ROMA NON TURISTICA: IL MISTERO DELLA PORTA MAGICA

Nel cuore dei giardini di Piazza Vittorio, trincerata dietro un alto cancello in ferro, si trova la Porta Magica o Porta Alchemica, ovvero uno dei luoghi più misteriosi, e allo stesso tempo, curiosi di tutta Roma. Noi la scoprimmo per caso in una piovosa notte ottobrina di ormai dieci anni fa, all’epoca vivevamo nella Capitale e passavamo le serate a gironzolare per la città eterna, in cerca di tesori e misteri da svelare; proprio camminando a zonzo durante una di queste volte, ci imbattemmo in uno strano monumento: si trattava per la precisione di due goffe statue bianche a guardia di una specie di portale senza fondo, incastrato al muro. La zona però era interdetta, come oggi, ma non ci impedì di mettere a fuoco quelle strane figure e di attivare un’irrefrenabile curiosità che successivamente ci avrebbe spinto ad approfondire di cosa si trattasse.

Porta Magica, edificata nella seconda metà del Seicento, non conduce in alcun posto, ed è ciò che rimane della lussuosa Villa Palombara, residenza del marchese Massimiliano Savelli Palombara.”

STORIA DELLA PORTA MAGICA

La storia della Porta Magica, o Porta Alchemica, come viene anche chiamata, rimonta alla seconda metà del seicento, ed è ciò che resta della lussuosa Villa Palombara, residenza del marchese Massimiliano Savelli Palombara, uomo brillante e raffinato letterato, l’aristocratico era appassionato di alchimia ed esoterismo. Amava contornarsi di scienziati e personaggi illustri, che invitava nella sua villa per parlare di Alchimia, tra questi anche la sovrana Cristina di Svezia, della quale fu devoto amico e fedelissimo di corte.

Narra la leggenda che, in una notte tempestosa, come quella nostra, ma del 1680, un viaggiatore, identificabile secondo la tradizione con il medico alchimista Francesco Borri, ospitato nella villa, si recò in giardino alla ricerca di un’erba particolare e misteriosa in grado di produrre oro. Il mattino seguente, quando il marchese si svegliò, l’uomo era scomparso, lasciando dietro di sé lucenti tracce di oro, oltre a dei manoscritti ricchi in simboli e formule alchemiche.
Convinto che il misterioso scritto contenesse il segreto della pietra filosofale, il marchese pensò di incidere la formula magica su quella che poi venne proprio per questo definita Porta Alchemica o Porta Magica. Su di essa infatti, si riscontrano tutt’oggi una serie di simboli, ognuno associato a un metallo, quali piramidicerchiiscrizioni in latino ed ebraico e una stella a sei punte, il sigillo di Salomone.

dal portale Fenomenologia

Il marchese provò a decifrare il contenuto del manoscritto con i vari simboli ed enigmi, invano, decise quindi di renderlo pubblico facendolo incidere sulle cinque porte di Villa Palombara, nella speranza che un giorno qualcuno sarebbe riuscito a risolvere l’enigma. Di quelle cinque porte, oggi, ne rimane solo una, per di più interdetta ad una visita ravvicinata (per motivi di sicurezza), ma a quanto pare il mistero sembra ancora rimanere irrisolto.

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Su uno degli architrave della porta si legge questa frase alquanto ermetica, ma altrettanto suggestiva:

“Il drago esperio custodisce l’ingresso del giardino magico e, senza Ercole, Giasone non potrebbe gustare le delizie della Colchide.”

CURIOSITA’

Nel film L’anno mille diretto da Diego Febbraro, il monumento funge da portale tra il Medioevo e la Roma contemporanea. Nei primi livelli del videogame Tomb Raider: Chronicles – La leggenda di Lara Croft, la protagonista Lara Croft visita Roma alla ricerca della pietra filosofale; per trovarla deve cercare di aprire la Porta Magica. Nel film Sono tornato, Mussolini viene fatto comparire come caduto dall’alto, attraverso una nuvola di fumo, davanti a questa porta. A testimonianza del fatto che la Porta Magica è un luogo che attira l’attenzione sia letteraria che cinematografica di studiosi e appassionati, che nel monumento vedono un evidente riflesso del carattere occulto ed esoterico di Roma.

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