MADONNA NERA (2)
Catalogna

BARCELLONA MISTERIOSA: IL CIRCUITO DELLE MADONNE NERE

TUTTE LE MADONNE NERE DI BARCELLONA

Il tour di Barcellona, che vi proponiamo oggi, è un po’ insolito, anzi molto diverso da quello che immaginereste di fare in questa città. Tralasciamo, infatti tutte le meraviglie per cui Barcellona è famosa, per concentrarci su un tema curioso, interessante e fin troppo misterioso: quello delle Madonne Nere. Pare, infatti, che a Barcellona, di Madonne nere, ce ne siano ben 4… + 1! Più che in qualsiasi altra città del mondo!
Per la precisione, 4 di loro si trovano nel centro cittadino, mentre la quinta è custodita nel grandioso santuario di Montserrat, distante da Barcellona circa 40 Km, che quindi fa comune a sè. A parte questo dettaglio, ritrovare una così alta concentrazione di madonne nere in un unico luogo geografico, ci è sembrata una cosa molto curiosa, un’anomalia che merita di essere approfondita!

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Madonna Nera, Monastero di Montserrat – Barcellona

STORIA E TRADIZIONE DELLE MADONNE NERE

Prima di svelarvi l’itinerario che abbiamo pensato per voi, proviamo a sviscerare il tema, e a rispondere ad alcune domande: perchè alcune madonne sono nere? Qual è la loro simbologia? Che cosa rappresentano?

Il culto delle madonne nere trae le sue origini da culti assai precedenti. È molto probabile, infatti, che il Cristianesimo, per potersi imporre come nuova religione, abbia dovuto inizialmente mescolarsi con culti presistenti, sfruttandone iconologia e simbolismi.
In particolare, trasse linfa dalla Magna Mater, ovvero dalla Grande Madre, il cui culto risale al Neolitico (o forse addirittura al Paleolitico), ed è strettamente connesso con i rituali di fertilità e con la rappresentazione di donne dai seni numerosi e prosperosi, e dal ventre gonfio, rintracciabili un po’ in tutta l’area mediterranea. Stessa iconologia con cui si identifica Iside in ambito egizio prima, e asiatico poi.
Con il passare del tempo, queste figure hanno finito per fondersi completamente con la Vergine Maria, mantenendo caratteristiche fisiche e simboliche, e dando vita ad un sincretismo religioso molto interessante.

Artemide di Efeso - Musei Capitolini, Roma

Artemide di Efeso – Musei Capitolini, Roma

Per quanto riguarda la diffusione delle madonne nere in ambito cristiano, essa deriva dall’Oriente e rimonta al periodo bizantino, in un contesto in cui i colori avevano un valore prettamente simbolico. Il nero, nello specifico, era il colore della sofferenza, e quindi è un inevitabile riferimento a ciò che la Madonna patì per il martirio di suo figlio Gesù.

“Molti studiosi della simbologia cristiana sono concordi nell’affermare che il culto di una figura femminile dalla pelle scura, derivi da contesti differenti da quella cristiana, tra cui quello egizio e greco, dove il dolore è rappresentato appunto dal nero.”

La tradizione cristiana attribuisce a uno dei quattro evangelisti, San Luca, originario di Antiochia di Siria, la realizzazione delle prime madonne nere, le quali prendono spunto da uno stesso modello iconografico, quello dell’Odigitria, dal greco odos (strada) ed egheter (indicare), “colei che indica la via”. In queste raffigurazioni, infatti, la Madonna è rappresentata in posizione seduta, con in braccio il Bambino Gesù, che lei indica con la mano sinistra (o destra). In questa interpretazione, Gesù rappresenta appunto la via da seguire.

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San Luca pittore

“Secondo alcune teorie più ardite, le raffigurazioni della Vergine con la pelle di colore scuro, in realtà, non rappresenterebbero Maria di Nazareth, la madre di Gesù, ma Maria Maddalena, mentre il bambino che lei tiene in braccio sarebbe in realtà il figlio avuto direttamente da Gesù.”

Il culto delle Vergini Nere si diffuse, poi, in Occidente, soprattutto durante il Medioevo, per intermediazione diretta di grandi personaggi religiosi, come San Bernardo di Chiaravalle, al quale si attribuisce la fondazione dei due più grandi ordini medievali: quello monastico dei Frati Cistercensi, e quello dei Cavalieri Templari, che difesero la causa cattolica durante le Crociate. Furono proprio i crociati, di ritorno dalle loro trasferte in Terra Santa, a portare in patria icone orientali, tra cui, appunto, le singolari madonne nere.

IL CIRCUITO DELLE MADONNE NERE DI BARCELLONA

Dopo alcune doverose, quanto interessanti premesse storico-simboliche, eccoci finalmente alla stesura del nostro curioso itinerario, che ci porterà alla scoperta degli angoli più segreti di Barcellona, al cospetto delle misteriose Vergini nere.

  • Partiamo direttamente dal cuore del Barrio Gotico, ovvero uno dei quartieri storici più suggestivi di Barcellona. Percorrendo strette stradine e vicoli angusti, sbuchiamo direttamente in Plaça del Pi, dominata dall’imponente facciata della Basilica di Santa Maria del Pi, che la tradizione vuole risalente addirittura al V secolo. I secoli e gli eventi nefasti, però, tra cui gli incendi e i vari crolli, ne hanno caratterizzato la mistione di stili, sfociata in un interessante eclettismo. Alla facciata in stile gotico, dominata dal gigantesco rosone centrale, si contrappongono, infatti, gli interni in stile neogotico e il gigantesco campanile quattrocentesco di forma ottagonale.
    Proprio su una delle pareti laterali, in posizione decentrata si trova la piccola madonna nera, quasi mai menzionata dalle guide che descrivono i tesori della Basilica. Stranamente, aggiungiamo, se è vero che la presenza di una madonna nera è sempre un fatto eccezionale.

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    Madonna nera, navata sinistra di Santa Maria del Pi

  • Proseguiamo il nostro tour, rimanendo nelle viscere del Barrio Gotico. Percorriamo appena poche centinaia di metri e ci ritroviamo in una piccola piazza molto riservata (Plaça de Sant Just, 5), sulla quale discretamente si affaccia la Chiesa di Sant Just i Pastor. Anch’essa in stile gotico, è considerata una delle chiese più antiche di Barcellona, e (stranamente) una delle meno conosciute e considerate dai turisti. La chiesa è dedicata al culto dei Santi Bambini, Giusto e Pastore, che secondo la tradizione vennero giustiziati nell’anno 304 sotto il governo dell’Imperatore Diocleziano, per essersi rifiutati di rinnegare la propria fede cristiana.
    I due bambini compaiono nel bassorilievo del portale d’ingresso, rappresentati l’uno di fronte all’altro in atteggiamento di preghiera.
    In mezzo a loro sta la Moreneta di Montserrat e immediatamente sotto si nota l’iscrizione latina Una es cum pueris Justo et Pastore beatis Virgo nigra et pulchra nostra patrona pia, ovvero: ‘Unica è insieme coi beati fanciulli Giusto e Pastore la Vergine nera e bella, la nostra pia patrona”. Verso che sembra citare quello famoso del Cantico dei Cantici, in cui si parla dell’amore tra il re Salomone e la Regina di Saba, la quale si definisce nigra sum sed formosa, “sono nera ma bella”. Questo stesso versetto biblico verrà stato poi associato a tutte le Madonne Nere. E a proposito di madonne nere, una copia della Madonna del Montserrat è presente proprio all’interno della chiesa.

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    Facciata della Chiesa di Sant Just i Pastor

  • Ad un’altra martire è dedicata la chiesa più importante di Barcellona, ovvero la Basilica di Sant’Eulalia, martire cristiana vissuta nel IV secolo, considerata oggi la patrona della città. L’edificio sorge nel cuore del Barrio Gotico, in Plaça del Seu, ed è stato edificato per come lo conosciamo oggi, ovvero nell’attuale stile gotico, tra il XIII ed il XIV secolo.
    Al suo interno si trova un’altra Madonna Nera di Montserrat, che curiosamente, come nel caso delle altre statue citate in precedenza, è collocata in una delle cappelle ricavate nella navata sinistra.
  • La stessa disposizione decentrata, viene riservata anche alla Madonna Nera di Santa Maria del Mar, quest’ultima considerata la chiesa più bella di Barcellona, la cui storia affascina e stupisce. Si narra, infatti, che la chiesa fu interamente realizzata dall’impegno diretto del popolo catalano, e per questo divenuta simbolo della tenacia del popolino, in grado di edificare un edificio addirittura più sontuoso della Cattedrale di Sant’Eulalia, considerata invece la chiesa della nobiltà e del clero. Persino i più poveri contribuirono alla sua costruzione, mettendo a disposizione l’unica risorsa di cui disponevano: la forza lavoro.
    Santa Maria del Mar, interno.

    Santa Maria del Mar, interno.

    La Chiesa di Santa Maria del Mar sorge nel cuore del Born, un quartiere oggi molto turistico, ma che da sempre racchiude un’anima strettamente popolare, tanto che prima dei giochi del 1992, si dice che nemmeno la polizia vi potesse entrare.
    Un luogo fortemente energetico, che racchiude l’anima verace di Barcellona, dove risiedono forze occulte e misteriose.
    La Madonna Nera di Montserrat, situata come già detto lungo la navata sinistra, è affiancata dalle statue di due santi guerrieri, San Miche e San Giorgio, entrambi rappresentati dalla tradizione sempre in lotta con il maligno. Entrambi, rappresentano la vittoria della fede cristiana sulle forze oscure, nonchè il dominio sulle energie sotterranee, che a quanto pare sarebbero fortemente percepibili in questo preciso punto della chiesa.

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    La Madonna nera di Santa Maria del Mar, affiancata da San Giorgio e San Michele

  • Infine, Montserrat, è qui che si trova il cimelio più prezioso, la regale e originale Verine Nera, la cosiddetta “Moreneta di Montserrat”, modello di tutte le altre madonne nere citate in precedenza; e siccome, Montserrat e la sua Madonna Nera meritano un capitolo a parte, allora noi abbiamo deciso di dedicare all’argomento un focus specifico, che potete approfondire, CLICCANDO QUI.
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    La bellissima Madonna Nera di Montserrat, modello di tutte le madonne nere di Barcellona

Rocco D'Alessandro

Archeologo, accompagnatore turistico e traduttore, ama leggere e fare sport di ogni genere.

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