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VIAGGIO IN BOSNIA-ERZEGOVINA: SOGNO NEL CUORE DEI BALCANI

La Bosnia-Erzegovina ci ha lasciato letteralmente senza fiato, e pensare che non dovevamo nemmeno andarci. Già, proprio così, all’inizio il nostro viaggio doveva riguardare solo la Croazia, ma una volta atterrati a Dubrovnik, con volo diretto da Barcellona, e vista la folla di turista che assaliva la città, non abbiamo avuto dubbi. Così abbiamo affittato una macchina e, via verso la frontiera alla scoperta di uno degli ultimi paradisi dell’Europa dell’Est, la Bosnia-Erzegovina. Il nostro coraggio puntualmente ci ha premiato, catapultandoci in un mondo magico e totalmente naturale che ora proveremo a raccontarvi.

“Era tanto tempo che non vivevamo una magia così. Luoghi naturali, semplici, isolati, così incredibili che ci è sembrato di entrare in un’altra dimensione. Non riusciamo ancora a capacitarci dei doni che abbiamo ricevuto in questo viaggio in Bosnia-Herzegovina, la sensazione è di aver vissuto in un sogno.”

Siamo rimasti stupiti dalla natura magica che abbiamo incontrato in Bosnia-Herzegovina, una natura incontaminata ancora esclusa dal turismo di massa. Arrivare in alcuni luoghi, certo, non è facile, ma quando ti ci ritrovi dentro fai fatica a credere che sia tutto vero. Sembra di stare in un cartone animato di Miyazaki, una magia che però è reale, tangibile, godibile.

Le principali attrazioni naturalistiche si concentrano nella regione serba dell’Erzegovina, a sud, il cui emblema è rappresentato dalle cascate di Kravize, e poi nella regione nord-orientale della Bosnia, al confine con la Croazia. Ci sono poi Mostar, Sarajevo e il Santuario di Medjugorie. Le regioni del nord-ovest si presentano come brulle e montagnose, che richiedono tempo nell’essere percorse a causa delle strade non troppo facilmente percorribili. I paesaggi, in compenso, sono davvero mozzafiato.”

IL NOLEGGIO DELLA MACCHINA E L’INGRESSO IN BOSNIA-ERZEGOVINA

Come dicevamo, il nostro viaggio ha subito un’improvvisa sterzata, così da Dubrovnik abbiamo deciso di noleggiare una macchina in città e dirigerci verso la Bosnia-Erzegovina. Nulla di pianificato, solo sensazioni, per confermarci che l’intuito non sbaglia mai, basta ascoltarlo. Poco dopo la frontiera croato-bosniaca di Ivanica (che dista meno di 10 km dal centro di Dubrovnik), incontriamo le indicazioni per un monastero perso tra i rilievi rocciosi: Duzi. Decidiamo di seguirle e ad accoglierci c’è Neda, che fiera, ci apre le porte del monastero ortodosso situato proprio di fronte alla casa delle sue vecchie sorelle. Nasce subito una bella intesa tra di noi, le diciamo che veniamo da Barcellona e lei ci menziona subito la sua gioventù passata in Galizia, a Vigo. Parla un ottimo spagnolo, infatti. Dopo averci raccontato la storia del monastero ci invita a casa sua a bere aguardiente, cioè grappa, a cui aggiungerà pane e formaggio fatti in casa.

La frontiera di Ivanica, seppur molto vicina a Dubrovnik, non è molto frequentata, perché un po’ scomoda da raggiungere. La strada infatti passa per sentieri tortuosi e in parte sterrati di montagna, che scoraggiano di solito la maggior parte dei turisti. Qui incontrerete pochissime macchine, così che i tempi di espletazione delle pratiche burocratiche saranno più rapidi. Una nota importante: sebbene sia possibile entrare in Bosnia-Erzegovina con la carta d’identità, vi consigliamo di portare comunque il Passaporto.”

LE CITTA’ STORICHE: TREBIGNE, MOSTAR E MEDJUGORIE

Dopo la bucolica sosta a Duzy e l’incontro con Neda, diamo seguito al nostro viaggio e ci dirigiamo verso la tranquilla cittadina di Trebigne, che sorge nell’estremo sud-est della Bosnia-Erzegovina, a circa 30 km dalla città croata di Ragusa-Dubrovnik. Trebigne è situata all’interno di una regione carsica ed è attraversata dal fiume Trebisnjica. Il suo centro storico ospita una moschea, una chiesa cattolica e una ortodossa, evidente segnale di una convivenza consolidata di vari culti e religioni.

Da Trebigne in un paio d’ore si giunge a Mostar, probabilmente la città più turistica e popolare di Bosnia, assieme a Sarajevo. Piccola, a misura d’uomo, vi convivono pacificamente la comunità cristiano-croata e musulmano-bosniaca. Simbolo della città è il vecchio ponte medievale ad arco costruito totalmente in pietra nel 1566 da Solimano il Magnifico. A questo ponte, oggi Patrimonio UNESCO, è legato uno degli episodi più tristemente noti della guerra che sconvolse l’ex Jugoslavia negli anni Novanta, quando la città fu bombardata dalle truppe NATO. Per la verità i segni del conflitto bellico sono ancora visibili ovunque in città, nei musei, nei cimiteri e nei palazzi ancora martoriati, ma oggi Mostar è una città totalmente rinata, tappa imperdibile di un viaggio in Bosnia-Erzegovina.

Il centro di Mostar, infatti, è un vero gioiellino, piccolo ma incantevole: si gira facilmente a piedi, e offre molte attrazioni, tra cui locali, ristoranti, musei e boutique, concentrati in un raggio di poche centinaia di metri. Al calar del sole l’atmosfera si fa più piacevole, quando i turisti mordi e fuggi se ne vanno e la città si illumina delle lanterne di bar e ristoranti creando un suggestivo gioco di luci e ombre con le vie ciottolate del centro.

IL SANTUARIO DI MEDJUGORIE

A soli 25 km da Mostar si trovano la città di Medjugorje e il Santuario omonimo, meta di turismo religioso la cui importanza è cresciuta esponenzialmente, raggiungendo una fama internazionale, grazie alle apparizioni mariane avvenute nel giugno del 1981 ad alcuni ragazzi del posto sulla collina del Pdbrdo.

SARAJEVO, LA CAPITALE

E poi c’è la Capitale, Sarajevo, che nonostante i suoi 350.000 abitanti, e i fatti storici degli ultimi decenni, si mostra oggi una città tranquilla e multiculturale, che le hanno valso l’appellativo di “Gerusalemme d’Europa”. Convivono qui, infatti, pacificamente i fedeli di quattro religioni: islamica, cristiana cattolica, cristiana ortodossa ed ebraica. Sarajevo è una città affascinante che porta i segni di tanti conflitti, passati e recenti. Il costo della vita è ancora molto conveniente e la cucina è ottima. Per non parlare del notevole patrimonio culturale e architettonico frutto delle varie dominazioni.

“Sarajevo la percepisci per i suoi contrasti, per l’anima della sua gente gentile, dolce, discreta. Pur essendo una capitale la si percepisce come una città tranquilla. La sua decadenza è la traccia più evidente che ti rimane nella memoria, una decadenza figlia di una Storia tragica, che però non ha mai compromesso la dignità della sua gente.”

LE MISTERIOSE PIRAMIDI DI BOSNIA

Nel nostro viaggio in Bosnia e Croazia siamo passati anche per Visoko, un paesino situato a circa 40 km da Sarajevo, dove si trovano le cosiddette PIRAMIDI BOSNIACHE, che secondo lo scopritore, Samir Osmanaghich, che abbiamo incontrato personalmente, sarebbero vere e proprie piramidi risalenti a oltre 30.000 anni fa, opera di una civiltà estremamente evoluta. Ovviamente la Comunità scientifica la ritiene una bufala. Non possiamo essere noi a decretare il verdetto ma personalmente quando ci siamo ritrovati ai piedi della Piramide del Sole, e abbiamo percorso i suoi tunnel interni, la sensazione provata è stata magica. Poi ognuno sia libero di pensare ciò che crede, il nostro consiglio è però di visitarle.

Con Samir Osmanagich

INFORMAZIONI DA SAPERE PER VIAGGIARE IN BOSNIA

  • Normalmente nominata con la sineddoche Bosnia, in realtà il Paese prende il nome dalle due regioni storiche di Bosnia, coincidente con i territori settentrionali, ed Erzegovina, che invece fa riferimento alle zone meridionali confinanti con la Croazia.
  • La Bosnia-Erzegovina confina con la Serbia a est, il Montenegro a sud-est e con la Croazia a nord e ovest.
  • La città di Neum, oggi affollata località baleneare, è l’unico accesso della Bosnia-Erzegovina al Mar Adriatico.
  • Nonostante non faccia parte dell’Area Shengen, la Bosnia, come la Croazia, rientra nell’orbita dell’Unione Europea e per viaggiare all’interno del Paese basta anche la semplice carta d’identità valida per l’espatrio, in alternativa al Passaporto, che però resta il documento preferibile.
  • La valuta utilizzata è il Marco Bosniaco (l’attuale rapporto con l’euro è di 1:2; quindi un marco vale 0,50 cent di euro).
  • Di solito le attività commerciali non sono solite accettare gli Euro, per cui il consiglio è di avere sempre a disposizione moneta locale, o in alternativa si può pagare con la carta (ma non dappertutto).
  • La religione più diffusa in Bosnia-Erzegovina è l’Islam, che evidentemente influenza tutti gli usi e costumi del Paese.
  •  In seguito a un referendum, il 3 marzo 1992 la Bosnia-Erzegovina proclamò la propria indipendenza dalla Federazione Jugoslava, divenendo così il principale teatro di violente ripercussioni belliche (specie a Sarajevo e Mostar) nell’ambito della Guerra Jugoslava che tra il 1991 e il 1995 scosse violentemente tutta l’area Balcanica.
La Bandiera della Bosni-Erzegovina

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