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Costa Rica

VALE LA PENA VISITARE IL PARCO NAZIONALE TORTUGUERO ? SI MA…

Il Tortuguero è un posto bellissimo, e secondo noi entra di diritto nella top 10 dei Parchi nazionali più belli di Costarica.
Un luogo dove la natura si mostra in tutta la sua generosità, e dove la foresta fluviale incontra direttamente la costa caraibica, offrendo uno spettacolo più unico che raro, insomma una destinazione privilegiata che vale la pena visitare. Eppure c’è un però!
Una triste ombra aleggia su questo luogo paradisiaco che per la sua bellezza attrae ogni anno numerosi turisti, un’ombra che rischia di mettere a repentaglio la tranquillità e quindi la sopravvivenza di alcuni dei suoi abitanti più particolari, le tartarughe!

UN PARADISO NATURALE  DA PRESERVARE

Il Tortuguero è un vero e proprio paradiso terrestre che si trova sulla costa caraibica del Costarica. Qui vivono caimani, cormorani, bradipi, tapiri, lamantini, oltre a svariate specie di uccelli, ma soprattutto vi giungono le tartarughe marine a deporre le uova.
Nello specifico passano di qui, al momento del parto, la Tartaruga Verde, la Caray e la gigantesca Tartaruga Baula, che può arrivare a pesare fino a 500 kg.
Un vero e proprio santuario delle tartarughe! E pensare che sono state proprio loro ad amplificare nel mondo la risonanza di questo piccolo angolo di Costarica, non proprio comodo da raggiungere. Per arrivarvi, infatti, ci si deve imbarcare su di un motoscafo da Carriari e attraversare i canali di quella che noi chiamiamo “la piccola Amazzonia”, per via della simiglianza naturale con l’immensa regione brasiliana. Qui infatti, le acque limacciose degli affluenti del Rio Tortuguero si intersecano tra di loro, allagando una fitta foresta tropicale ed offrendo così un colpo d’occhio naturale notevole, prima di sboccare nel Mar dei Caraibi.

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Ma il Tortuguero non è famoso per il suo mare, bensì per essere luogo dove le tartarughe marine vanno a partorire. 
Ebbene qual è il problema? Il problema è semplice ed è legato al turismo sempre più invasivo, che negli ultimi tempi sta mettendo a repentaglio la verginità del Parco Nazionale.
A contribuire a questa invadenza, le agenzie locali, che vendono tour notturni per avvistare le tartarughe marine, le quali durante la notte si riversano sull’esteso tratto di costa caraibica per deporre le uova.

Capita così che miriadi di gruppetti di turisti curiosi, “armati” di binocoli a infrarossi e capitanati da guide locali, battono la costa alla ricerca dell’attimo propizio, ovvero dell’arrivo delle tartarughe marine e del conseguente parto.
Le poverine, sfinite dal viaggio, sconvolte dal travaglio, si ritrovano così in pieno trance partoriale, in compagnia di estranei che assistono eccitati allo spettacolo.

Le agenzie garantiscono la più totale discrezione, assicurando ai turisti l’assoluta ininfluenza della loro presenza al momento del parto.
A noi però, questo ci pare un po’ improbabile! Perché, d’altronde, è mai possibile, secondo voi, che esseri millenari come le tartarughe, sensibili e ricettivi ad ogni minimo movimento esterno, non si rendano conto che a pochi metri di distanza ci siano degli umani, tra l’altro molto spesso ignari della delicatezza di quel momento?
Dovete sapere che la gestazione delle tartarughe può durare anche svariate ore (in genere un’ora), durante le quali le stesse entrano in trance. È un momento intenso e delicato per loro, e come qualsiasi altro essere femminile al momento del parto, chiedono solo una cosa: la tranquillità!
Purtroppo, di tranquillità ce n’è sempre meno e i turisti che arrivano al Tortuguero, vi giungono principalmente per assistere al parto delle tartarughe, compromettendo non poco l’ordine naturale. Se continueremo così, le tartarughe saranno costrette a spostarsi altrove e a trovare un altro posto. Compito non semplice, se pensiamo che la scelta del luogo deve attendere a particolari esigenze geografiche e strategiche (per esempio la sabbia di origine vulcanica del Tortuguero è calda e accogliente).
E già le nostre amiche marine non se la passano bene ultimamente, per via dell’incredibile quantità di plastica negli oceani, immaginatevi cosa vorrebbe dire per loro andare alla ricerca di un’altra alcova dove partorire!

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E ALLORA, COME FACCIAMO A SALVAGUARDARE LE NOSTRE AMICHE TARTARUGHE?

Semplice, evitando di prender parte a questi fantomatici tour notturni, evitando così di avallare il business locale e complicare la vita delle nostre amiche marine. Certo non potrete raccontare ai vostri amici e parenti di aver assistito ad un evento unico e straordinario come il parto delle tartarughe, in compenso, però, avrete fatto una cosa molto più gratificante, ovvero avrete rispettato la scelta e soprattutto la privacy di esseri millenari che cercano di vivere in completo equilibrio con la Natura.
Questo è il nostro personale parere. Rispettare le tartarughe così come tutte le altre specie animali è un sentimento che sentiamo dal profondo del nostro cuore, ed è per noi una priorità, poi spetta ad ognuno di voi se ascoltare il nostro spunto o meno.
E allora, direte voi, “Che ci andiamo a fare al Tortuguero, se non possiamo vedere le tartarughe?”
Beh, sappiate che il Tortuguero è un luogo fantastico e ricco di spunti, questo per esempio è un tramonto che si può ammirare, non male vero?!

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COSA FARE NEL PARCO NAZIONALE DEL TORTUGUERO

Lasciando perdere il mare che non è proprio il massimo (il lungo tratto di spiaggia è davvero mal gestito dalla comunità locale e l’acqua non è per nulla “caraibica” a causa del flusso di acqua dolce limacciosa che arriva dalla selva), la cosa più interessante da fare è esplorare la foresta pluviale in canoa. Dal molo dell’unico paesino che si trova dentro il Parco Nazionale omonimo, ogni mattina partono i tour in canoa. È questa un’occasione unica per inoltrarsi nei dedali della foresta fluviale per ammirare una vegetazione straordinariamente fitta e rigogliosa. E se siete fortunati, potrete avvistare, durante il tragitto, caimani, bradipi e lamantini. Molto più improbabile, ma non impossibile, sarà scorgere i felini che abitano la selva, come l’oxelote e soprattutto il giaguaro.

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Inoltre, nel villaggio di Tortuguero troverete qualche ristorantino, un paio di supermarket e qualche bar dove andare a bere qualcosa e ascoltare musica. Le alternative per dormire sono limitate, ma un minimo di scelta ce l’avete; il nostro consiglio è quello di trovare, non appena approdati, innanzitutto un alloggio. Date le dimensioni del villaggio e il numero di turisti sempre maggiore, i posti scarseggiano.

COME ARRIVARE AL TORTUGUERO

Come vi avevamo accennato, il Parco Nazionale del Tortuguero è raggiungibile solo via fiume, imbarcandosi direttamente da Cariari.
Cariari è facilmente raggiungibile in bus pubblico dal terminal di San Jose in un paio d’ore. Di solito le corse sono di mattina, alle 9.00 e alle 10.30, ma verificate sempre in loco gli orari. Il prezzo del biglietto è compreso tra i 3 e i 5 dollari.
Una volta arrivati a Carriari, dal molo vi imbarcherete su un motoscafo che, inoltrandosi nella folta vegetazione, solcherà stretti canali prima di sboccare sul grande Rio Tortuguero, regalandovi uno scorcio paesaggistico emozionante.
A questo punto il paesino è prossimo e non vi resta che prepararvi ad approdare, dopo un paio d’ore di navigazione, in uno dei parchi più belli di Costarica!

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