Alla scoperta di Procida, una delle isole più poetiche e affascinanti del versante tirrenico e probabilmente di tutto il Mediterraneo, un’isoletta di soli 4 km quadrati facilmente raggiungibile da Napoli, in appena un’ora di aliscafo, un luogo magico che ha ispirato scrittori, attori e registi del calibro di Massimo Troisi ed Elsa Morante. Nel 2022 è stata nominata (non a caso) Capitale Italiana della Cultura, un riconoscimento che ha attirato l’attenzione di turisti e viaggiatori, facendo aumentare esponenzialmente l’interesse da parte del cinema e della letteratura, senza perdere però il suo carattere verace e originale. Sull’isola si respira ancora quel senso di vita semplice che scorre tra una chiacchiera e l’altra, al ritmo dei pescatori che escono la sera e delle anziane signore che hanno trascorso una Procida è uno scrigno ricco di Storia e tradizioni che si lascia vivere con semplicità, date anche le sue dimensioni molto ridotte, che a sua volta facilitano la mobilità e gli spostamenti in loco.

Massimo Troisi, Elsa Morante, il Postino e l’Isola di Arturo, le magie del mare, i pescatori con le loro barche madri, la vita che scorre lenta e magica bagnata dal vento e dal sole. La pizza, le sardine fritte, le lingue, il pesto di limoni e i colori pastello illuminati dal sole e dalla luna. Tutto questo è Procida, un tocco di mediterraneo che entra negli occhi del cuore per non andar più via.
“Magia e mare,
Amore e magia,
Azzurro e giallo
Vento e sogni.
Procida nei libri
Nelle note
Procida nei piatti
In fondo al mare azzurro
negli anfratti della vita
di pescatori e madri di famiglia.“
COME ARRIVARE A PROCIDA E COME MUOVERSI SULL’ISOLA
Procida è raggiungibile dai moli di Napoli, Calata di Massa e Molo Beverello. Dal primo partono i traghetti, che impiegano circa 1 ora per raggiungere l’isola, mentre il secondo è destinato agli aliscafi, che raggiungono la destinazione in 45 minuti. Bisogna però sapere che dal 1° Aprile al 31 Ottobre, sono vietati l’afflusso e la circolazione nell’isola di Procida degli autoveicoli, motoveicoli e ciclomotori, appartenenti a persone non facenti parte della popolazione stabilmente residente sull’isola.

Una volta a Procida ci si muove in taxi o in bus e ovviamente a piedi. Lo stazionamento degli autobus di linea con cui è possibile raggiungere tutte le località principali dell’isola si trova proprio di fronte allo sbarco di traghetti e aliscafi, i biglietti si acquistano anche a bordo. Una corsa in bus costa circa 2€, mentre le tariffe dei taxi si aggirano intorno ai 15€.

COSA FARE E VEDERE A PROCIDA
Come detto, Procida è piccolina, ha un’estensione di appena 4 km quadrati. Si viene qui per rilassarsi, per godere del mare e del vento, per stare in spiaggia, per assaporare la gastronomia locale e per conoscere dal vivo i luoghi immortalati dal genio letterario di Elsa Morante e di quello poetico di Massimo Troisi. Tra le tante opere italiane e internazionali legate a Procida, infatti, due capolavori si distaccano su tutte, l’isola di Arturo e il Postino di Neruda. L’eco di queste due grandi opere, rispettivamente letteraria e cinematografica raggiunge molti punti dell’Isola. E allora è impossibile perdersi nella Corricella, l’angolo più pittoresco di Procida, dove, tra i tanti edifici color pastello, incontrerete anche la Locanda del Postino, ovvero il luogo dove sbocciò l’amore tra Mario Ruoppolo e Beatrice Russo. Questo ristorantino conserva ancora i sapori genuini del passato attraverso la cucina di pesce rimasta profondamente legata al territorio.

IL POSTINO
Procida è quindi indissolubilmente legata alla fama de “Il Postino”, capolavoro cinematografico diretto da Michael Redford e Massimo Troisi, premiato nel 1995 con l’Oscar per la miglior colonna sonora e distribuito in tutto il mondo. La trama è più o meno questa: negli anni ’50, in un’isola del sud Italia arriva in esilio il poeta Pablo Neruda. L’enorme quantità di posta che riceve quotidianamente costringe il direttore dell’ufficio postale ad assumere un nuovo postino. Mario (Massimo Troisi) che non ha nessuna voglia di fare il pescatore decidere di prendere al volo il temporaneo impiego, e tra lui e il grande poeta nasce subito una bella amicizia.

MARINA CORRICELLA
A proposito di Marina Corricella, è questo il borgo marinaro più antico di Procida. Disposto ad anfiteatro sul mare e circondato dalle reti adagiate sulla banchina, in questo piccolo borgo di pescatori si percepisce ancora l’odore del mare che si insinua tra i vicoli stretti e le stradine caratteristiche. Il porticciolo secentesco è famoso per la sua peculiare architettura: da qui è infatti possibile scorgere un intreccio di archi, cupole, finestre, gradinate, logge, scale e facciate variopinte che danno vita a uno scorcio di incredibile bellezza. Si arriva a Marina Corricella o via mare oppure a piedi, la Gradinata del Pennino, agibile da Via San Rocco, e la Gradinata Scura, accessibile invece da Via M. Scotti, rappresentano il percorso principale per arrivare al borgo.
“Un angolo di architettura che si fa poesia”

LA SPIAGGIA DELLA CHIAIOLELLA E L’ISOLOTTO DI VIVARA
Procida è soprattutto mare da vivere, e una delle sue spiagge più belle, forse la più iconica è quella della Chiaiolella, raggiungibile dal porto in taxi o in bus. La sua sabbia nera e l’acqua cristallina, le scogliere di arenaria e i faraglioni, il vento che soffia per mitigare i caldi o per smuovere lo iodio, ebbene tutti questi elementi la rendono bellissima. La spiaggia della Chiaiolella è una perla di Procida, uno scorcio da non perdere. La spiaggia è ben attrezzata, il lido pulito e adatto a famiglie con bambini, ma soprattutto non è molto affollata, l’ideale per passare un’intera giornata al mare.

La Spiaggia della Chiaiolella, che in realtà si chiama Ciracciello, è compresa tra Punta Serra e il promontorio di Santa Margherita Vecchia. Si tratta del litorale più lungo e frequentato di Procida. La costa è caratterizzata da fondali bassi e dalla presenza di aree in parte rocciose, in parte ricoperte da una rigogliosa macchia mediterranea che rende ancor più suggestivo il paesaggio.
La Spiaggia della Chiaiolella è delimitata da quella più grande di Ciraccio da due caratteristici faraglioni tufacei, formatisi in conseguenza ad una frana del costone roccioso che in origine separava le due spiagge e facilmente riconoscibili. Sulla spiaggia della Chiaiolella, essendo esposta a ovest, il sole splende sempre ed è perciò possibile godersi bellissimi tramonti, mentre nel pomeriggio è possibile che si alzi il maestrale, che rende il mare mosso, ma non meno affascinante. Alle spalle della spiaggia c’è anche una romantica darsena su cui affacciano numerose strutture turistiche, bar e ristoranti.
Dalla Chiaiolella, tramite un vecchio ponte, si può raggiungere il misterioso isolotto di Vivara, che però al momento è chiuso al pubblico (a breve dovrebbe essere accessibile). Si tratta di un’oasi naturalistica protetta dal 1974, nonché riserva naturale dal 2002. Piccola, selvaggia e incontaminata, Vivara, oltre a essere popolata da piante rare è sede di importanti ritrovamenti archeologici di origine micenea.




