Messico

MESSICO FAVOLOSO: LE SPETTACOLARI ROVINE MAYA DI UXMAL

Le rovine di Uxmal sono tra le più spettacolari del Messico, e senza dubbio rappresentano l’apice dell’architettura maya, per bellezza e per cura dei dettagli. Stiamo parlando di un sito che rappresenta la profonda essenza Maya e che custodisce molto di quello che questa Civiltà è stata capace di esprimere in ambito artistico, ma anche mitologico e astronomico.
Un popolo virtuoso, saggio e illuminante.

Quando parliamo di Archeologia Maya, siamo sempre soliti concentrare le nostre attenzioni di viaggiatori su Chichen Itza, in quanto capolavoro universale ed emblema indiscusso del Mundo Maya. Eppure il sito di Uxmal è agli stessi livelli di grandiosità; non a caso, il sito è protetto dall’UNESCO in quanto Patrimonio dell’Umanità. Andiamo ad esplorarlo.

La Colombaia, uno degli edifici più singolari di Uxmal

I TESORI MAYA DEL MESSICO MERIDIONALE

Nei nostri viaggi andiamo sempre “a caccia” di siti archeologici, e in Messico abbiamo trovato pane per i nostri denti. Gli stati del sud, in particolar modo, e quindi lo Yucatan, Campece e Quintana Roo, sono ricchi di tesori del genere. Da Tulum a Edznà, da Palenque fino a Calakmul, solo per citarne i più spettacolari. Siti memorabili, ognuno dei quali caratterizzato da una peculiarità, Uxmal non fa eccezione e ci regala scorci di incredibile suggestione e monumenti unici e irripetibili, come la grandiosa Piramide dell’Indovino, unica per forma e dimensioni, un edificio maestoso in grado di svettare verso il cielo e di dominare la fitta foresta circostante, offrendo un colpo d’occhio pazzesco!

UXMAL, CENNI STORICI

Uxmal, che nell’antica lingua maya significa “Tre volte ricostruita”, fu fondata intorno al VI secolo d.C. e raggiunse il suo massimo sviluppo nel Periodo Classico (250 d.C – 900 d.C) della civiltà maya, divenendo il principale centro cerimoniale della Civiltà Puuc e imponendo la sua egemonia sulle città limitrofe di Kabah, Sayil e Labnà.
Intorno al 900 d.C. iniziò il declino della città, che fu infine abbandonata, probabilmente a seguito di una crisi di approvvigionamento idrico, legata ad un prolungato periodo di estrema siccità.

Il Quadrilatero delle Monache (particolare)

CATHERWOOD E LE SUE ESPLORAZIONI

Il sito è rimasto sepolto sotto una fitta vegetazione sino alla sua riscoperta avvenuta nel XIX secolo. La prima descrizione dettagliata delle rovine è opera di Jean Frederic Waldeck nel 1838, cui seguirono le azioni di John Lloyd Stephens e Frederick Catherwood, i quali compirono due approfondite spedizioni ad Uxmal nei primi anni quaranta, documentando le loro scoperte con dettagliate ricostruzioni iconografiche.

Particolare di Uxmal – Incisione di Catherwood

“Nel centro di Merida si trova la Casa di Catherwood, dove il pittore-esploratore inglese visse in occasione delle sue spedizioni alla riscoperta dei siti maya. Oggi la Casa è un interessantissimo museo, dove sono custodite molte delle incisioni realizzate dallo stesso Catherwood.
Da visitare assolutamente!”

COME ARRIVARE

Uxmal si trova nella penisola dello Yucatan, a 80 km da Merida e a circa 200 km da Campeche. Il sito, che nel 1996 è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, ha un estensione di 12 km² ed è facilmente visitabile.

“L’energia che emana questo luogo è formidabile, ti spinge a una riflessione profonda, ad una considerazione che va ben al di là della bellezza del sito. Qui si respira l’essenza della Cosmogonia Maya, la quale traspira da ogni dettaglio: dalla maestosità della Piramide dell’Indovino alla minuziosa rifinitura dei fregi del Quadrilatero delle Monache. Qui tutto parla di evoluzione.”

Giuly nel Quadrilatero delle Monache

LA STRUTTURA DEL SITO

Il sito è molto ampio e, per essere visitato attentamente, richiede svariate ore. E’ ottimamente conservato e paragonabile in bellezza e precisione dei dettagli solo al sito di Palenque, in Chiapas. Tra le elementi architettonici più significativi si annoverano:

  • Il Quadrilatero delle Monache, situato di fronte alla Piramide dell’Indovino, e formato da quattro edifici disposti a quadrilatero attorno ad un ampio spiazzo centrale. Il suo nome deriva da un’erronea considerazione dei conquistadores, che lo identificarono come convento, da cui il nome spagnolo; in reltà si tratta di un complesso di edifici con funzioni di rappresentanza.
    Le ricche e pregevoli decorazioni, che caratterizzano la facciata orientale, alternano alle varie riproduzioni di Chaac, dio della pioggia, e Quetzalcoatl, motivi geometrici a traforo.
  • La “Gran Piramide” è un edificio alto 32 metri, che si erge sul fianco sud-orientale della piattaforma del Palazzo del Governatore.
    Consta di una grande scalinata articolata su nove livelli, alla sommità della quale si trova un tempio decorato con la maschera del dio Chaac, e con elementi geometrici e animali associati al dio Sole.
  • La “Colombaia”, in parte ancora sommersa dalla vegetazione, è uno degli edifici più singolari di Uxmal e sorge ad ovest della Grande Piramide. L’edificio deve il suo nome al tetto a cresta della facciata sud, ornato con motivi geometrici, che ricorda le colombaie moresche tipiche delle case dell’Andalusia.
  • La Piramide dell’indovino è senz’altro l’elemento architettonico più spettacolare del sito. Si tratta di un tempio piramidale a base ellittica alto circa 30 m, risultato di cinque diverse fasi successive di edificazione comprese tra il V e il X secolo d.C. Una ripida scalinata a tre rampe conduce all’ingresso del tempio, situato sul IV livello di edificazione, rappresentato da una riproduzione della maschera di Chaac.
La spettacolare piramide dell’Indovino.

Il nome della Piramide è legato ad alcune leggende indigene, molto probabilmente precedenti all’arrivo degli Spagnoli.
Secondo una di queste leggende, un dio-mago, chiamato Itzamna, avrebbe eretto la piramide in una notte, usando la sua forza e la sua magia.”

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Rocco D'Alessandro

Laureato in Lettere Classiche con specializzazione in Archeologia. Accompagnatore turistico professionista dal 2011. Docente Ditals 2° livello - Abilitato dall'Università degli Stranieri di SIENA. Traduttore letterario e vincitore del Premio Andersen 2019. Animato da una grande passione per la Letteratura Latinamericana e per l'Amazzonia. In possesso di un Master Universitario in Management del Patrimonio Artistico e Culturale (Università IULM) e di Master in Web Marketing (Università G.d'Annunzio CH-PE). Parla fluentemente Spagnolo, Inglese e Portoghese brasiliano

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