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Italia

Valle d’Itria, un angolo di paradiso nel cuore della Puglia.

Valle d’Itria: natura, cultura e tradizione

Una vallata verde, che si accende al sole, punteggiata da caratteristici trulli, con muretti a secco che delimitano vigneti e uliveti a perdita d’occhio. Nel mezzo, candidi borghi medievali, tra i più belli d’Italia, animano la campagna circostante. Appare così la Valle d’Itria, un angolo di paradiso a cavallo tra le province di Bari e Brindisi, che fa riferimento ai comuni di Martina Franca, Locorotondo, Cisternino e Alberobello.
In quest’ampia vallata, circondata dalla catena collinare delle Murge, spuntano, protetti da una vegetazione dolce e generosa, poderi, masserie sapientemente ristrutturate e virtuose cantine a gestione familiare, oltre a vecchi acquedotti riabilitati ora a sentieri da percorrere a piedi o in bici.
L’ideale quindi per un turismo eno-gastronomico, sportivo e culturale.

Il panorama della Valle d’Itria è magico e per apprezzarlo a pieno è necessario immergersi nella sua cultura e nelle sue tradizioni, perdersi nei suoi sapori e odori. Impossibile non lasciarsi tentare da una focaccia,  da una burrata, o da un buon bicchiere di vino bianco. Qui il terreno è rosso e pietroso, i filari bassi e fibrosi, le uve sono ricche di minerali, il risultato di questa alchimia è un vino dal gusto fruttato, ma deciso, nitido e sicuro di se.
La verdeca e il minutolo sono vitigni autoctoni in grado di far destare nelle papille sogni e suggestioni di una Puglia ammaliante.

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“Mi sveglio e vedo un paese di sogno, come se dormissi tuttavia”                                  
                                                                                                      G. D’ANNUNZIO

Cosa fare in Valle d’Itria?

Chi viaggia in Valle d’Itria è sicuramente attento alla qualità e ai contenuti, amante del buon vino e della cucina tradizionale, nonché del contatto con la natura. Perciò le attività sono varie:

Visitare i centri storici di Locorotondo, Cisternino e Alberobello.

I paesini di Locorotondo, Cisternino e Alberobello sono dei borghi medievali, custoditi come bomboniere. Un intreccio di vicoli e stradine si aprono, come un gioco di prestigio, su piazze signorili, dominate da palazzi storici e cattedrali.
I balconi, addobbati con scenografiche composizioni floreali, sono una chiara dimostrazione di gusto e raffinatezza.
I trulli sono concentrati per lo più nel territorio del comune di Alberobello, ed hanno il potere, con la loro caratteristica forma conica, di proiettare il visitatore in una dimensione fiabesca ed onirica.

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Pernottare in un Trullo

Pernottare in un trullo è sicuramente un’esperienza da fare, per calarvi in un mondo che sembra così straordinariamente irreale. La singolare architettura conica, la candida pietra carsica, e la frescura dell’interno, fanno dei trulli edifici sui generis, peculiari, unici al mondo. Quelli che un tempo erano semplici rifugi dei contadini, oggi sono raffinate case per vacanze, dotate di tutti i confort.
Ce ne sono di vario genere e dimensione, l’ideale per un soggiorno romantico o in famiglia. Tra i più belli, ci sono sicuramente i Trulli della Seta (vd foto), un complesso di coni sapientemente ristrutturati, immersi nella pittoresca campagna di Coreggia, l’unica contrada di Alberobello.

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Passeggiare lungo la ciclovia dell’Acquedotto Pugliese

Inaugurata nel 2014, nell’ambito di un ambizioso progetto di rivalutazione del territorio, “la ciclovia dell’acqua” è un percorso ciclabile, che unisce Figazzano, frazione di Cisternino, a Ceglie Messapica, seguendo per 11 km l’acquedotto pugliese, ad oggi la principale fonte di approvvigionamento d’acqua della regione.
Il tracciato si insinua nel cuore della Valle d’Itria, attraversando vigneti, ciliegeti e campi di grano, regalando scorci di grande bellezza naturale. Il sentiero è parte della ciclovia degli Appennini, ma oltre a cicloamatori, riceve anche camminatori, podisti, e appassionati delle passeggiate a cavallo. A metà percorso, un po’ appartato si trova un Ashram, ovvero un centro di culto induista, fondato nel 1979 dalla fotografa Lisetta Carmi, grande devota del maestro Babaji.

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Provare le specialità eno-gastronomiche

L’area della Valle d’Itria è ricca di specialità agroalimentari: dal vino all’olio, ai formaggi, ai prodotti da forno, riflesso di una terra generosa e variegata.
Una pietanza tipica di Locorotondo sono gli involtini di trippa, in dialetto gnumere’dde suffuche’te, accompagnati da verdure selvatiche. Altrettanto prelibati sono le bombette di Cisternino, che sono involtini di carne, ripieni di prezzemolo, pepe e formaggio. E come non citare il ricco repertorio caseario, come le varie giuncate, cagliate e ricotte. Altrettanto prelibati sono i prodotti da forno, come il pane casereccio, le focacce, le frise e i taralli, che seguono antiche procedure di lievitazione e di cottura in forno a legna.
Ad accompagnare simili prelibatezze, vini, per lo più bianchi, molto delicati e dal caratteristico sapore fruttato, conseguenza di una terra ricca di minerali.

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Per saperne di più….

Cisternino

Candida, di un bianco quasi abbagliante, Cisternino domina, da uno dei picchi più alti delle Murge (394 m s.l.m), la dolce Valle d’Itria, sulla quale si protende come una lunga e sinuosa balconata. All’orizzonte, bianchi trulli spuntano come funghi, regalando alla vista un paesaggio fiabesco.
Cisternino subì varie dominazioni, prima i normanni, poi gli angioini, infine gli Aragonesi, e il risultato è un mix di stili.
Simboli della cittadina sono la Torre bianca e la Chiesa Matrice in stile romanico, dedicata a San Nicola di Patara, sotto la quale sono stati recentemente rinvenuti i resti di una chiesa primitiva (oggi museo), databile da una bolla di Papa Alessandro III, 1180.
Al 1400 risale la cinta muraria, che circonda il centro storico di epoca medievale (IX-X sec. d.C.).
Due accessi introducevano al borgo: Porta Grande ad Ovest, Porta Piccola ad est. Al centro del borgo si trova la Piazza Vittorio Emanuele II, con la Torre dell’orologio, un vero e proprio salottino, su cui si concentra la vita sociale.
La città si divide in vari quartieri, mentre lungo l’anello che circonda il centro storico, si aprono ampi e suggestivi slarghi, che si affacciano sulla dolce Valle d’Itria.

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 Locorotondo

Considerato uno dei Borghi più belli d’Italia, Locorotondo (dal latino locus rotondum)  deve il nome e la fama alla sua tonda planimetria.
Le mura circolari, di epoca medievale, conservano al loro interno un borgo-gioiello, che non può che attrarre il visitatore per la raffinatezza. Le pittoresche viuzze, cinte dai bianchi muri delle case, offrono alla vista scorci suggestivi, e da maggio a settembre, gli abitanti si contendo il titolo di “balcone più fiorito”.
Tipiche di Locorotondo sono le Cummerse, ovvero le antiche abitazioni a pianta rettangolare e tetto spiovente composto da tegole di roccia piatta, funzionali alla raccolta dell’acqua piovana, in una zona da sempre molto siccitosa.
Maestosa si eleva nel centro storico la Chiesa Matrice in stile barocco-rinascimentale, mentre degni di nota sono il Palazzo Morelli, dall’enigmatico portone barocco, il Palazzo Comunale Vecchio e l’antica cappella di San Nicola, i cui affreschi sono stati recentemente riportati alla luce.

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Alberobello

Il Centro di Alberobello è un museo a cielo aperto, con i 1400 trulli, che conferiscono ai due rioni di Monti e Aia Piccola un aspetto fiabesco. Una policromia che va dal bianco e grigio dei trulli, all’azzurro intenso del cielo, alle macchie di rosso e fucsia delle composizioni floreali che adornano le candide pareti. Oggi il borgo di Alberobello è Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’Unesco sin dal 1996, e non potrebbe essere altrimenti, dato il monumentale centro cittadino. Ma cosa sono i trulli e qual era la loro funzione?
Si tratta di costruzioni a secco a pianta centrale, sulla quale si innesta la caratteristica cupola a forma di cono. Queste primitive abitazioni furono costruite dai contadini, quale rifugio temporaneo o permanente, e le più antiche risalgono al XVII secolo. Oggi si trovano trulli di varie epoche e dimensioni, ma il primato per grandezza ed imponenza spetta al Trullo Sovrano, che si trova in Piazza Sacramento, alle spalle della Chiesa dei Santi Cosma e Damino. La struttura del Trullo Sovrano, disposta su due piani, fu commissionata dalla famiglia benestante del sacerdote Cataldo Perta e risale al 1797. La sua maestosa cupola, alta 14 metri, si distingue per grandezza in complesso di ben 12 coni, e attrae l’attenzione di numerosi visitatori.
Infine da non perdere il Museo del Territorio, allestito all’interno di un complesso di 15 trulli comunicanti tra loro, dove sono esposti reperti, attrezzi e testimonianze di un’antica cultura contadina.

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“(…) E’ difficile raccontare la purezza del cielo di Alberobello, un cielo insistente, puro, connettivo di luce, sulle prospettive fantastiche del paese. Di un trullo isolato si potrebbe parlare solo con i termini della cristallografia. Tutti i corpi solidi vi sono fusi mostruosamente per dar forma a un corpo nuovo, delicato leggero. I sentieri, la sera in cui arrivai, erano deserti: solo qualche bambino giocava seduto davanti alle soglie, in mezzo a tutto quel biancore. (…)” 

                                                                                                                                                         P. P. PASOLINI

 

Eventi da non perdere

  • Locus Festival – Locorotondo – Agosto
  • Festival della Valle d’Itria – Martina Franca – Luglio/Agosto
  • La Ghironda – Locorotondo, Martina Franca, Ceglie Messapica – Luglio/Agosto
  • Festività Patronali di San Rocco – Locorotondo – 16 Agosto

 

Si ringraziano: Apluvia Hospitality T.O, Cantine I Pastini, I Trulli della Seta, Igers Valle d’Itria per la calorosa accoglienza e per averci mostrato il volto di una Puglia ancora autentica.

 

 

 

 

 

 

 

Rocco D'Alessandro

Archeologo, accompagnatore turistico e traduttore, ama leggere e fare sport di ogni genere.

2 thoughts on “Valle d’Itria, un angolo di paradiso nel cuore della Puglia.

  1. Ing. vito m. Reply

    Alberobello non appartiene alla Valle d’Itria !
    E’ solo un modo per abusare del nome dei trulli senza averne però gli obblighi anche economici che sonopesantissimi.
    Esempio, l’Ashram è la cosa più ridicoila mai vista che ad ALberobellonon sarebbe mai stata permessa!
    E’ cosa esogena dal contesto paesaggistico, non si potrebbe mai costruire!!!!
    Mica solo perchè lo indica il PPTR ciò è vero!
    E’ la storia che decide (ed anche la geografia) mica l’uomo da un momento all’altro con una disposizione di legge!

    1. Rocco D'AlessandroRocco D'Alessandro Post author Reply

      Gentile Vito,
      sulle scelte politiche o di marketing destination che hanno inglobato Alberobello nella Valle d’Itria, non mi pronumcio perchè il senso dell’articolo è un altro: divulgare e parlare delle ricchezze di una terra stupenda come la Puglia, fermo restando che sono abruzzese!
      Sull’Hashram invece si, voglio pronunciarmi, perchè sono passato a visitarlo ed ho avuto modo di parlare con chi ci vive, e quell’incontro non ha fatto altro che convincermi ancor più che l’universalismo delle culture e delle religioni (questo è quello che si professa nell’Hasram) è la giusta via per un’elevazione culturale, spirituale, oltre a favorire la tolleranza e la convivenza. Questo è quello che personalmente ho capito dal mio passaggio e credo sia lo stesso senso che avevano in mente i suoi fondatori.
      Non essendo un architetto non mi pronuncio nemmeno sullo stile della struttura, ma personalmente non mi è affatto dispiaciuto incontrare un centro di preghiera induista in Terra di Pugglia.
      La ringrazio comunque per aver condiviso con noi tutti il suo punto di vista

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