantini, vandali, spagnoli, dando vita a un potpourrì di stili di vita e visioni alternate, che oggi si fondono in un’unica ferma prospettiva, la stessa che accoglie la sabbia del grande Sahara e la proietta generosamente verso il cuore del Mediterraneo, in direzione dell’Europa. Algeri è a tutti gli effetti una delle capitali del Mediterraneo, con il suo porto, la sua bellissima baia e quella mistione architettonica che accoglie l’innovazione all’interno di una matrice fortemente araba, intessuta di ghirigori coloniali. Il Boulevard Che Guevara, ovvero la lunga e scenografica promenade che si affaccia sulla baia di Algeri, è quanto di più bello la città possa offrire, oltre alla Casbah, cuore dell’antica cittadella araba, i quartieri francesi e i tanti colli dai quali si può ammirare questo enorme mosaico di vita, che è l’emblema di un intero Paese.

2.TIPASA, UN GIOIELLO ARCHEOLOGICO SUL MARE

Giustamente celebrata dal premio nobel Albert Camus in uno dei saggi sulla sua adorata Algeria, Tipasa è sito protetto dal sigillo UNESCO che si trova a circa 60 km dalla capitale Algeri. In un contesto marittimo e bucolico, le vie della città si snodano tra palme e ulivi secolari aprendosi ad un panorama mozzafiato che degrada direttamente sul Mar Mediterraneo. Molto ben conservati rimangono l’anfiteatro di epoca romana, le terme e i resti della basilica cristiana più grande d’Africa.

“In primavera, Tipasa è abitata dagli dei e gli dei parlano nel sole è nell’odore degli assenzi, nel mare corazzato d’argento, nel cielo d’un blu crudo, fra le rovine coperte di fiori e nelle grosse bolle di luce, fra i mucchi di pietre. In certe ore la campagna è nera di sole”

Albert Camus – L’ESTATE E ALTRI SAGGI SOLARI

3.UNA MISTERIOSA TOMBA

la Tomba della Cristiana è considerato uno dei siti archeologici più misteriosi di tutta l’Algeria. Il maestoso mausoleo è visibile a chilometri di distanza e in tempi antichi è stato spesso un riferimento per pescatori e marinai. Questo strano edificio, di cui si sa ancora ben poco, e che rientra nella tipologia delle tombe a tumulo, riscontrabili un po’ in tutta l’area del Mediterraneo, è datato alla prima metà del I sec. a.C. e molto probabilmente era destinato ad accogliere i defunti della famiglia reale numida, secondo alcuni Giubba II e sua moglie Cleopatra Selene II (l’unica figlia di Cleopatra), secondo altri Bocchus II. A parte queste ipotesi, ad oggi il segreto del Mausoleo rimane tale.

4. TIMGAD, “LA POMPEI D’AFRICA”

Timgad è uno dei siti meglio conservati d’Algeria, non a caso protetto dal sigillo dell’UNESCO. Dopo aver raggiunto il suo massimo splendore nel secondo secolo dopo Cristo, e lo testimoniano le 14 terme pubbliche, la solenne biblioteca, il teatro da oltre 3000 posti e l’imponente foro cittadino, la città fu abbandonata con la fine dell’epoca bizantina per poi letteralmente scomparire tra le sabbie del tempo, anzi di quelle del Sahara per oltre dieci secoli, e venir riscoperta da un esploratore inglese, un certo James Bruce, alla fine del ‘700. Proprio a causa di queste contingenze, la città di Timgad, è arrivata fino a noi in ottime condizioni, contingenze che gli valsero la definizione di Pompei d’Africa. 

5. DJEMILA “LA PIU’ BELLA”

Un altro gioiello del patrimonio archeologico d’Algeria è Djemila, anch’esso sito patrimonio UNESCO, il cui nome berbero significa “la più bella”, e in effetti lo è per l’ottimo stato di conservazione, per la straordinaria ricchezza dei mosaici raccolti nel museo locale, per la sua suggestiva posizione tra gli altipiani settentrionali della catena dell’Atlante a circa 900 metri d’altitudine. Passeggiando tra le strade del sito, che rappresenta un eloquente esempio della capacità dei romani di adattare il tradizionale schema urbanistico ortogonale anche in un contesto geografico di montagna, si possono ammirare foro, templi, archi trionfali, basiliche cristiane, ville e impianti termali.

6. GHARDAIA E LE OASI NEL DESERTO

Alle porte del Deserto del Sahara si trova Ghardaia, la perla del M’Zab. In questa valle, oltre a Ghardaia, si trovano altre quattro città fortificate, tutte e cinque conosciute collettivamente con il nome di pentapoli mozabita. Si tratta di cittadelle edificate tra il X e l’XI secolo dai musulmani ibaditi in fuga da una serie di persecuzioni ai loro danni iniziate secoli prima nella penisola arabica. Nel visitarle si percepisce tutto il fascino di luoghi rimasti fermi nel rispetto delle loro usanze e abitudini di vita, peraltro non ancora minimamente interessate dal turismo di massa. Ghardaia è la più conosciuta, ma relativamente, perché girando tra le sue stradine, di turisti occidentali se ne vedono molto pochi.

7.CONSTANTINE, LA CITTA’ DEI PONTI SOSPESI

Constantine, l’antica Cirta, uno dei passaggi più interessanti di un viaggio in Algeria, ribattezzata in onore di Costantino il Grande, sorge su degli speroni rocciosi che hanno reso necessario sin dal tempo dei romani la realizzazione di imponenti ponti, che ancora oggi la identificano. Grandiose opere proseguite poi dagli ottomani e i francesi. A Constantine si respira la Storia e si ammira tutta l’ambizione dell’ingegneria occidentale in terra d’Africa. I ponti sono la caratteristica di Constantine e anche l’unico modo di collegare il nucleo antico al territorio circostante, dove oggi la città è in continua espansione, confermando di essere la terza città di Algeria per estensione e numero di abitanti. Tutt’intorno una splendida campagna, dove tra l’altro si conservano numerosi siti archeologici di estrema bellezza e importanza, il che rende Constantine un ottimo punto di partenza per visitare la regione conosciuta come la Piccola Cabilia.

8.IL WADI ESSENDILENE, UN’OASI NEL DESERTO

IL Wadi Essendilene si trova a circa 80 chilometri a nord di Djanet, nello specifico si lascia la strada asfaltata e dopo una decina di chilometri di fuoripista si entra in quello che è un vero e proprio canyon. Con una passeggiata a piedi nel letto del fiume ormai secco, di circa un’ora e mezza, si arriva alla guelta, una sorgente d’acqua immersa in una foresta di oleandri in fiore, circondata da vertiginose pareti di arenaria.

9. LA REGIONE DEL TIMRAS

Raggiungibile sempre da Djanet, il Timras è un’area caratterizzata da formazioni rocciose in arenaria dalla tipica colorazione giallo rossastra che formano un vero e proprio labirinto di rocce, guglie e archi naturali. Qui sono presenti anche innumerevoli pitture rupestri, straordinari esempi di arte sahariana e importantissime testimonianze di epoche preistoriche quando queste aree erano ricche d’acqua e popolate. 

10. LO SPETTACOLO DELL’ERG ED MER

E concludiamo in bellezza, con uno dei passaggi più emozionanti di un viaggio in Algeria, la magia naturale dell’ erg Ad Mer, il luogo a cui si pensa sentendo la parola “Sahara”, che qui si rivela nella sua bellezza più pura: un mare ininterrotto di dune rosate che si estende per oltre centottanta chilometri di lunghezza, un susseguirsi di scorci e paesaggi capaci di regalare emozioni uniche.

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