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Catalogna

I GIARDINI DI ARTIGAS: L’OPERA SEGRETA DI GAUDI’ NEL CUORE DELLA CATALOGNA

ARTIGAS: IL GIARDINO SEGRETO DI GAUDÍ

A poche centinaia di metri dal piccolo borgo di Pobla de Lillet, nascosto tra anfratti montagnosi, a circa un’ora di distanza da Barcellona, si trova un giardino incredibile, che sorprendentemente porta la firma di Antoni Gaudí. Lontano dai pensieri delle grandi folle turistiche, chi passa di qui scopre un paradiso esclusivo, pieno di verde e di arte. Stiamo parlando dei Giardini di Artigas, opera fantastica del grande Antoni Gaudí. Ma che ci fa da queste parti, occultato da fitti boschi, addirittura nei pressi di un cementificio, un giardino di Gaudí, e soprattutto, come siamo arrivati a scoprirlo?

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DOVE SI TROVANO I GIARDINI DI ARTIGAS

Esclusi dalle grandi rotte turistiche della Catalogna, privilegio assoluto dei viaggiatori più curiosi, i Giardini di Artigas si trovano nei pressi del piccolo borgo di Puebla de Lillet, a soli 80 km da Barcellona, nel cuore del Bequedá, una regione verdissima ai piedi dei Pirenei catalani, ricca di fitti boschi, laghi e fiumi vigorosi. Se non avete la macchina, non vi preoccupate, perchè è possibile arrivare qui direttamente con il treno da Barcellona, per poi raggiungere i giardini con il caratteristico “Tren del ciment” che parte dalla Pobla de Lillet e arriva fino a Clot del Moro, nei pressi dell’antico cementificio.

“I giardini di Artigas sono il frutto della creatività di Antoni Gaudí che decise di onorare l’ospitalità della famiglia Artigas con la realizzazione di un’opera che ha il potere di trasportare il visitatore in un mondo fantastico, fatto di simboli e di eccentriche architetture. A completare i tratti di questo mondo incredibile, l’irruenza del Rio Llobregat e il rigoglìo dei boschi secolari circostanti. “

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LA STORIA DEI GIARDINI

Ma come mai, questi giardini si trovano qui, così lontano dai fasti di Barcellona, segreto assoluto di una vegetazione così fitta e avvolgente? Per scoprirlo dobbiamo fare un salto di oltre un secolo. Agli inizi del ‘900, infatti, l’imprenditore locale Eusebi Güell i Bacilupi (lo stesso del famoso Parc Güell di Barcellona), decise di realizzare la prima fabbirca di cemento nell’area del Clot del Moro, e fu proprio lui a coinvolgere Gaudí nella realizzazione dello Chalet di Catllaràs. Per tutto il periodo dei lavori, Antoni Gaudí fu ospite della famiglia Artigas, così, al momento della sua ripartenza, quasi per sdebitarsi della generosa accoglienza ricevuta, decise di regalare loro, il progetto dei giardini, pensato appositamente per un terreno di loro proprietà. Fu così che i giardini di Artigas presero vita, donando un tocco di geniale creatività a quelle valli così remote.

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“Il giorno che la nostra amica Imma ci portò a visitare i giardini, non era affatto bel tempo, il cielo era plumbeo e tutt’intorno si respirava un’aria di tempesta. Erano appena le quattro del pomeriggio, eppure sembrava già notte, l’oscurità si apprestava a dilagare. Quando entrammo nei giardini non c’era nessun’altro, eravamo soli, unici ammiratori di quel mondo magico e surreale, ancora una volta Antoni Gaudí ci aveva lasciato senza fiato!”

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LA STRUTTURA DEI GIARDINI DI ARTIGAS

I giardini di Artigas non mettono in mostra nessuna cromia, come avviene nel Parc Güell, tutt’altro, a risaltare qui sono principalmente due colori: il grigio della pietra locale, o meglio del cemento, e il verde smeraldo della vegetazione. Volutamente Gaudí ha deciso di intervenire nella maniera più discreta possibile, con l’intento di dare risalto all’unica regina di questi boschi: Madre Natura.
A caratterizzare ulteriormente i giardini, alcuni simboli, evidente riferimento ad un esplicito retaggio biblico: stiamo parlando degli animali che rappresentano i quattro evangelisti, quali il leone, il bue, l’aquila e l’uomo. Si aggiungono poi i due ponti, dall’evidente valore simbolico e filosofico, quali il ponte inclinato e il famoso ponte degli archi, introdotto da due figure antropomorfe stilizzate, un uomo e una donna, che probabilmente rappresentano il signor e la signora Artigas.

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“Un mondo fatto di simboli, frutto della creatività di uno dei più grandi geni del secolo scorso, creatore di universi paralleli e di vigorose suggestioni. L’incontro con questo capolavoro vi lascerà completamente euforici.”

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Rocco D'Alessandro

Archeologo, accompagnatore turistico e traduttore, ama leggere e fare sport di ogni genere.

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