La Riserva dello Zingaro è un luogo surreale, lo è per la sua bellezza naturalistica, ma anche per la sua posizione geografica a picco sul mare, e per la sua storia. Un luogo dove l’uomo incontra l’irruenza del mar mediterraneo e il suo animo si fonde con una natura selvaggia e unica al mondo. Un’antica leggenda popolare narra che in un tempo lontano una troupe di zingari o di lavoratori zingari, forse dediti a mestieri itineranti o alla lavorazione della pietra, trovarono rifugio in queste grotte aspre e selvagge a picco sul mare. Fu così che si cominciò a chiamarla Riserva dello Zingaro, anche se non vi sono prove storiche certe della presenza stabile di popolazioni Rom o Sinti, ed è più probabile che “Zingaro” derivi da un errore di trascrizione o da un soprannome dato a qualche abitante locale del passato. Toponomastica a parte, la Riserva dello Zingaro resta uno degli ultimi paradisi incontaminati della Sicilia tutta e più in generale del Menditerraneo.

Quello di cui vogliamo parlarvi in questo articolo riguarda principalmente le nostre impressioni relative all’esperienza diretta e alla fortuna di aver potuto godere di tanta bellezza, di aver esplorato con i nostri piedi questi sentieri e di esserci immersi in queste acque, stupende, cristalline, clamorosamente abbaglianti.

“Una leggenda narra di un fiero bandito soprannominato “Lo Zingaro”, che usava le grotte e le calatte nascoste della costa per nascondersi dai suoi inseguitori. La tradizione dice che il suo spirito vegli ancora oggi sulla scogliera”
COSA SAPERE PER VISITARE LA RISERVA DELLO ZINGARO
Prima di tutto che è un luogo selvaggio e soprattutto protetto; stiamo parlando della prima riserva naturale istituita in Sicilia. Era il 1981, in un’epoca in cui la gente non sapeva neanche cosa fosse una riserva naturale, eppure fu la conseguenza diretta di una forte presa di coscienza da parte della popolazione locale che si oppose in maniera compatta alla costruzione di una strada litoranea. Oggi la Riserva dello Zingaro è tutelata sul portale ufficiale della Riserva Naturale Orientata Zingaro ed esige rispetto. Chiunque vi entri deve sapere come comportarsi, ovvero:
- Non disperdere rifiuti. Non troverete cestini, perciò dovrete preoccuparvi di conservare eventuali rifiuti prodotti
- Non ci sono né bar né altri punti di ristoro, perciò fate in modo di avere con voi cibo e soprattutto acqua. L’unico punto di ristoro si trova poco prima di entrare nella riserva, consideratelo!
- Non si può introdurre nè plastica, né ombrelloni, la riserva dello zingaro è un luogo selvaggio e tale va trattato.
- Ci sono dei bagni solo appena dopo l’inizio del primo percorso, per il resto natura selvaggia.
- Ci sono varie calette dove fare il bagno, perciò costume e telo da mare sono d’obbligo, senza dimenticare le scarpe da tennis. In teoria non si può entrare con ciabatte o infradito. I sentieri sono rocciosi e molto impervi.
- Costo biglietto €5,00 intero, €3,00 ridotto (ragazzi fino ai 14 anni e militari di leva).
- Non è possibile accampare liberamente all’interno della riserva. Per chi volesse farlo, può usufruire dei bivacchi situati all’interno dell’area protetta, ma vi consigliamo di accertarne la diponibilità nel sito ufficiale della riserva.

LE CALETTE E I PERCORSI
La Riserva dello Zingaro offre tante possibilità di percorsi da seguire e di calette dove fare il bagno. Cala Tonnarella dell’Uzzo è la caletta più vicina all’ingresso Nord (San Vito Lo Capo). Spesso annoverata fra le spiagge più belle d’Italia, è la spiaggia più grande e più frequentata di tutta la riserva. Nel sentiero che porta alla cala si trova anche il Museo delle attività marinare, consigliatissimo per capire come funzionavano le tonnare.
Come arrivare: La caletta dista 500 m dall’ingresso nord (6 min a piedi) e 1,3 km circa dalla Cala Dell’Uzzo (20 minuti circa a piedi).

A poco più di un chilometro da Cala Tonnarella dell’Uzzo si trova Cala dell’Uzzo, altrettanto spettacolare e situata a due passi dall’omonima grotta, che rappresenta una delle attrazioni turistiche più interessanti della Riserva. A seguire c’è Cala Marinella, bella ma impervia, considerata difficile da raggiungere, ma in grado di offrire un colpo d’occhio spettacolare. Ci troviamo a 1,4 km circa da Cala dell’Uzzo e 1 km circa da Cala Beretta. Cala Berretta è una piccola perla nascosta, perfetta per chi cerca pace e silenzio. Cala della Disa invece è un’ampia insenatura divisa da rocce alte, immersa nella natura selvaggia. Cala del Varo è la più isolata e tranquilla, accessibile solo via mare o con sentieri ripidi. Cala Capreria è la prima caletta venendo da Sud (lato Scopello), oppure l’ultima per chi ha iniziato il percorso dal portale nord. Si tratta di una spiaggia molto amata e comodamente raggiungibile dall’ingresso meridionale.
“La Riserva Naturale dello Zingaro in Sicilia custodisce sette splendide calette di ciottoli bianchi bagnate da un mare cristallino distribute su 7 km di costa: Cala Capreria, Cala del Varo, Cala della Disa, Cala Berretta, Cala Marinella, Cala dell’Uzzo e Cala Tonnarella dell’Uzzo. Si tratta di un territorio circoscritto tra San Vito Lo Capo (portale nord della Riserva) e Scopello (Portale sud).”

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