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Myanmar

I SEGRETI DI MANDALAY- GUIDA DELLA CITTA’

LA STRADA PER MANDALAY

Situata in posizione strategica lungo le sponde del fiume Irrawaddy, nel cuore del Myanmar, Mandalay è una città dal grande fascino, un centro di cultura importante, nonchè uno snodo commerciale fondamentale per l’economia di tutto il Paese. A prima vista, Mandaly appare brutta, caotica e complicata, eppure la sua fama si perde nella leggenda, ed il suo nome così musicale, evoca un ricco passato coloniale, che in parte è ancora visibile.
È proprio durante l’occupazione britannica (1861-1885) che Mandalay acquisisce quell’eleganza che la distingue ancor’oggi, impreziosita ancor più dalle forme acute e soavi dell’architettura templare buddista. Purtroppo, un inquietante strato di smog copre la città con un velo opaco, mentre grigi edifici dalle facciate di cemento hanno occultato le leggiadre forme di un tempo ormai andato, tuttavia, Mandalay continua ed esercitare un fascino tutto suo, che va ben oltre il ruolo di scalo commerciale e porto fluviale. Molto si perde tra le arterie polverose della città, ma molto altro sopravvive in nome di un patrimonio artistico e culturale di notevole livello.

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“Mandalay si affaccia sulle sponde del fiume Irrawaddy, sulla rotta per Bagan. Le acque del fiume attraversano la città, contribuendo a conferire ad essa un alone mitico e leggendario.”

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L’ARRIVO A MANDALAY E IL PRIMO APPROCCIO CON LA CITTÀ

Arriviamo a Madaly da Hsipaw, dopo un bellissimo viaggio in treno attraverso le campagne birmane e canyon mozzafiato.
La notte ci accoglie con subdola gentilezza, rendendo il nostro incontro pregno di dubbi e incertezze. Uscendo dalla stazione, troviamo una città moderna e stranamente silenziosa, la notte incombe, illuminata dalle insegne pubblicitarie che primeggiano sulle alte facciate dei grattacieli. Nonostante tutto, siamo qui per scelta e non solo di passaggio, perciò prendiamo coraggio e ci avviamo a piedi verso il nostro ostello, lasciandoci alle spalle gli idilliaci paesaggi di Hsipaw.
L’indomani ci saremmo ritrovati, coinvolti nel delirio della metropoli, a scoprire inaspettati tesori, che non avremmo esitato a definire i “Segreti di Mandalay”.

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“Mandalay nasconde tra le maglie urbane di un centro trafficato e caotico, perle di estrema bellezza, quali antiche pagode interamente intagliate nel legno, Buddha ricoperti di lamine d’oro e venerati con estremo fervore, mercati indigeni, e polverose botteghe dove esperti artigiani lavorano con venerabile arte, il marmo e la giada.”

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LE ATTRAZIONI DI MANDALAY

Come avrete capito, di cose da fare a Mandalay ce ne sono parecchie, e vista la sua importanza storica, non sbaglierete se deciderete di dedicarle almeno 2 giorni, che potrete ripartire con incursioni all’interno della città e gite fuori porta alla scoperta delle antiche (e vicine) capitali storiche di Inwa, Sagaing e Amarapura.

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Mandalay è una città relativamente nuova, per come la conosciamo noi, infatti, ha poco più di cent’anni, il suo coerente reticolato urbano, fa si che ci si orienti molto facilmente, così che potrete scegliere di muovervi in rishaw, in motorino o a piedi. In quest’ultimo caso, però, bisogna considerare la grande estensione della città, il caldo e soprattutto il traffico. Ma andiamo a vedere quali sono le cose da non perdere, le attrazioni principali di questa ambigua città:

  • Il Palazzo Reale si trova nel centro della città di Mandalay, ed è cinto da imponenti mura che si sviluppano su quattro lati uniformi lunghi  rispettivamente 1,5 km, per un estensione totale di 6 km. Fu fatto costruire dal re birmano Mindon Min alla metà del XIX secolo, rievoca un’epoca di grandi sfarzi e costituisce a buon diritto una delle attrazioni più visitate di Mandalay.
  • Mandalay Hill è una collina di 230 metri, da cui è possibile ammirare una vista suggestiva della città di Mandalay. Per conquistare la vetta, bisogna salire ben 1500 gradini, da percorrere rigorosamente senza scarpe in quanto parte del recinto sacro di un tempio buddista. Ovviamente l’ingresso a piedi è gratis, ma se scegliete di arrivare in cima in moto-taxi o rishaw, dovrete considerare circa 10000 kyatt (andata+ ritorno).
  • Pagoda Kuthodaw è sicuramente uno dei santuari più suggestivi di Mandalay. All’interno del suo recinto sacro spuntano ben 729 stupe intonacate di bianco, al cui centro svetta un’imponente stupa dorata. Il santuario è altresì famoso per ospitare il libro più grande del mondo. Ognuna delle pagode, contiene una lastra di marmo, incisa su entrambi i lati con il testo Pali, testo sacro del Buddismo Theravada. L’insieme di tutti i versi compongono il testo completo del Tipitaka, il che ne fa a pieno titolo il libro più grande del mondo.

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  • Pagoda Sahamuni è un grande tempio che si trova alle porte della città, ed è considerato uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti della Birmania. Nel cuore del tempio si trova il sancta sanctorum, al cui interno è custodita la statua del Buddha, seduta sul trono in una postura divina conosciuta con il nome di bhumisparsamudra (gambe incrociate con i piedi rivolti verso l’interno e la mano destra che tocca il terreno a testimonianza delle sue antiche radici). La statua è di bronzo, pesa 6,5 tonnellate ed alta, piedistallo compreso, 4 metri. I fedeli venerano la statua attaccando su tutta la sua superficie delle lamine d’oro, previamente acquistate. Questa riverenza è concessa solo agli uomini, in linea con le norme conservatrici del buddhismo theravada.
  • Il mercato della Giada o Jade Market è uno dei luoghi più interessanti di Mandalay. Per nulla turistico. Qui, ogni giorno si incontrano i commercianti birmani per vendere e comprare giada, la preziosa pietra verde tanto richiesta per la realizzazione di oggetti e sculture. Il mercato si trova a sud ovest del Palazzo reale, piuttosto decentrato rispetto al centro. Lo si raggiunge a piedi o in rishaw, ma non essendo esso un luogo turistico non è affatto segnalato, per cui per individuarlo dovrete chiedere alla gente del “jade market”. Qui troverete pezzi di giada di ogni dimensione, e di ogni qualità, in forma grezza e quindi non ancora lavorata, il che fa del mercato un luogo assolutamente originale.

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  • U bein Bridge è certamente il simbolo di Mandalay. Stiamo parlando del ponte in tek più lungo del mondo (ben 1,2 km), sulla cui passerella si ritrovano ogni giorno centinaia turisti e locali per passeggiare, per assistere al tramontod ovviamente per passare da una sponda all’altra. Proprio il tramonto è uno dei momenti topici, quando il cielo si infiamma di tutte le tonalità di rosso, ed è possibile immortalare la sagoma del ponte riflesso nelle acque dell’Irrawaddy.

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I DINTORNI DI MANDALAY: LE CAPITALI STORICHE DI INWA, SAGAING E AMARAPURA

Nei dintorni di Mandalay, si trovano poi una serie di città storiche, che nel corso del tempo si sono alternate a ruolo di capitale della Birmania. I loro nomi rievocano un passato lontano e fastoso, riflesso di regni ormai svaniti. Stiamo parlando delle città storiche di Inwa, Sagaing e Amarapura, luoghi persi nel tempo, ma ricchi di vestigia archeologiche. 

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Si visitano di solito tutte e tre insieme, nell’arco di una giornata. Tanti daily tour partono da Mandalay, molti dei quali addirittura personalizzati: vi basterà, infatti, contrattare un autista che a bordo del suo rishaw vi porterà alla scoperta di questi antichi centri imperiali. Il prezzo totale è contrattabile, ma oscilla tra i 30.000 e i 40.000 Kyatt, ai quali vanno aggiunti gli ingressi ai vari siti archeologici e il breve attraversamento in barca da una sponda all’altra del fiume per raggiungere la città di Inwa, quella secodo noi più spettacolare e affascinante.

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Rocco D'Alessandro

Archeologo, accompagnatore turistico e traduttore, ama leggere e fare sport di ogni genere.

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