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Ecuador

CUENCA: GIOIELLO COLONIALE DELL’ECUADOR

Partiamo da un assunto: Cuenca è assieme a Quito, di cui vi abbiamo già parlato QUI, la più bella città dell’Ecuador, un vero e proprio gioiello coloniale, non a caso nominata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. D’altronde basta farsi un giro per le strade o per le piazze della città per appoggiare il nostro giudizio.
Centro Universitario vivace e attivo, Cuenca ospita oltre a studenti provenienti da tutto il paese, anche turisti che arrivano qui da tutto il mondo, per verificare con i propri occhi quanto udito lungo il cammino.
Un’atmosfera piacevole e frizzante, arricchita da una vivacità notturna niente male e da una proposta culinaria variegata. Insomma c’è più di un motivo per fermarsi qui almeno per qualche giorno, e per ricaricare le proprie pile in vista del proseguo del viaggio.

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UNA CITTÀ VIVIBILE E INTERNAZIONALE

Nonostante i suoi 500.000 abitanti, Cuenca è una città molto vivibile e a misura d’uomo, grazie anche alla regolarità del suo scacchiere urbano, per cui ci si può muovere principalmente a piedi, anche perché tutto ruota attorno al centro storico, così ricco di storia e di edifici coloniali. Ma Cuenca, non è solo bella, è anche importante: è infatti situata sulla direttrice che collega la capitale Quito al sud del paese, ed è proprio questa centralità a favorire un flusso turistico sempre più crescente.
Una volta giunti, i viaggiatori finiscono per amare l’atmosfera internazionale e allo stesso tempo tradizionale che caratterizza Cuenca, e non ci pensano più di tanto a prolungare la loro permanenza. D’altronde di cose da fare ce ne sono, e un po’ di tranquillità è sempre ben gradita.

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In realtà Cuenca vive sia di giorno che di notte, quando con il buio si accendono anche i riflettori dei bar, delle discoteche e dei molti ristoranti che offrono nel loro menù “comida tradicional“, ma anche cibo occidentale e specialità orientali, a dimostrazione di un’internazionalità sempre più consolidata. Questo, però, è un dettaglio che completa la proposta, perché a rendere Cuenca bella e suggestiva sono principalmente i tanti mercati, le piazze ordinate e le donne che si vestono ancora con abiti tradizionali.
Così che non è stato difficile per noi disfare i bagagli e dedicarci alla scoperta di questa bellissima città, ospiti del Hostal-Pizzeria El Monasterio, che vi consigliamo senza ombra di dubbio per pulizia, organizzazione e anche per l’ottima pizza!

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TRA MUSEI, PARCHI E TESORI COLONIALI

A Cuenca si respira storia, una storia intensa che ha lasciato al paese un’importante eredità coloniale. Edifici bianchi e bellissimi, spesso adornati da imponenti travi di legno massiccio, oppure costruzioni in mattoncino e pietra scura che creano un piacevole contrasto cromatico.

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Nucleo della città è sicuramente il Parque Abdon Calderon, ovvero la piazza che separa le due cattedrali: quella più vecchia risalente al 1557 da quella più recente costruita nel 1880 in stile neogotico per accogliere una popolazione sempre più numerosa.
Da queste parti, la domenica, tutto si anima e si colora di nuova veste, in attesa che la funzione religiosa finisca e le campagne suonino a festa in un tripudio di fiori e colori.

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Cuenca è una città per certi versi europea, e probabilmente è stato proprio questo tocco d’occidente che ha contribuito a dare lustro ad un contesto urbano davvero ben curato ed ordinato. Tra le zone riqualificate nel corso degli ultimi anni, c’è sicuramente quella del Barro, il quartiere una volta popolare e degradato che invece oggi pian piano si sta rivestendo di nuovi abiti. Nascono così ostelli, vengono restaurati vecchi edifici storici, mentre alcune case si trasformano in musei. Come la Casa-Museo Le Condamine, che prende il nome dalla strada su cui si affaccia e che ospita al suo interno oggetti tra i più strani mai visti. Collezioni portentose di oggetti sacri e profani che colpiscono l’attenzione del visitatore, allibito davanti a tanta fantasia.

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E se vi stancate di camminare tra le viuzze e i quartieri della città, potete sempre prendervi una pausa ed immergervi nel verde del Parque El Paraiso, vero polmone della città, o camminare lungo gli argini del Rio Tomebamba.

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Il Parque El Paraiso, dove la domenica gran parte della popolazione si riversa per mangiare o rilassarsi, si trova un po’ lontanuccio dal centro, per cui vi converrà prendere un taxi (da queste parti piuttosto a buon mercato), mentre il Rio Tomebamba è più facilmente raggiungibile. Entrambi, sia il Parque che il Rio, fanno parte del corredo cittadino ed hanno il merito di spezzare il continuum urbano.

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LE ROVINE INGAPIRCA

Infine una chicca, perché a circa 80 km da Cuenca giacciono nell’oblio quasi totale le rovine di Ingapirca. Si tratta di un insediamento pre-ispanico situato sulle Ande settentrionali, considerato uno dei complessi architettonici inca più importanti dell’Ecuador. Il sito è immerso nella natura e sulla sommità della collina svetta un grande turrione ellittico meglio conosciuto come “El Castillo”. Noi siamo appassionati di archeologia e magari saremo di parte, ma se dobbiamo esservi sinceri, quest’escursione ci è piaciuta parecchio.

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Per raggiungere il sito archeologico è abbastanza semplice, giacché basta recarsi al Terminal dei Bus di Cuenca, da cui partono corse dirette giornaliere. L’ingresso al sito (aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 17.30) costa 6 dollari a persona, e se partite la mattina, nel primo pomeriggio dovreste essere già di rientro in città.

Bene ragazzi, a questo punto non ci resta che augurarvi buon viaggio di scoperta di Cuenca e dell’Ecuador in generale. ciaoooooooooo! Noi vi salutiamo e ci ristoriamo con un bel mango a fette e qualche pezzo di ananas!

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