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ColombiaEcuador

In sospeso tra Ecuador e Colombia: spunti e suggestioni

Luoghi di Confine

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“Pochi metri e nuovi ostacoli
la propria strada alle spalle
davanti fatiche e suggestioni”

I luoghi di confine, si sà, sono i più interessanti. Sarà che sono la sintesi estrema di due mondi diversi, sarà perchè racchiudono delusioni e aspettative di centinaia di anni e migliaia di genti, fatto sta che non deludono mai le aspettative. Per lo meno in termini di emozioni.
Quando ci si trova al confine, e si sta per passare “dall’altro lato”, si prova in effetti una strana sensazione: inevitabilmente ci si trova a fare la summa di ciò che è stato, provando ad intuire ciò che sarà. Ci si sente inquieti, nostalgici. Stiamo per andare al di là. E come sarà…nessuno lo sa!

Ma questo è il bello: avere la possibilità di immaginare percorsi, evoluzioni, suggestioni; o magari avere l’opportunità di riscattare un passaggio a vuoto, una brutta esperienza.
Quando ci si trova al confine, tutto può ancora accadere, chissà chi possiamo ancora incontrare o cosa possiamo ancora vedere.

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Sospesi tra Ecuador e Colombia: il cimitero di Tulcan

Così, prima di lasciare definitivamente l’Ecuador, tentammo un ultimo affondo, virammo per Tulcan.
Tulcan è una città di confine, l’ultima città prima della frontiera con la Colombia, e quindi la più settentrionale dell’Ecuador. E’ capoluogo della Provincia del Carchi e si trova ad un’altitudine di 2950 s.l.m, non poco! Oltre ad essere punto di passaggio obbligato sulla rotta per Pasto (Colombia), Tulcan è anche un vitale centro commerciale, per la verità poco attraente! La sua principale attrazione, forse l’unica, se ecludiamo il mercato domenicale, è il Cimitero.

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Eh si, proprio il cimitero, luogo di transizione per eccellenza! A renderlo famoso non sono nè le lapidi monumentali, nè la posizione, bensì i suoi alberi e cespugli, che sono delle vere e proprie opere d’arte. Si tratta, infatti, del più mirabile esempio di arte topiaria del Paese, e dal 1936 i suoi cespugli e aiuole sono potati ad arte, così da rappresentare angeli, figure religiose e personaggi fantastici. Un vero e proprio capolavoro “green”!

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Visitare il Cimitero di Tulcan significa entrare in un mondo parallelo, onirico, che stimola fantasia e suggestioni. Il sublime che incontra il soprannaturale.

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Per essere più precisi: il Cimitero di Tulcan si trova in centro ed è facilmente raggiungibile a piedi L’ingresso è gratuito. Inoltre, essendo considerato un’attrazione turistica, è sempre presidiato da polizia che vigila sulla pubblica sicurezza, anche se in generale Tulcan è una città piuttusto sicura.

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Si entra in Colombia: il Santuario di Las Lajas

Ma è ora di proseguire il viaggio (quello nostro, terreno); dalla piazza principale di Tulcan partono sistematicamente piccoli bus (più economici e scomodi rispetto ai taxi) che in poco tempo collegano con la frontiera. Una volta espletate le pratiche doganali, sia in entrata che in uscita, per le quali raccomandiamo sempre la massima serietà, possiamo entrare serenamente in Colombia. Un mondo nuovo!
La prima città che incontriamo è Ipiales (la distanza Tulcan-Ipiales è di circa 15 km), un luogo qualsiasi, che ha però un interesse: partono da qui le camionetas per uno dei santuari più clamorosi di tutto il Sud America, una sosta è d’obbligo. E tra un pò capirete il perchè.
Se, come probabile, avete bagagli al seguito, potete lasciarli in custodia nel deposito del Terminal Terrestre, cercate una delle summensionate camionetas e partire alla volta di Las Lajas (il tragitto è di circa un’ora).

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Al vostro arrivo non crederete ai vostri occhi: incastonata in un canyon e circondata da monti, ecco apparire una grandiosa cattedrale in pietra policroma che ha del surreale.
Si tratta del santuario dedicato alla Vergine del Rosario, importante luogo di culto, perchè, secondo la tradizione, proprio tra queste rocce apparve l’immagine della Madonna. Era il 1754 e beneficiaria della visione fu una una bimba sordomuta indigena, che era venuta con la sua mamma a prendere l’acqua al fiume.

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Passarono però alcuni anni prima che fu costruito il santuario. Mentre l’edificio attuale, quello grandioso che si vede emergere dal canyon, risale ai primi anni del XX sec. ed è in stile neogotico. L’altezza del Tempio dalla sua base alla torre è di 100 metri, mentre il ponte, lungo 20 metri, è alto 50 metri!

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Uno scenario incredibile, che sorprende chiunque, tanto più perchè ci si trova impreparati ad un tale incontro, che si dimostra quindi una gran sorpresa. Fantasie e suggestioni dilagano!

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Tornati ad Ipiales, dipendendo dal’orario, conviene proseguire direttamente per Pasto, che come Ipiales non è affatto interessante, ma è un punto di passaggio obbligato per raggiungere Sibundoy, e poi Mocoa, e allora sì che si farà interessante, ma di questo parleremo un’altra volta.

Seguiteci, TO BE CONTINUED….

 

Rocco D'Alessandro

Archeologo, accompagnatore turistico e traduttore, ama leggere e fare sport di ogni genere.

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