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EGITTO: I SITI PIU’ INTERESSANTI NEI DINTORNI DE IL CAIRO

Di solito quando si pensa al Cairo la mente corre automaticamente alle piramidi di Giza e alla Sfinge, che in effetti rappresentano la testimonianza più classica lasciataci in eredità dall’illuminata Civiltà Egizia, eppure non sono le sole evidenze archeologiche del Cairo. No, assolutamente, infatti nella nostra ultima sortita in Egitto abbiamo avuto modo di visitare altri siti di inestimabile valore ad appena 20-40 km dal centro città. Dai più conosciuti come Menfi e Saqqara a quelli meno noti e quasi del tutto esclusi dal circuito turistico, come Dashur e la grande Piramide Rossa.

Un’esperienza non scontata alla scoperta della grande ricchezza archeologica di una città, il Cairo, che da sola vale il prezzo del viaggio.

Non a caso, ci siamo voluti concentrare questa volta esclusivamente su Il Cairo e dintorni dedicando a questo viaggio ben sette giorni, mentre di solito chi viene in Egitto, passa un paio di giorni/al massimo tre al Cairo e poi migra a Luxor o Assuan per fare la crociera sul Nilo.

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La Necropoli di Giza non è l’unico sito archeologico del Cairo, ad una distanza compresa tra i 20 e i 40 km dal centro cittadino si trovano reperti dall’alone leggendario, come la Piramide di Dashur, padre di Cheope, dalla caratteristica forma irregolare, il complesso monumentale di Menphis, antica capitale d’Egitto, dove si trova la colossale statua di Ramses II, la Grande Piramide Rossa, e soprattutto la straordinaria Necropoli di Saqqara dove si trova la grandiosa Piramide a gradoni di Djoser.”

LA PIRAMIDE IMPERFETTA DI DASHUR

La Necropoli di Dashur rimane uno dei passaggi più interessanti della nostra esplorazione nei dintorni de Il Cairo, sia per l’ubicazione che per l’imponenza della costruzione. Situata in pieno deserto a circa 40 km da Giza e a pochi chilometri a sud della zona archeologica di Saqqara, quello di Dashur è uno dei complessi funerari fra i meglio conservati (e meno turistici) dei territori limitrofi al Cairo. Fiore all’occhiello di questo complesso è sicuramente la piramide romboidale di  Snefru (padre di Cheope), della IV dinastia, realizzata dopo il fallimento dell’edificazione di quella di Meidum. Si tratta di una costruzione davvero particolare, perché i lati presentano una doppia inclinazione dovuta al cambiamento di progetto in corso d’opera. Inizialmente, infatti, era stata progettata un’inclinazione di circa 54º delle pareti esterne, ma a causa di possibili difetti costruttivi essa fu ridotta a circa metà altezza a 43º, creando appunto una doppia inclinazione. Nel progetto originale doveva raggiungere l’altezza di 128,5 metri, ma dopo il cambio di pendenza arrivò all’altezza di 105 metri.

All’interno, la Piramide è caratterizzata da due camere sepolcrali principali, a cui si accede attraverso due corridoi provenienti da altrettante entrate differenti. Scendere non è affatto semplice e presuppone una buona dose di agilità e freddezza, poiché i corridoi sono lunghi e stretti e molto meno accessibili di quelli delle Piramidi di Cheope e Chefren a Giza, caratteristica che la esclude di fatto al turismo di massa.

Da notare che la realizzazione degli ambienti interni rappresenta un prototipo che porterà poi alla realizzazione delle camere e dei corridoi della grande piramide di Cheope a Giza.

LA PIRAMIDE ROSSA

Tra le principali piramidi appartenenti alla Necropoli di Dashur vi è la Piramide Rossa, così chiamata per la tinta rossastra che la contraddistingue, è anche la terza piramide egizia in altezza dopo quella di Cheope e Chefren a Giza (109,5 m). Al momento del completamento, durante la IV Dinastia (2650-2500 a.C.) fu la costruzione più alta del mondo, nonché la prima piramide concepita per essere realmente geometrica.
Cronologicamente è la terza piramide attribuita a Snefru, Padre di Cheope e fondatore della IV Dinastia, e si trova circa un chilometro a nord della Piramide Romboidale di Dashur.

“La realizzazione della Piramide Rossa è il risultato dell’esperienza acquisita dagli ingegneri egizi durante la realizzazione delle prime due piramidi di Snefru. La prima di esse (la piramide di Meidum) subì crolli in tempi antichi, mentre alla seconda (la Piramide romboidale) venne modificato l’angolo di inclinazione a circa metà della sua altezza.”

MENFI, L’ANTICA CAPITALE D’EGITTO

Ad appena 20 km a sud del Cairo, lontanissimi dalla scenografica Cairo Tower e dai caratteristici mercati della Città vecchia, incontriamo Menfi (o Menphis), sito archeologico che appare molto trascurato, ma di primaria importanza per la storia d’Egitto e per il Patrimonio che tuttora detiene. Si trovano all’interno dell’area, infatti, almeno tre pezzi di inestimabile valore e bellezza, come la Sfinge di Amon-Ofis II in alabastro che non a caso è posta in una posizione centrale, il grandioso Colosso di Ramses II alto 16 metri e posto in posizione orizzontale perché ritrovato tra le sabbie privo della parte inferiore degli arti, e l’imponente statua del Dio Ptah, protettore della città.

Il sito archeologico si trova oggi nel villaggio di Mit-Rahina, e i reperti che vi si incontrano sono la testimonianza di un passato glorioso, che rimonta ad oltre 4000 anni fa, quando Menphis, allora situata sulla riva occidentale del Nilo, in prossimità del delta, fu la prima capitale dell’Antico Regno (dal 2700-2200 a.C).
La sua fondazione viene attribuita alla volontà del faraone Narmer, conosciuto anche come Menes, della I dinastia egizia, unificatore dell’Alto e del Basso Egitto. La grandezza e l’importanza della vicina necropoli di Saqqara testimoniano il prestigio e il potere di cui godeva Memphis, che raggiunse l’apice del suo potere durante la IV dinastia, prima di cadere nel totale oblio intorno al 331 a.C. in seguito al trasferimento della Capitale a Tebe.

LA SPETTACOLARE NECROPOLI DI SAQQARA

Fiore all’occhiello dei siti archeologici raggiungibili dal Cairo è certamente Saqqara, una vasta necropoli situata 30 km a sud della città moderna del Cairo. Vi sono concentrati moltissimi complessi funerari, tra i quali il più importante e famoso è sicuramente la piramide a gradoni di Djoser, risalente alla III Dinastia, considerata la più antica tra le piramidi nonché l’antesignana di quelle che diverranno poi, con la IV Dinastia, le cosiddette piramidi perfette.

“Saqqara fu la necropoli più importante di Menfi dalla prima dinastia fino all’epoca cristiana. Si trova qui la celebre Piramide di Djoser, considerata la prima piramide del mondo. Progettata dall’architetto Imhotep nel 2630 a.C. durante il mandato del faraone Djoser, la Piramide, alta 60 metri consiste di sei mastabe di dimensioni decrescenti costruite una sull’altra, e riveste una grande importanza architettonica, poiché rappresenta l’antesignana delle piramidi egiziane.”

Oltre alla piramide a gradoni di Djoser, a Saqqara si trovano anche numerose piramidi più piccole oltre alle tombe di alcuni nobili e governatori che per bellezza ed eleganza raggiungono al loro interno il livello della necropoli della Valle dei Re: tra queste spiccano quelle di Mereruka, Kagemni, Ankhmahor, Idut e Ti!

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Rocco D'Alessandro

Laureato in Lettere Classiche con specializzazione in Archeologia. Accompagnatore turistico professionista dal 2011. Docente Ditals 2° livello - Abilitato dall'Università degli Stranieri di SIENA. Traduttore letterario e vincitore del Premio Andersen 2019. Animato da una grande passione per la Letteratura Latinamericana e per l'Amazzonia. In possesso di un Master Universitario in Management del Patrimonio Artistico e Culturale (Università IULM) e di Master in Web Marketing (Università G.d'Annunzio CH-PE). Parla fluentemente Spagnolo, Inglese e Portoghese brasiliano

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