America del SUDAsiaEUROPA

I CIBI PIU’ STRANI DEL MONDO (CHE ABBIAMO PROVATO IN VIAGGIO)

Ora che siamo fermi di fronte al focolare, a leggere un libro per ingannare il tempo, aspettando solo di tornare a viaggiare, ci mettiamo a ripensare a tutte le cose assurde che abbiamo visto durante i nostri viaggi e agli strani cibi che ci sono capitati a tiro di bocca. Pietanze curiose, alimenti spesso orripilanti e vomitevoli, ma pur sempre testimonianza e riflesso di antiche tradizioni.

E allora siete pronti ad accompagnarci in questo viaggio in giro per il mondo alla scoperta dei cibi più strani?
Dal Sud America al Lontano Oriente, dall’Islanda alla Cambogia, dall’Australia fino alla Sardegna, ne abbiamo visti e soprattutto provati di tutti i tipi. Qualche volta abbiamo fatto davvero fatica, lo ammettiamo, ma alla fine hanno sempre prevalso la curiosità e la certezza che ogni mondo è paese!

IL MONDO DEGLI INSETTI

Insetti, insetti di ogni tipo imbandiscono i banchi dei mercati asiatici e delle bancarelle sul ciglio delle strade delle grandi città, e che potremmo definire street food d’eccezione. Soprattutto in Asia, ne abbiamo incontrati tanti, dai grilli, ai lombrichi, principalmente fritti. In Vietnam, in Myanmar e in Cambogia gli insetti costituiscono un alimento centrale della dieta nostrana, e alla fine non sono poi così male, in fin dei conti fritte sono buone anche le suole delle scarpe. Gli unici che, però, non siamo riusciti a provare sono gli scarafaggi.

Mercato di Shianoukville (Cambogia) – photo credits @GiuliaMagg

“Come quella volta in cui, a Siem Riep, in Cambogia, ci siamo ritrovati di fronte a una folla di curiosi a spiegare come si mangia un ragno fritto, bello grande e dall’aspetto abbastanza inquietante. Il sapore assomigliava più o meno all’essenza di liquirizia, ma a pensarci ora ci vengono i conati.”

Gli insetti, però, non sono un’esclusività dell’Asia, ma sono costumati anche in America del Sud.
In Colombia, per esempio, abbiamo mangiato le formiche culone, specialità locale di Barichara, un piccolo pueblo coloniale raggiungibile da San Jill. Gli abitanti del posto sono soliti andare in cerca di formicai, scovano poi le formiche e si mangiano solo la femmina, che a differenza del maschio, è dotata di ali, che le vengono asportate, prima di essere abbrustolite. In Messico, poi, abbiamo visto vendere per strada anche grilli e larve fritte, queste ultime sono per noi di gran lunga le più gustose nell’ambito del variegato panorama culinario degli insetti.

grilli fritti e larve

In Messico si costuma una pietanza davvero singolare, conosciuto anche come “caviale d’insetto”.
Si tratta di un piatto composto da larve commestibili e pupe di formiche, raccolte dalle piante agavaceae, dalle quali si ottiene poi il mezcal o la tequila. Questa prelibatezza, si dice che abbia la consistenza della ricotta e un sapore burroso e di nocciola.

IL CIBO PIU’ DISGUSTOSO DEL MONDO

La gastronomia islandese si distingue per la proposta di piatti davvero unici, su tutti lo squalo fermentato, o putrefatto, anche noto come hákarl, antica delikatessen vichinga, molto apprezzata dagli autoctoni.
Universalmente conosciuto come “il cibo più disgustoso del mondo”, lo squalo marcio si caratterizza per un sapore pungente e per un odore nauseabondo. Alla base di tutto c’è l’anatomia: infatti nei tessuti dello squalo, che non possiedono un sistema urinario come il nostro, è presente molta urina, la quale viene espulsa direttamente dalla pelle.
Per rendere commestibile la carne di squalo, perciò, sono necessari lunghi periodi di fermentazione, macerazione ed essiccazione, che daranno al prodotto un gusto davvero sui generis.

IL CUY, PIATTO NAZIONALE DEL PERU’

Se state viaggiando per il Perù e capitate a Cuzco (da dove per altro si parte per visitare Machu Picchu), allora dovete provare assolutamente la carne di Cuy, la Fuerza del Inca, un piccolo roditore domestico che viene
servito o arrosto o fritto. La carne è tenera e saporita ed è una specialità del posto; tra le bevande tradizionali, invece, vi consigliamo la “chicha, una birra ottenuta dalla fermentazione del mais.

STRANEZZE NOSTRANE

Non credete, però, che per provare cibi strani bisogna necessariamente volare dall’altra parte dell’Oceano. No, no, non c’è bisogno, e magari anche il nostro patrimonio culinario più nostrano è in grado di offrirci qualche pietanza veramente assurda. Perché no! D’altronde in Piemonte abbiamo mangiato le rane in tutte le salse, da quelle fritte al risotto a base di questi piccoli anfibi.
Nel nostro Abruzzo, invece, si mangiano le fegatazze, delle salsicce di fegato di maiale, che psicologicamente possono mettere in difficoltà lo straniero, ma poi si rivelano al palato una squisitezza.
In Sardegna, a Gavoi, nel cuore della Barbagia, invece, c’è una cibo ancora più strano, solo per sardi o per veri coraggiosi: il cosiddetto Cazu Marzu, “fomaggio marcio”. Si tratta di un formaggio di latte pecorino, contenente le larve della mosca casearia, che poi si trasformano in piccoli vermi dimenanti. Sono loro a dare sapore e tipicità al prodotto, e a conferirgli un retrogusto pungente e piccante. Il profumo, però, non è dei più delicati
(GUARDA QUI IL VIDEO)

CARNI PROIBITE

La storia dell’uomo è piena di casi di sopravvivenza e adattamento, concetti che probabilmente lo hanno spinto a cibarsi di carni di ogni tipo, a discapito di molte specie animali, oggi persino sull’orlo dell’estinzione.
Durante i nostri viaggi ci siamo scontrati molte volte con tradizioni culinarie contraddittorie e difficili da accettare, ma come abbiamo detto in passato, ogni mondo è paese, e ogni cultura va rispettata per la sua unicità.
Così, abbiamo dovuto sopportare menù a base di carne di coccodrillo, canguro, delfini e Balene, queste ultime molto apprezzate in forma di sashimi in Giappone. Tra le specie in via di estinzione più utilizzate per scopo culinario, ci sono le tartarughe, molto ricercate per le proprietà afrodisiache delle sue uova, e la tenerezza delle sue carni.

IL PRIMATO DELLA CINA

Tra tutti i Paesi, il primato della gastronomia più strana, però, spetta senza dubbio alla Cina, che offre una varietà di stranezze impareggiabile. Nei wet market si trova di tutto, e molte parti di animali vengono fatte essiccare e utilizzate per curare particolari disturbi fisici, come le squame di pagolino, gli organi di scimmia, il fegato di orso.
Per restare in ambito culinario, la Cina è il paradiso dei curiosi, e nei ristoranti cinesi è possibile mangiare lo stufato di rana, lo stomaco di maiale, le teste di galline e l’uovo centenario. Si tratta di un tipo di uovo che viene conservato in una miscela di argilla, cenere e calce viva per alcuni mesi, durante i quali il tuorlo diventa verde scuro, dalla consistenza viscida, mentre il bianco si trasforma in una gelatina color marrone scuro. L’odore è un misto di zolfo e ammoniaca, il sapore molto simile all’ uovo sodo.

FRUTTI NAUSEABONDI

Come le carni, anche i frutti possono regalare delle “emozioni” forti, specie nelle regioni tropicali, dove il clima caldo umido favorisce la proliferazione di specie molto strane. E’ il caso del Durian, considerato dagli asiatici il “re dei frutti”. 
Il durian si distingue per le grandi dimensioni, il forte odore e la buccia spinosa, la cui polpa può essere consumata in varie fasi di maturazione e viene utilizzata per accompagnare un’ampia varietà di cibi, sia salati che dolci.
A renderlo famoso tra i viaggiatori stranieri, però, è il suo forte odore, che in effetti può essere tranquillamente definito nauseabondo. Provare per credere.

VUOI SCOPRIRE VIAGGIARE DA SOLO, MA NON TI SENTI SICURO O NON SAI COME FARE?

Affidati a noi, siamo viaggiatori esperti, conosciamo molto bene queste zone, e saremo felici di mettere al tuo servizio la nostra esperienza.
Noi crediamo in un turismo più lento e responsabile, che privilegi il contatto con i popoli e la natura, e dia priorità all’esperienza diretta.

SE VUOI SAPERNE DI PIU’ CONTATTACI AL NOSTRO INDIRIZZO MAIL info@vitaminaproject.com oppure VISITA LA NOSTRA PAGINA DEI SERVIZI, CLICCANDO QUI

Rocco D'Alessandro

Laureato in Lettere Classiche con specializzazione in Archeologia. Accompagnatore turistico professionista dal 2011. Docente Ditals 2° livello - Abilitato dall'Università degli Stranieri di SIENA. Traduttore letterario e vincitore del Premio Andersen 2019. Animato da una grande passione per la Letteratura Latinamericana e per l'Amazzonia. In possesso di un Master Universitario in Management del Patrimonio Artistico e Culturale (Università IULM) e di Master in Web Marketing (Università G.d'Annunzio CH-PE). Parla fluentemente Spagnolo, Inglese e Portoghese brasiliano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *