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Spagna

Siviglia, cosa fare e vedere nella più bella città d’Andalusia

UN ANGOLO D’ARABIA IN EUROPA

La prima volta che ho visto Siviglia ho pensato che in sin dei conti la bellezza non ha bandiere, nè religione, ma è semplicemente universale. Infatti, quella di Siviglia è una bellezza cui hanno contribuito, nel tempo, arabi, romani, fenici, greci e cartaginesi, ognuno lasciando la propria firma, anche se a prevalere oggi è lo stile regionalista-mudejar, di chiara matrice moresca. D’altronde, Siviglia, e l’Andalusia tutta, non sarebbero così particolari e belle senza questa forte presenza araba.
Un retaggio a tratti ingombrante, che catapulta il visitatore in una dimensione alternativa, quasi fosse un passaggio bidimensionale, uno scherzo dal gran gusto stilistico, un angolo d’Arabia in piena Europa.
La Storia, però, parla chiaro, Siviglia è stata per secoli dominata e manipolata dagli arabi, prima di passare in mano agli spagnoli, ed in questo lungo tempo la città ha acquisito delle caratteristiche specifiche. Quali? Venite, ora ve le mostriamo!

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UNA CITTA’ CHE VIVE TUTTO L’ANNO

Siviglia è una città che vive tutto l’anno, grazie ad universitari, turisti ed appassionati di folklore, ma è in primavera che esprime il meglio di se, quando i fiori fioriscono, i colori si intensificano, l’aria si fa mite. E poi ci sono i riti pasquali che si concentrano nella Semana Santa, e gli eventi legati alla Feria de Abril, quando Plaza de Toros apre di nuovo le porte ad un pubblico affamato di corride. L’estate invece fa troppo caldo, e le temperature superano tranquillamente i 40°, un caldo secco, però, che permette di respirare, nonostante il forte calore.
Siviglia non è una metropoli, ma nemmeno una città a misura d’uomo
, così per spostarsi da una parte all’altra, spesso occorre usare i mezzi publici. Secondo noi servono almeno 3 giorni per visitare le attrazioni principali, la maggior parte delle quali si trovano nel cosiddetto centro storico, circoscritto all’interno di un ipotetico triangolo i cui vertici ideali sono il quartiere della Macarena, Plaza de Espana e Plaza de Armas.
Il cuore di questo centro storico batte a Plaza del Triunfo
, dove si trovano, ideologicamente contrapposte, la grandiosa cattedrale con la Giralda (la torre simbolo di Siviglia) e la fortezza araba dell’Alcazar.
Da qui, camminando in direzioni opposte, è possibile raggiungere il pittoresco quartiere ebraico e la stupenda Plaza de Espana, considerata la più bella piazza di Spagna. Sempre nei paraggi, sulle sponde del Rio Guadalquivir si trovano, molto ravvicinati tra loro, Il Teatro de la Maestranza, Plaza de Toros, l’Archivio delle Indie e la Torre de Oro. Come vedete di cose da fare ce ne sono. Ma andiamo a conoscere più da vicino tutte queste attrazioni.

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LE PRINCIPALI ATTRAZIONI TURISTICHE

  • La Cattedrale e la Giralda sono senza dubbio i simboli di Siviglia. La cattedrale è considerata la più grande chiesa gotica del mondo, uno straordinario complesso realizzato tra il 1402 e il 1506 sulle fondamenta di una moschea del XIII secolo, della quale alcuni elementi sono stati mantenuti e riutilizzati, come la Giralda, che originariamente era un minareto per poi essere trasformato in campanile. Ben 35 rampe non troppo ripide conducono su in cima, dove è possibile ammirare tutta la città. Ma all’interno della cattedrale tutto è monumentale, tanto da tenervi con il naso all’in su per parecchio tempo; inoltre, le numerose cappelle sono adornate con opere di pittori illustri come Murillo, Goya e Vargas. Mentre nella Sacristia Mayor è custodito il Tesoro della Cattedrale, patrimonio eccezionale composto da quadri, sculture e opere di vario genere.
    Nella sala principale, ad un lato della chiesa parrocchiale si erge poi un grande monumento raffigurante quattro figure reali che portano a spalle un feretro, dentro il quale ci sarebbero le spoglie del grande navigatore Cristoforo Colombo. Uso il condizionale perchè la certezza scientifica non c’è, anzi i dominicani sostengono che i resti si troverebbero proprio nella loro isola.

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  • L’Alcazar, che si trova proprio di fronte alla Cattedrale, è un capolavoro dell’architettura moresca.
    Si tratta di una fortezza araba poi riutilizzata e riadattata a residenza reale spagnola. Un uso della geometria e della prospettiva caratterizza gli ambienti interni ed esterni, impreziositi da virtuosi arabeschi e colonnati di chiara ispirazione islamica. Anche l’utilizzo delle vasche e delle fontane è un tipico marchio di fabbrica dell’architettura moresca; i giardini, curati come fossero labirinti, sottolineano un incredibile senso del gusto e dell’estetica. Un mondo di fiaba dove si alternarono emiri e califfi, re e regine. Imperdibile!
    Per info biglietti e orari aggiornati clicca qui.

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  • Plaza de Espana è certamente uno degli spazi più suggestivi della città di Siviglia, un capolavoro in stile regionalista o neo-moresco (utilizzo di mattoncini e azulejos) realizzato Annibal Gonzales, l’esimio architetto che nel 1929 firmò il progetto pensato per onorare l’esposizione ibero-americana, una sorta di esposizione universale che coinvolgeva però solo la Spagna e i paesi della cosiddetta America Latina. Plaza de Espana ha una caratteristica forma semi-circolare di ben 170 metri di diametro, uno spazio imponente aperto al pubblico solo durante le ore diurne, una disposizione comunale al fine di preservare questo museo a cielo aperto.

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  • La Torre de Oro si trova,  in linea d’aria, praticamente di fronte alla Cattedrale, e si affaccia sulla sponda interna del Rio Guadalquivir. Eretta dagli arabi nel 1220, faceva parte del sistema difensivo dell’Alcazar e del fiume ed era interamente rivestito da azulejos, da cui il nome. Oggi ospita il Museo Marittimo, ed esattamente sotto di essa si trova l’Imbarcadero da dove partono ogni mezz’ora le crociere che navigano il Guadalquivir (1 ora, 15 Euro a persona).

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  • Ponte Triana, costruito tra il 1845 e il 1852, introduce al famoso quartiere omonimo, dove si trovano oggi bar e locali notturni, e dove possibile visitare il Convento de Las Minimas del 1775, la chiesa di San Giacinto e i resti del castello di San Giorgio, un tempo sede dell’Inquisizione.
    Il ponte, in struttura di ferro, è opera degli Architetti G.Steinacher e F.Bennetot; nominato monumento nazionale dal 1976, è anche il più antico dei ponti che attraversano il rio Guadalquivir.

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  • Isola de la Cartuja, si trova al di là del Rio Guadalquivir, vicino al Barrio de Triana. L’isola de la Cartuja è pò come se fosse un’oasi dove rifugiarsi per estraniarsi dalla città. Qui troverete passerelle sospese, piste pedonali e girdini monumentali. Vi si giunge attraversando il celeberrimo quartiere Triana. Addirittura chi vive qui reclama la propria indipendenza, pretesa dovuta al fatto che storicamente l’isola era totalmente separata dal fiume. L’Isola di Cartuja è inoltre raggiungibile attraverso il Puente de la Barqueta, simbolo dell’Expo del 1992. L’Isola ospita inoltre un grande Giardino di oltre 3 ettari di estensione, chiamato americano per la specie delle piante provenienti dal Nuovo Mondo.
    Ma il simbolo storico de la Cartuja è sicuramente il Monastero omonimo, che nel corso dei secoli ha ospitato religiosi e laici da tutta Europa, tra questi anche Cristoforo Colombo.
  • Barrio de Santa Cruz, un tempo quartiere ebraico (La Juderia), oggi è uno dei quartieri più pittoreschi di Siviglia, caratterizzato da case in tipico stile giudaico-spagnolo, da piazzette curate e riservate, da stradine strette che riportano con la mente alla Giudecca Veneziana. Passeggiando tra queste viuzze, ci si ritrova all’improvviso a scoprire ristorantini suggestivi, bar dove sorseggiare sangria o tipici negozietti d’antiquariato. Sicuramente uno degli angoli più belli di tutta Siviglia, anche se oramai sin troppo turistico. Si accede al Barrio de Santa Cruz o dalla Cattedrale, oppure entrando dai Giardini di Murillo, intitolati al pittore spagnolo che qui fu sepolto.

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Bene, siamo giunti al termine della nostra breve, ma intensa visita di Siviglia, che a ragione è considerata la città più bella d’Andalusia. Certamente le cose da fare e da vedere non si esauriscono ai punti qui citati, ma questi vogliono essere solo dei validi spunti per proiettarvi nel cuore di una città davvero unica. Perciò 3 giorni non basteranno a conoscere tutta Siviglia, ma saranno sicuramente un buon punto di partenza per ritornarvi.
Buon Viaggio!

Rocco D'Alessandro

Archeologo, accompagnatore turistico e traduttore, ama leggere e fare sport di ogni genere.

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