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Italia

Viaggio in Sicilia Orientale, dove archeologia incontra il barocco – (parte II)

Parte II: Siracusa e le meraviglie della Valle di Noto

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“L’uomo non ha mai cessato di favoleggiare sulla Sicilia, che è la terra stessa del mito: qualsiasi seme vi cada, invece della pianta che se ne aspetta, nasce una favola”.
CESARE BRANDISicilia mia

Il nostro tour alla scoperta della Sicilia Orientale prosegue senza sosta. Ispirati da un’insolita energia lasciamo Catania ed i suoi preziosi dintorni per spostarci più a sud, dove ci aspettano luoghi ancora più suggestivi.
Siracusa è sicuramente una tappa imprescindibile, con i suoi tesori archeologici di epoca classica, e con il suo centro storico concentrato all’interno di una curiosa isoletta, l’Isola di Ortigia.
Scendendo ancora, la nostra traettoria incontra la Valle di Noto, cenacolo di vestigia barocche e di bellezze architettoniche di grande pregio, che le hanno valso l’iscrizione nell’albo dell’Unesco. Noto, Ragusa Ibla e Modica sono i principali gioielli di un territorio ricco di meraviglie e di sorprese.
Dalla punta più meridionale della Trinacria risaliamo verso il cuore della regione, ma prima di arrivare ad Enna facciamo sosta, come non potrebbe essere altrimenti, a Caltagirone, per conoscere gli ateliers delle maioliche più famose d’Italia e forse del mondo. Passeremo poi per Piazza Armerina, dove a soli 5 km di distanza, giace una delle ville romane meglio conservate in assoluto. I suoi mosaici così ben custoditi aprono agli occhi di chi passa di qui, scenari esotici ed evocativi.
Prima di ritornare verso Catania, attraverseremo le fertili colline dell’entroterra, disseminate di bionde messi , carrubi sempre verdi e spinose coltivazioni di cactus. Il sole su questa terra splende sempre, e noi non possiamo che nutrirci di tali profumi e colori. Seguiteci!

Taormina-Frutta

Siracusa “la greca”

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“…Siracusa, città fatale, greca come la Grecia”.

Situata a circa 70 km da Catania, Siracusa è una città di 125.000 abitanti dalle origini antichissime. Fondata intorno all’VIII secolo a.C da coloni greci provenienti da Corinto, raggiunse il suo massimo splendore nel IV secolo a.C. durante la tirannide di Dionisio il Vecchio, arrivando ad essere (secondo Cicerone) la più bella città del mondo antico. Oggi di quel fasto è rimasto ben poco, ma le vestigia del teatro greco e della zona archeologica bastano a testimoniare sì tanto lustro. Il teatro Greco ospita durante il mese di maggio un’importante rassegna teatrale, durante la quale vanno in scena, in uno scenario suggestivo, alcune delle più famose tragedie greche (per assistere agli spettacoli basta comprare il biglietto nella biglietteria del teatro; i prezzi variano dai 26 Euro ai 65 Euro, a seconda della postazione e dello spettacolo);

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Il Parco Archeologico della Neapolis ( ingresso: 6 euro a persona) è però, a parte il Teatro, alquanto trascurato; la Latomia del Paradiso, ovvero le antiche cave di calcare, e l’Orecchio di Dionisio,  sono i luoghi più interessanti.
Dalla zona archeologica ci dirigiamo nel vero centro storico di Siracusa, l’Isola di Ortigia, una piccola isola collegata alla terraferma tramite il Ponte Santa Lucia. Sono custoditi qui i principali tesori barocchi della città, oltre alle monumentali vestigia classiche del Tempio dorico di Apollo, risalente al VI secolo a.C.

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Una vitalità non facilmente riscontrabile altrove anima le contorte stradine del centro, ed un vivace via vai di visitatori sconvolge la quiete giornaliera. Su Piazza Duomo si affacciano la cattedrale in stile barocco e la chiesa di Santa Lucia di Badia, dove è contenuto l’unico dipinto del Caravaggio giacente in terra siracusana: il Seppellimento di Santa Lucia, uno dei suoi grandi capolavori, realizzato dal pittore in fuga da Malta nel 1609.
Ma oltre alle chiese in stile barocco, a legittimare il prestigio dell’Isola di Ortigia sono i palazzi nobiliari come Palazzo Bellomo, che ospita il Museo Regionale d’Arte Medievale e Moderna, Palazzo Platamone, oggi sede della Banca d’Italia, e Palazzo Borgia, che ospita affreschi di eccezionale valore artistico.

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A completare la rassegna di luoghi suggestivi sono il Castello di Maniace che sorge sulla punta meridionale dell’Isola, e la Fonte di Aretusa, una sorgente di acqua dolce che sgorga sin dall’antichità, quando era la principale risorsa idrica della città.

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Ragusa & Noto, il barocco è di scena

Noto

“Chiunque vada in quell’estremo lembo della Sicilia, niente potrà chiedere di più alle iperboree visioni del sogno: ché, questa settecentesca Atlantide o Fata morgana, lentamente s’innalza fra gli ulivi fitti e i mandorli come da una schiuma verde, pronta a richiudersi sull’apparizione dorata, ma d’un d’oro tenero e rosa come il miele”.

La Valle di Noto è un salottino tanto aggraziato da sembrare irreale. Una fertile valle disseminata di singolari paesini abbarbicati su pendii scoscesi, dove splende sempre il sole. Predominano i colori candido-dorati della pietra calcarea locale e il fucsia scioccante dei generosi bouganville. Il tutto avvolto da un’atmosfera rilassata e accogliente che regala al viaggiatore la piacevole sensazione di trovarsi fuori dal mondo. Ed in effetti siamo nella punta più meridionale della Sicilia, nel caso di Ragusa alcuni gradi anche più a sud di Tunisi. Siamo lontani dalle affollate città di Catania e Siracusa, e la leggera brezza che arriva dallo Ionio mitiga la grande calura del dì.

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Passiamo prima a Ragusa Ibla, caratterizzata da un impianto urbanistico medievale, piuttosto contorto. Le chiese di Santa Maria dell’Idria con la sua cupola rivestita di maioliche, e del Duomo di San Giorgio che domina la bella piazza sottostante, sono esempi di puro stile barocco. Perdendosi tra le stradine retrostanti, si incontrano balconi in ferro battutto, adornati da sculture grottesche ed evocative. Il grande lusso della vecchia aristocrazia sicilia si percepisce ancora, regalando al passante scorci che traspirano Storia e tradizione.

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Noto è ancora più elegante, caratterizzata da un impianto urbanistico più regolare. Un barocco esuberante ed una ravvisabile armonia degli spazi accolgono il visitatore sin dai primi passi. La monumentale porta che introduce alla città lascia intravedere un lungo passaggio che conduce alla sontuosa Piazza Municipio, su cui si affaccia la Cattedrale, completamente rinnovata dopo il crollo strutturale dei primi anni 2000.

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Il sontuoso Palazzo Nicolaci, con i suoi interni regali e i balconi plastici considerati i più belli del mondo, è il definitivo colpo di grazia per l’occhio abbagliato dello spettatore.
Basta spostarsi di poco da Noto per incontrare Modica, famosa per il cioccolato, mentre Avola è conosciuta per la produzione di ottime mandorle, per il vino rosso d.o.c. e per la sua planimetria esagonale.

Il centro della Sicilia: Caltagirone e Piazza Armerina

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Salutato l’estremo lembo meridionale della Sicilia, cominciamo a risalire verso il cuore, addentrandoci sempre più nell’antro di una regione ricca di colture esotiche. Come un mosaico policromo, il giallo del grano si alterna al verde dei cactus, all’arancio degli agrumi e al rosso delle ciliege. E seguendo questo ghirigorio di colori giungiamo a Caltagirone, dove sono le maioliche a mostrare, questa volta, un’inegualiabile vivacità di colori. Gli ateliers sparsi un pò in tutta la città esibiscono con fierezza un’arte antica, lascito degli arabi conquistatori: la lavorazione dell’argilla e l’utilizzo del silicio e delle paste di vetro.
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Lo stesso toponimo di Caltagirone tradisce un’origine mora (kalat gerun significano rispettivamente grotta e castello). Siamo nella patria della ceramica, ed ogni pezzo è un’opera d’arte lavorata a mano dagli artigiani locali. Inoltre Caltagirone è un’elegante cittadina barocca, che esibisce con fierezza le sue perle architettoniche, prima tra tutte la scenografica Scalinata di Santa Maria del Monte, che con i suoi 142 scalini è il magnifico palcoscenico della Festa di San Giacomo (24-25 luglio), patrono della città.

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Infine a metà strada tra Enna e Caltagirone incontriamo Piazza Armerina, la cui fama è legata sostanzialmente alla sontuosa villa romana che sorge, immersa nel verde delle valli circostanti, a soli 5 km più a sud.
Si tratta del più importante monumento di epoca romana di tutta la Sicilia e della serie più grande e completa di mosaici che siano mai stati scoperti in un solo monumento.
L’estensione di oltre 3535 mq ed i mosaici perfettamente conservati, che ritraggono scene di caccia, di banchetti e di vita quotidiana, fanno della Villa Romana del Casale un luogo unico ed imperdibile. (Il sito è aperto tutti i giorni 8-18; 6 euro a persona).

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Prima di rimetterci in cammino, in direzione di Catania, troviamo ancora un attimo per una riflessione doverosa:
“Non c’è bisogno di andare in terre esotiche per trovare il magico e il favoloso, basta venire in Sicilia e lasciarsi trasportare dal suo irresistibile richiamo!”

 

Rocco D'Alessandro

Archeologo, accompagnatore turistico e traduttore, ama leggere e fare sport di ogni genere.

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