Italia

MAJELLA GEOPARK: cosa fare e vedere nel Geoparco Mondiale dell’Unesco

Da ieri, 22 aprile 2021, Il Parco Nazionale della Majella è stato dichiarato dall’Unesco Geoparco Mondiale.
Un importante riconoscimento per l’Abruzzo e per un territorio dal notevole patrimonio paesaggistico e geologico. Stiamo parlando di una delle aree naturalistiche più selvagge e incontaminate dell’Italia centrale e di tutta l’Europa meridionale, a buon diritto meta ideale per un’immersione diretta nella natura e per un viaggio alla scoperta di borghi e tradizioni.

Le attività da fare all’interno del territorio del Majella Geopark sono tantissime e per ogni tipo di pubblico: dal trekking alle escursioni in mountain bike, dalle passeggiate tra faggete secolari al relax in storici impianti termali, senza trascurare la degustazione di piatti tradizionali e vini dal carattere forte e gentile, come gli abruzzesi.
In questo articolo, quindi, vi proponiamo una serie di attività e luoghi da non perdere qualora decidiate di venire a scoprire questo luogo incantato del nostro magico Abruzzo, dove la protagonista è sempre lei, la Majella!

Il Majella Geopark è un paradiso terrestre che offre panorami mozzafiato. Si alternano qui le vette innevate della Majella, la Dea Maya degli abruzzesi, ai canyon selvaggi nelle cui fenditure spuntano eremi interamente scavati nella roccia. Senza dimenticare borghi persi nel tempo, altopiani spettacolari e riserve naturali dove vivono il lupo, l’orso e tanti altri animali selvatici.

PARADISI NOSTRANI

Il Geoparco della Majella è caratterizzato da un’elevata geo-diversità, ci sono infatti 95 geo-siti nel suo territorio che lo rendono, sotto il profilo naturalistico e geologico, una delle aree più interessanti d’Europa. L’investitura da parte dell’UNESCO porterà sicuramente benefici a livello di sviluppo sostenibile alle comunità locali, e permetterà al Geoparco di collaborare con oltre 160 territori riconosciuti in tutto il mondo.
E allora andiamo a scoprire meglio i suoi segreti.

ALLA SCOPERTA DEGLI EREMI DELLA MAJELLA

Nel territorio del Geoparco, oltre all’incanto di una natura selvaggia e rigogliosa, si scorgono le tracce del passaggio di personaggi singolari, gli eremiti, uomini di fede, provenienti da ogni dove, anche dal lontano Oriente, che a partire dall’anno 1000 scelsero questi luoghi per le proprie opere di cristianizzazione.

Pensate che in tutto Abruzzo, tra il XI ed il XVII sorsero circa un centinaio di eremi, venti dei quali si trovano oggi all’interno del Parco Nazionale della Majella. La maggior parte di essi sono collegati tra di loro dal “Sentiero dello Spirito”, un lungo itinerario di circa 70 chilometri studiato per far ammirare questi luoghi della fede, senza mai dover lasciare i sentieri del Parco. Spiccano per bellezza e suggestione l’Eremo di Santo Spirito a Majella, l’Eremo di Sant’Onofrio al Morrone, l’Eremo di San Giovanni all’Orfento e l’Eremo di San Bartolomeo in Legio.

L’eremo di San Bartolomeo in Legio

Ad arricchire questo paradiso, la presenza di antichi eremi e piccoli romitori, traccia indelebile del passaggio di indomiti eremiti, che hanno scelto questi luoghi impervi per allontanarsi dal mondo e ritirarsi nella preghiera e nella contemplazione. Sono i luoghi di Pietro Angelerio, meglio conosciuto come Pietro da Morrone, colui che dopo essere stato nominato Papa, nel 1294 con il nome di Celestino V, rinunciò all’incarico, disgustato dall’enorme potere ecclesiastico, per tornarsene al silenzio della sua Majella.

LA VALLE DELL’ORFENTO, IL REGNO DELLA NATURA

La Valle dell’Orfento è un luogo straordinario un paradiso naturalistico dove Madre Natura regna incontrastata; un groviglio di querce e conifere, un canyon spettacolare attraversato dal fiume Orfento, da cascatelle, corsi d’acqua, e costituito da pareti rocciose levigate dal forza del vento e del tempo.
Siamo nel cuore del Parco Nazionale della Majella, precisamente a Caramanico, uno dei Borghi più belli d’Italia e principale centro termale d’Abruzzo. Il Centro Visitatori si trova poco prima del corso principale, basta registrarsi e poi finalmente potete mettervi in cammino.
(Per approfondire LEGGI QUI)

Ad arricchire questo paradiso, la presenza di antichi eremi e piccoli romitori, traccia indelebile del passaggio di indomiti eremiti, che hanno scelto questi luoghi impervi per allontanarsi dal mondo e ritirarsi nella preghiera e nella contemplazione. Nella Valle dell’Orfento se ne contano ben 9, molti non più accessibili, il principale dei quali è certamente quello di San Giovanni.

TREKKINK SULLA MAJELLA: SENTIERI E CIRCUITI

La Majella è anche il paradiso degli escursionisti, che hanno a disposizione circa 700 km di sentieri e circuiti, di diversa lunghezza e difficoltà, dagli itinerari semplici adatti un po’ a tutti, fino alle escursioni in alta quota, per i più esperti. I grandi circuiti di trekking che esplorano il Parco Nazionale della Majella sono 3: il Sentiero del Parco, il Sentiero dello Spirito e il Sentiero della Libertà. I sentieri di livello escursionistico sono oltre 120 e sono contraddistinti dai segnavia bianco-rosso, ma non è detto che siano gli unici di pregio, giacché nel territorio della Majella ci sono sentieri di livello turistico altrettanto interessanti, giacché lambiscono anche alcune aeree faunistiche.

LA FAGGETA SECOLARE DI SANT’ANTONIO

Tra le varie riserve naturali presenti nel territorio del Geoparco, una menzione particolare vogliamo farla per il Bosco di Sant’Antonio, una spettacolare faggeta secolare situata a circa una decina di chilometri dallo stupendo borgo di Pescocostanzo. Questo bosco incantato si si estende per 17 ettari tra le dorsali del Monte Pizzalto e del Monte Rotella, e presenta all’interno del suo territorio vari sentieri e percorsi da fare sia in inverno che in estate. La stagione di grazia, però, è l’autunno, quando la faggeta di tinge di colori ricchi di passione che vanno dall’arancione al fulvo, dal giallo al rosso sangue, uno spettacolo che non potete perdervi.

I BORGHI INCANTATI

La Majella, come tutto l’Abruzzo in generale, è terra di borghi, che come piccoli gioielli risplendono, solitamente arroccati nelle posizioni più impensabili. Persi nel tempo di un mondo fuori dal tempo (scusate il gioco di parole), sono loro la vera dimensione antropica dell’Abruzzo, una regione ricca di migliaia di piccole comunità.
All’interno del territorio del Geoparco se ne contano tantissimi, ognuno con una propria caratteristica. Ovviamente non possiamo menzionarli tutti, ma ci limitiamo a segnalare i più pittoreschi. Oltre ai già citati Pescocostanzo e Caramanico, merita una visita San Valentino in Abruzzo Citeriore, borgo adagiato su un colle lungo la vallata del fiume Orta in provincia di Pescara, dove la sera del 10 novembre si celebra la Festa dei Cornuti, una tradizione antica nata a metà dell´ ´800 quando i giovani del paese, in segno di sberleffo, usavano lasciare delle candele accese di fronte alle case dei mariti traditi. Un altro borgo ricco di storia e tradizione è Pacentro, bellissima cittadina della Valle Peligna, che oltre ad essere annoverato nel club de “I borghi più belli d’Italia“, è anche sede di importanti manifestazioni folkloristiche, su tutte la Corsa degli Zingari, spettacolare gara podistica, durante la quale i giovani paesani salgono sulle pendici dei Colli Ardinghi per poi lanciarsi a piedi nudi lungo il ripido ed aspro sentiero montano che conduce sino alla Chiesa della Madonna di Loreto.

Tra le strade di Pescocostanzo

Serramonacesca invece custodisce due dei simboli più rappresentativi d’Abruzzo: l´imponente Abbazia di San Liberatore a Majella, considerato un gioiello dell’ architettura religiosa romanica, inserita in un contesto naturalistico che ne esalta tutta la magnificenza; poco fuori dal paese, inoltre, al di sotto di una grande parete rocciosa levigata dal tempo, sorge il piccolo complesso dell´eremo di Sant´Onofrio

Pacentro

TRA LE GOLE DI SAN MARTINO, “LA PETRA D’ABRUZZO”

Tra i luoghi più spettacolari che si trovano nel territorio del Geoparco ci sono sicuramente le Gole di San Martino.
Un viaggio mitologico sulle orme di monaci eremiti, passando per crepacci angusti e spettacolari, prima di aprire lo sguardo a uno scenario incredibile, dominato dai resti di un’antica abbazia benedettina.
Visitare le gole di Fara San Martino significa fare un salto nel cuore di un’Abruzzo meraviglioso, mai avaro di suggestioni e sempre in grado di lasciare a bocca aperta il viaggiatore.

Le Gole di San Martino sono l’ingresso ad uno dei più lunghi valloni appenninici, il vallone di Santo Spirito che da Fara San Martino sale sul tetto della Majella. Ci troviamo in località Fara San Martino (Provincia di Chieti), nell’immediata prossimità degli stabilimenti della Pasta De Cecco, conosciuta in tutto il mondo, alle sorgenti del Fiume Verde, principale responsabile dell’erosione delle rocce, e quindi della creazione del suggestivo valico.

VUOI SCOPRIRE L’ABRUZZO IN TOTALE AUTONOMIA? L’ITINERARIO DI VIAGGIO TE LO FACCIAMO NOI

Affidati a noi, siamo viaggiatori esperti, conosciamo molto bene tutte le zone di cui parliamo, e saremo felici di mettere al tuo servizio la nostra esperienza. Noi crediamo in un turismo più lento e responsabile, che privilegi il contatto con la gente e la natura, e dia priorità all’esperienza diretta.

SE VUOI SAPERNE DI PIU’ CONTATTACI oppure VISITA LA NOSTRA PAGINA DEI SERVIZI, CLICCANDO QUI

Rocco D'Alessandro

Laureato in Lettere Classiche con specializzazione in Archeologia. Accompagnatore turistico professionista dal 2011. Docente Ditals 2° livello - Abilitato dall'Università degli Stranieri di SIENA. Traduttore letterario e vincitore del Premio Andersen 2019. Animato da una grande passione per la Letteratura Latinamericana e per l'Amazzonia. In possesso di un Master Universitario in Management del Patrimonio Artistico e Culturale (Università IULM) e di Master in Web Marketing (Università G.d'Annunzio CH-PE). Parla fluentemente Spagnolo, Inglese e Portoghese brasiliano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *