Bahia

CULTURA BRASILIANA: IL CANDOMBLE’ E IL SINCRETISMO BAHIANO

IL CANDOMBLE’, LA RELIGIONE DEGLI SCHIAVI

L’incontro e la commistione del candomblè africano con i rituali cristiani hanno dato vita al cosiddetto sincretismo baiano. Un fenomeno antropologico, oltre che religioso, diretta conseguenza della convivenza coatta di due culture molto diverse tra loro, se non agli antipodi: quella tribale degli schiavi africani e quella cristiana degli europei. Tutto ciò accade in Brasile, nella terra delle mille razze e delle infinite tradizioni.

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Statue delle divinità del Candomblé, gli Orixas.

“Candomblé letteralmente significa “danza di neri”, e nello specifico fa riferimento all’insieme dei riti animistici afrobrasiliani, sviluppatosi, in forme differenti, a Recife, a Porto Alegre, a Salvador e in tutto lo stato di Bahia.”

DI NECESSITÀ VIRTÙ, LE RAGIONI STORICHE DEL SINCRETISMO

Il sincretismo religioso, in Brasile, è figlio di dinamiche storiche e sociali che ne hanno determinato lo sviluppo, analizziamole. Durante il periodo coloniale, era proibito agli schiavi professare la loro religione e mettere in pratica i loro rituali. Per aggirare questa censura, che di solito era severamente punita, gli schiavi africani cominciarono ad adorare i loro Dei riferendosi però ai santi cattolici. Ne derivò un’interessante sovrapposizione che, lì per lì, ingannò i Signori e permise agli schiavi di continuare ad adorare le proprie divinità.
Un fenomeno che nel corso degli anni, e poi dei secoli, ha portato ad un interessante sincretismo religioso e quindi culturale, fenomeno che poi è entrato di diritto a far parte della cultura brasiliana.
Così, l’animismo africano si è mitigato con il razionalismo cattolico, producendo un fenomeno unico al mondo.

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La casa di Nemanja a Salvador de Bahia

IL CANDOMBLÉ, RIFLESSO DI UN’AFRICA TRIBALE

La maggior parte degli schiavi provenivano dall’Africa e professavano religioni animiste. Una delle forme di culto che ha resistito alla repressione europea, giungendo sino ad oggi, è il Candomblè, una religione antica più di cinquemila anni, che fa riferimento agli orixàs, ovvero a delle divinità ancestrali cui vengono riconosciuti dei poteri enormi, come il controllo delle forze naturali. Il pantheon di queste divinità è molto vasto, ma in Brasile si rende onore soltanto ad alcune di esse. Riconosciamo Xangò, l’orixà del fuoco e del tuono, Exu, il messaggero tra uomini e Dei nonché guardiano della casa, Yemanja, la dea di celeste vestita che arriva dal mare, e poi Obà, Buruku, Iansà.  

Nemanjà, una delle Orixas più venerate nello Stato di Bahia

Nemanjà, una delle Orixas più venerate nello Stato di Bahia

I LUOGHI DI CULTO: I TERREIROS

Il culto di queste divinità si professa, tuttoggi, nei cosiddetti Terreiros. Si tratta di residenze comuni che ospitano persone e orixàs e dove la vita quotidiana dei mortali si mescola con l’invocazione e l’adorazione degli Dei.
Di solito, chi vive in questi “recinti” è al servizio di un sacerdote ( pai-de-santo ) o di una sacerdotessa
( mae-de-santo ), ovvero personalità a cui sono riconosciuti poteri di intermediazione tra le divinità e la comunità. I terreiros sono sparsi principalmente nella città di Salvador e in tutto lo Stato di Bahia, e di solito occupano posizioni defilate rispetto al centro urbano.

Dionisa, mae-de-santo del terreiro di Cachoeira

Dionisa, mae-de-santo del terreiro di Cachoeira

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BAHIA, CULLA DELLA CULTURA AFRO-BRASILIANA

Come detto, il candomblé ha avuto diffusione variegata in Brasile, attecchendo principalmente a Recife, Porto Alegre, e soprattutto nello Stato di Bahia. A Salvador de Bahia, infatti, è possibile visitare vari terreiros e conoscere i principi del candomblé in maniera diretta, essendo essa parte integrante della cultura nera autoctona, di matrice africana. Questo perchè, durante il periodo coloniale, la deportazione degli schiavi africani da utilizzare nelle piantaggioni si concentrò principalmente nello Stato di Bahia. Fare un viaggio in Bahia è quindi un’occasione unica per avvicinarci alla matrice della cultura nera. In quest’ottica, Salvador de Bahia e Cahoeira sono i centri che più di tutti hanno assorbito queste dinamiche e soprattutto questo mix di culture, ancor oggi visibile nelle tradizioni, nelle manifestazioni, nel colore della pelle della gente e soprattutto nei ritmi di vita.

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Demonio Caranca, una delle divinità del Pantheon del Candomblé

Rocco D'Alessandro

Laureato in Lettere Classiche con specializzazione in Archeologia. Accompagnatore turistico professionista dal 2011. Docente Ditals 2° livello - Abilitato dall'Università degli Stranieri di SIENA. Traduttore letterario e vincitore del Premio Andersen 2019. Animato da una grande passione per la Letteratura Latinamericana e per l'Amazzonia. In possesso di un Master Universitario in Management del Patrimonio Artistico e Culturale (Università IULM) e di Master in Web Marketing (Università G.d'Annunzio CH-PE). Parla fluentemente Spagnolo, Inglese e Portoghese brasiliano

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