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COME VIAGGIARE PER UN ANNO INTERO SENZA SPENDERE UNA FORTUNA

VIAGGIARE UN ANNO INTERO: UTOPIA O POSSIBILE REALTA’?

Viaggiare per un anno intero, alla scoperta di Paesi lontani e culture sconosciute, viaggiare lentamente, senza limiti di tempo e di spazio. Un’utopia letteraria oppure una possibile realtà? Perchè il punto è  proprio questo: come si fa a prendere, lasciare tutto e partire verso l’ignoto con biglietto di sola andata? e soprattutto, come si fa a viaggiare per così tanto senza spendere una fortuna? Sarà possibile, oppure sarà solo un privilegio per ricchi e benestanti?
La risposta, secca ed immediata, è semplicemente una: sì, si può fare! Anche se non si è ereditieri! Perché l’unica ricchezza che bisogna avere in questo caso è semplicemente una: la voglia di viaggiare, la volontà di mettersi in gioco! Il resto è noia, o meglio alibi!

rocco e giuly

Forse starete pensando di essere incappati nel solito post venditore di fumo, che di solito vi capita d’incontrare ogni qualvolta domandate a Mr Google “il segreto della pietra filosofale” o “l’elisir di lunga vita”. Ma vi garantiamo che non è questo il caso, e per dimostrarvelo vi racconteremo nei minimi dettagli la nostra esperienza diretta, premettendo che non siamo ricchi di famiglia, ma semplicemente amiamo viaggiare più di ogni altra cosa. Una passione più forte di tutto, che ci ha spinto ad attraversare tutta America Latina per 365 giorni esatti; il fatto di essere tornati lo stesso giorno della nostra partenza (un anno dopo) è pura casualità, perché quando abbiamo lasciato l’Italia, avevamo un biglietto di solo andata, e copriva questa tratta: Roma-Buenos Aires!

logo vitamina project

PRIMA DI TUTTO BISOGNA AVERE UN SOGNO DA REALIZZARE

“Un sogno grande come l’America Latina”, era questo lo slogan che accompagnò la nostra timida conferenza tenuta prima di partire, davanti per lo più ad amici e parenti.
Già, perché era di quello che si parlava, di un sogno che stava per realizzarsi, un miraggio che diventava realtà! Ok, ma come ci si arriva a quella fatidica data, al momento in cui saluterete i vostri cari e andrete verso l’ignoto? Beh, se proprio volete saperlo ci si arriva con i due soliti ingredienti: la certezza che state facendo la cosa che vi rende felici, e la determinazione di portare a termine un obbiettivo. Già ma con quali soldi? Ve lo diciamo subito, intanto date un’occhiata al nostro itinerario….

progetto vitamina

QUALE BUDGET E SOPRATTUTTO QUALI SOLDI?

Dicevamo? Ah si, con quali soldi? Ebbene, vi sembrerà strano, ma su questo punto noi non ci siamo mai soffermati più di tanto, piuttosto ci siamo concentrati su come fare del nostro viaggio un progetto, in poche parole ci siamo focalizzati su come dare linfa vitale alla nostra creazione. Ovvero quale dovesse essere la nostra mission, e soprattutto come fare in modo di rimanere coerenti alle nostre dichiarazioni: “Viaggiare da Buenos Aires a Los Angeles senza aerei, divulgando una maniera di viaggiare sostenibile”. Così ci siamo lasciati guidare dal cuore e dal buon senso, ed oggi possiamo confermare che Vitamina Project è nata dal frutto della nostra Fantasia.
Perchè in effetti, per pensare di lasciare tutto: la città in cui vivevamo, la famiglia, il cane, un lavoro precario e partire alla scoperta di un continente tanto vasto, quanto insidioso come l’America Latina, ci voleva solo una cosa: la Fantasia! Perchè, altrimenti, come avremmo fatto a viaggiare in Brasile? E per attraversare l’Amazzonia? e lo stretto del Darien? E poi l’America Centrale con tutte le sue insidie, in Honduras “ti sparano”, in Nicaragua “ti assaltano”, in Messico “ti rapiscono”… pensieri che ti fanno perdere il senno, a meno che non te li scrolli di dosso sin da subito e ti concentri sull’obbiettivo! E puff…il gioco è fatto.

Ma torniamo ai nostri amati, o meglio odiati soldi! Noi abbiamo fatto così: 

  • Abbiamo racimolato una somma, più o meno 5 mila euro a testa, frutto di risparmi, sacrifici e privazioni. Infatti dal momento in cui ci è venuta l’idea all’attimo in cui siamo partiti, è trascorso più di un anno. E se ti impegni, lavori, e non spendi senza criterio, quella cifra la racimoli. Noi però, ad occhio e croce, siamo riusciti a mettere da parte circa 3 mila euro a testa. E gli altri 2 mila? Beh gli altri 2 mila dovevamo farli in qualche modo. Così ci siamo rimboccati le maniche e…
  • Abbiamo cercato di coinvolgere degli sponsor, per lo più imprenditori amici e imprese emergenti. Ed è successo che Vini Citra di Ortona (nello specifico, Casal Thaulero) ci ha supportato con una donazione di circa 1 euro, a patto di essere loro testimonials, mentre la Cooperativa dentistica SocialDent di Bassano ha pompato il nostro entusiasmo con altri 2 mila euro; infatti lo statuto dell’azienda prevedeva azioni filantropiche a supporto di arte e cultura, ed hanno ritenuto la nostra iniziativa lodevole di contributo. Ma non finisce qui, perché poco prima della nostra partenza, un ragazzo ortonese, un tal Stefano Cipollone, anche lui appassionato di viaggi in solitaria e proprietario di un B&B, ci ha contattati proponendoci uno scambio commerciale: lui ci avrebbe supportato con mille euro e noi avremmo fornito lui un servizio fotografico (Giulia è una fotografa professionista, questo il suo sito ) del suo B&B. Ma non finisce qui, perchè…
  • Abbiamo fatto del Crowfounding, ovvero abbiamo attivato un sistema di finanziamento dal basso, pubblicizzando su Produzioni dal Basso il nostro progetto e cercando di coinvolgere quante più persone possibili. Raccogliendo così altri mille euro. A quel punto, poco prima della partenza avevamo tra le mani i nostri 10 mila euro, due assicurazioni sanitarie della durata di 6 mesi, un biglietto di sola andata e tanta emozione negli occhi.
    Quei soldi sarebbero bastati? o non sarebbero bastati? La verità è che non lo sapevamo, ma nemmeno ce lo siamo chiesti, noi sapevamo solo una cosa, e quella ci bastava: dovevamo seguire il nostro istinto e realizzare il nostro sogno! 

Rocco & Giuly

“Ed ecco qui la dimostrazione che volevate: viaggiare non è cosa da ricchi, per viaggiare servono tenacia, spirito di sacrificio, capacità di adattamento e tanta voglia di mettersi in gioco, qualità che di solito non possiede chi ha già tutto a disposizione. I ricchi non hanno fame, perchè sono già sazi! ” 

SE VI E’ PIACIUTA LA NOSTRA STORIA E VOLETE FARCI ALTRE DOMANDE PIU’ SPECIFICHE,
NON ESITATE A CONTATTARCI, VI RISPONDEREMO CON PIACERE

 

Rocco D'Alessandro

Archeologo, accompagnatore turistico e traduttore, ama leggere e fare sport di ogni genere.

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