Quello del Gargano è uno dei tratti litoranei più belli del sud italia, oltre che della Puglia ovviamente, ed è il naturale proseguimento della costa dei trabocchi abruzzese e di quel breve segmento molisano che fa capo a Termoli e Campomarino. Con questo articolo è nostra intenzione dare una visione di insieme del Gargano e dei suoi tesori, da Vieste a Mattinata, passando per Monte Sant’Angelo e Rodi Garganico, senza dimenticare la Foresta Umbra, un ampio polmone verde costituito da querce e pini d’aleppo. Un viaggio on the road nel cuore del Parco Nazionale del Gargano, seguendo la suggestione di un angolo di Italia a metà tra natura, mare e tradizione, sulla scie delle voci delle genti locali, veri cantori di un mondo altrimenti interdetto.
“Tra un quadro di Guttuso e un racconto di Lovecraft trascorse il nostro primo pomeriggio garganico, animato da una potente luce biancastra che si rifletteva direttamente sulle candide falesie costiere, fittamente ricoperte da colonie di pini di Aleppo. In questo tratto a metà strada tra Vieste e Mattinata, nel cuore del Parco Nazionale del Gargano, si dirama una serie di sentieri litoranei che regalano uno scorcio sul mare Adriatico di una bellezza unica. È in questo scenario, difficile da riferire a parole, che si è evoluto il nostro viaggio, nato per caso da uno spunto personale. La Torre San Felice, baluardo piu orientale della Costa garganica posta lì in tempi antichi a guardia delle furiose scorribande saracene, è oggi un prezioso contenitore di arte raffinata ed ospita all’occorrenza le opere di prestigiosi artisti come Renato Guttuso. Proseguendo lungo la litoranea che da Vieste conduce a Mattinata, incontriamo un sentiero silvano che in un quarto d’ora conduce alla remota spiaggia di Porto Greco. Lo imbocchiamo e ci regaliamo qualche ora di lusso, bagnati da un mare smeraldino e circondati da un ampio anfiteatro calcareo puntellato dalle impavide radici di pino.”

IL PARCO NAZIONALE DEL GARGANO
Conosciuto come luogo di villeggiatura e come destinazione privilegiata del turismo religioso, il Gargano porta con sé una lunga tradizione di accoglienza e conservazione ambientale, stimolando nell’immaginario collettivo specifiche proiezioni come le case bianche di Peschici e Vieste, i sentieri silvestri della Foresta Umbra, senza dimenticare lo spettacolare patrimonio marino delle Isole Tremiti. Tutto questo patrimonio oggi fa capo all’Ente di Salvaguardia denominato Parco Nazionale del Gargano.
Zone dove ci si cuoce nel sole e ci si tuffa in uno dei mari più belli d’Italia. Questa parte della Puglia è anche una delle più ricche di habitat differenti e biodiversità. Il motivo risale alla conformazione morfologica dello “sperone d’Italia” e alla sua storia. Quando, tra le lagune e la terra ferma, cominciarono ad emergere gli Appennini e il Gargano non c’era ancora, o meglio era solo un’isola, separata dal continente. Nel corso delle ere geologiche il paesaggio si è andato via via trasformando, regalandoci uno dei settori più affascinanti della penisola, dove tradizioni ancestrali e antichissime si integrano in un paesaggio tanto impervio quanto irresistibile.
“Il Gargano è un promontorio ammantato da foreste costiere di pini e lecci e da coltivazioni di mandorli, aranci e ulivi. La costa bassa e sabbiosa nel tratto settentrionale diventa via via scoscesa con alte falesie calcaree che si aprono in calette di sabbia finissima, molto frequentate nei mesi estivi. L’interno è in gran parte coperto dalla vegetazione della Foresta Umbra che fascia il promontorio con faggi e pini, costituendo il cuore del Parco Nazionale del Gargano. In questa vegetazione rigogliosa, forse la più ricca dell’Italia meridionale, si inseriscono i paesi che, specie all’interno, hanno conservato la loro struttura antica, con vicoli tortuosi e case bianche: Vieste, San Menaio, Peschici, Mattinata.”
VIESTE E I TRABUCCHI
Una delle cartoline più iconiche della costa del Gargano è il candido borgo di Vieste, arroccato su un imponente sperone calcareo che prelude alla grande bellezza del Mediterraneo. Un colpo d’occhio impattante, una bellezza di altri tempi. Cultura marinaresca, caciocavalli appesi e paposce. Fichi d’india e molluschi. E’ con queste premesse che Vieste si apre alla vista del visitatore.

LA LEGGENDA DI PIZZOMUNNO
Il borgo sorge su un promontorio roccioso che si allunga verso il mare. All’inizio di una delle sue splendide spiagge di sabbia dorata, quella detta “del castello”, si erge, solitario e maestoso, un bianchissimo monolito, alto poco più di venti metri, denominato “Pizzomunno”, frutto dell’erosione del vento e del mare. E’ uno dei simboli più iconici di Vieste e del Gargano, a cui è legata una leggenda popolare. Si narra, infatti che “Pizzomuno” altro non sia che un giovane pescatore tramutato in roccia dalle sirene che mal sopportavano il suo amore per una dolce fanciulla del luogo. Ogni cento anni, al chiarore della luna piena, l’enorme sperone si trasforma in un uomo, e Pizzomuno torna così ad amare la sua diletta fino all’alba, quando l’incantesimo è destinato a rompersi.

Grazie alle sue spiagge e ai tesori del suo borgo (come il Museo Malacologico e il centro storico) Vieste è un rinomato centro turistico, che nel periodo di luglio e agosto è letteralmente preso d’assalto dal popolo dei viaggiatori; l’attrazione principale, però, resta quella dei trabucchi, antiche macchine pescatorie, simili a palafitte, utilizzate in tempi antichi per intercettare il flusso di pesce sottocosta, oggi dei veri e propri monumenti in legno e rete di mare. Ce ne sono ben tre a puntellare la costa: il trabucco di Punta San Francesco, quello della Molinella e quello di baia San Lorenzo
“Questi rudimentali ed atipici strumenti di pesca, costruiti con tecniche empiriche da uomini semplici, oggi sembrano voler raccontare a noi uomini moderni l’atavica poesia di un tempo ormai dissolto.”

I TESORI DI MATTINATA
Una tappa imperdibile di qualsiasi viaggio nel Gargano è Mattinata, nel cui territorio si trovano alcune delle spiagge più spettacolari e mondialmente conosciute, tra tutte Baia Mergoli e Vignanotica. Baia Mergoli è nota anche come Baia delle Zagare, il cui nome deriva dai fiori degli agrumi. Questa bellissima baia è posta davanti ad una falesia di roccia calcarea, di fronte alla quale si ergono, emergendo dalle acque i due faraglioni noti come “Arco di Diomede” e “Le forbici” ed una grotta nota come “grotta delle finestre”. Baia delle Zagare è divisa in tre spiagge separate da sporgenze rocciose, di cui le due più lunghe misuranti 260 m e 450 m e la terza, più a nord, lunga 60 m e raggiungibile solo via mare. Quella più a sud è libera ottenendo la concessione giornaliera d’accesso dal Comune di Mattinata. Il parcheggio autovetture ha un costo elevato, ma lo stato della spiaggia ottimamente conservato ne lascia immaginare la tenuta in condivisione.
Altrettanto spettacolare è la spiaggia di Vignanotica, raggiungibile o attraverso un percorso natura di circa 2,5 km senza costi di ingresso oppure tramite il parcheggio “la libertà”, il cui costo giornaliero è di 10 euro. Si tratta di una splendida spiaggia di sabbia mista a ghiaia e ciottoli, lunga circa 500 metri, caratterizzata dalla presenza di molteplici grotte scavate dal mare e dalla alta e bianca falesia calcarea alle sue spalle, molto ripida, che raggiunge un’altezza di circa 60 metri.

MONTE SANT’ANGELO E IL SANTUARIO DI SAN MICHELE
Viaggiare nel Gargano significa anche immergersi nella millenaria cultura che impregna questi luoghi e soffermarsi nelle tracce che uomini mirabili e divinità hanno lasciato in queste zone, in primis quelle non umane dell’arcangelo Michele. (LEGGI ARTICOLO SUL CULTO DI SAN MICHELE ARCANGELO)

Quello di San Michele Arcangelo è un culto antichissimo che travalica i secoli e arriva sino a noi per intercessione di santi e grandi mistici come San Francesco D’Assisi. Il culto arrivò nei territori mediterranei nei primi secoli del cristianesimo direttamente dall’Oriente e fu adottato dai Longobardi che contribuirono alla diffusione in tutta la penisola italiana. Tra i santuari più importanti dedicati a San Michele c’è quello di Monte Sant’Angelo, risalente al V secolo e situato sul monte Gargano. Secondo la tradizione sarebbe stato consacrato dall’Arcangelo in persona. All’entrata, nella parte superiore del portale principale che da accesso all’ipogeo, campeggia una scritta molto particolare che dice: hic terribilis locus est
E’ bene notare, però, che in questo caso, terribilis non indica però un orrore pauroso, ma la maestà travolgente del sacro di fronte a cui l’essere umano avverte piccolezza e profondo rispetto.

LA FORESTA UMBRA
In un viaggio alla scoperta del Gargano non si può traasciare la Foresta Umbra, una splendida riserva naturale protetta situata nel cuore del Parco Nazionale del Gargano, che si estende per oltre 10.000 ettari tra i territori di Vieste, Vico del Gargano e Monte Sant’Angelo. Il nome deriva dal latino umbra (cupa, ombrosa), a causa della vegetazione così fitta e alta da filtrare a malapena la luce del sole. Si pensi che durante la stagione più calda dell’anno, in questo tratto di Gargano la temperatura può risultare più fresca rispetto alla costa anche di 5-6 gradi. Le sue faggete vetuste fanno parte dei patrimoni mondiali dell’umanità, con alberi monumentali che superano i 45 metri di altezza. La Foresta Umbra è attraversata da oltre 15 sentieri segnalati e ben curati, perfetti per escursioni immersi nel silenzio della natura.

I BORGHI MARINARI DI PESCHICI E RODI GARGANICO
A chiudere, o aprire il viaggio alla scoperta del Gargano, a seconda di dove proveniate, i suggestivi borghi costieri di Peschici e Rodi Garganico che mantengono una certa originalità, pur essendo diventati nel tempo delle rinomate mete turistiche. Ciò che colpisce di questi avamposti costieri è la storia che trasuda dalle pietre dei rispettivi centri storici, impregnati di cultura popolare e marinaresca, e poi una costa ancora selvaggia che ben si alterna con gli stabilimenti balneari che popolano il lungo tratto di arenile.

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