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Italia

Riviera del Brenta, Villa Pisani: un labirinto per due viaggiatori

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<<Cos’è un labirinto, se non la metafora della vita?
La strada che conduce alla conoscenza è lunga e tortuosa, a volte mendace,
interpretarne il senso e trovare il bandolo della matassa dipende solo da noi e dalla nostra audacia.>> 

Un vero e proprio labirinto si trova a Stra (VE), ad appena 17 km da Padova, celato negli antri sinuosi della meravigliosa Villa Pisani, gioiello più luminoso di tutte le ville venete che punteggiano la Riviera del Brenta.
Nel labirinto, entrata ed uscita coincidono, ed una torre, sormontata da una statua in pietra di Artemide, ne indica il centro, raggiungibile solo da chi è in grado di conciliare, con abilità, intelligenza ed istinto.
Ma dove si trova Villa Pisani? E perché è considerata una tappa imperdibile per chiunque voglia andare alla scoperta dell’entroterra veneto? L’unico modo per scoprirlo è entrare nei suoi ambienti…
Buon Viaggio!

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LA RIVIERA DEL BRENTA

Villa Pisani si trova sulla Riviera del Brenta, un insieme unico di storia, cultura, arte e paesaggio, esposto sulle sponde del fiume Brenta, che scorre lento da Padova fino alla laguna di Venezia.
Una zona strategica, giacchè Il commercio fluviale ha sempre rappresentato una risorsa importante per l’uomo, sin dal V sec. d.C. quando vi giunsero le prime popolazioni paleovenete. Seguirono i romani, i longobardi, i franchi, i feudatari locali, sino alla nascita delle Signorie, che dal XIII secolo vi si insediarono stabilmente per controllarne i traffici commerciali. Le dispute terminarono agli inizi del 1400, quando Venezia estese il proprio dominio sull’intero entroterra veneto.
E’ in questo preciso momento storico, che i dogi ed i patrizi veneziani cominciarono a marcare il proprio territorio, con la costruzione di sontuose ville signorili lungo il corso del Brenta.
La bellezza del paesaggio e la vicinanza con la dotta Padova trasformarono così la riviera in un luogo di villeggiatura e ozio, lasciando ai posteri un patrimonio storico-architettonico di inestimabile valore, che tutt’oggi possiamo ammirare nella sua integrità.

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La presenza di così tanti tesori, ha richiamato in Riviera personaggi illustri come Goethe, Casanova e D’Annunzio. Oggi, come allora, le ville venete attirano l’interesse di numerosi viaggiatori, agevolati dall’esigua distanza con Venezia e Padova (max 15-20 km).

VILLA PISANI E IL SUO LABIRINTO MAGICO

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La maggiore delle ville del Brenta è Villa Pisani, un sontuoso palazzo ducale voluto da Almorò e Alvise Pisani per celebrare l’ascesa della famiglia alla massima carica politica veneziana, quella di Doge.
Per estensione ed architettura, Villa Pisani ricorda la struttura di una reggia, e può essere tranquillamente paragonata alla regalità delle grandi dimore europee.

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Una lunga piscina rettangolare, custodita da guardiani di pietra, anticipa la grande facciata, accogliendone l’elegante riflesso nelle acque immobili, quasi fossero uno specchio. Il gioco prospettico è davvero suggestivo ed il paesaggio circostante altrettanto elegante. Il richiamo allo stile palladiano è evidente, soprattutto nell’uso delle colonne, e la fusione con l’ambiente naturale circostante è totale.

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<< Un sontuoso connubio tra natura e architettura eleva Villa Pisani al rango di Reggia Signorile. A realizzarne il disegno hanno contribuito i migliori architetti e paesaggisti dell’epoca>>

A proposito di epoca, possiamo datare il progetto della Villa al XVIII secolo.
Fu l’architetto Francesco M. Preti ad inaugurarne i lavori, che furono ultimati intorno agli anni 50 del ‘700. Le 114 stanze dell’edificio custodiscono al loro interno mirabili affreschi, che richiamano principalmente scene mitologiche (su tutte su veda la stanza di Bacco, decorata dal Guarana) ed allegoriche, frutto del Genio di pittori di grande fama, come Tiepolo, (si veda “la gloria della famiglia Pisani” che decora il salone delle feste). Queste stesse stanze accolsero, poi, personaggi leggendari come Napoleone Buonaparte e Vittorio Emanuele II, e qui si incontrarono, nel 1934, Hitler e Mussolini.
A completare gli ambienti della Villa, le scuderie, una grande limonaia, e l’orangerie, al cui centro si erge una bellissima esedra a pianta circolare.

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Ma il vero simbolo della Villa è senza dubbio il grande labirinto, autentico esempio di giardino settecentesco. È qui che si concentrano l’attenzione e la curiosità del visitatore, allettato sin da subito dalla sfida di raggiungere prima la grande torre, situata nel cuore del labirinto, e poi l’uscita. Ma non è un’impresa scontata, serviranno arguzia ed intelligenza!

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<<È tra questi cespugli che Gabriele D’Annunzio ambientò una delle pagine più intense del romanzo “Il Fuoco”>>

5  BUONI MOTIVI PER PASSARE IL POMERIGGIO IN UN LABIRINTO!

Il labirinto è un simbolo che da sempre alimenta la fantasia dell’uomo, arricchendone le pagine della storia universale. Dal famoso labirinto di Cnosso, dove andò in scena la sfida tra Teseo e il Minotauro, al labirinto di Borges, che nel suo famoso racconto “La casa di Asterione” lo paragona alla conoscenza umana, limitata rispetto a quella divina; passando per le citazioni di U.Eco nel suo romanzo più conosciuto, “Il Nome della Rosa”.
Qualsiasi sia il suo significato, il labirinto è qualcosa di reale, che non smette di affascinare parimenti bambini e adulti.

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“Per noi il labirinto è la metafora del viaggio, di cui si conosce l’inizio, ma non la fine,
e le cui infinite evoluzioni ne rendono imprevedibile il percorso”

E allora perchè mai dovremmo entrare in un labirinto? Beh di motivi ce ne sono molti, e noi ci siamo divertiti ad elencarne alcuni:

  1. Acuisce il senso dell’orientamento. Entrare in un labirinto e quindi riuscire a trovarne l’uscita non è affatto facile, e l’esito dipende solo dalle nostre capacità orientative.
  2. Siamo a stretto contatto con la natura, giacché di solito le pareti di un labirinto sono composte da siepi sempreverdi.
  3. Entrare in un labirinto, e quindi ritrovarne l’uscita è come un gioco, che coinvolge grandi e bambini. E per noi adulti, è un’occasione per tornare bambini, e farci guidare da quel senso di incoscienza, che ci permette di scardinare i preconcetti.
  4. Entrare in un labirinto è come fare un salto nella Storia e nella Mitologia, giacché sono piene le pagine della letteratura universale che si servono del labirinto come immagine evocativa.
  5. Percorrere i sentieri a volte sinuosi, a volte angusti di un labirinto sviluppa l’immaginazione e ci proietta in un non-luogo, dove dare sfogo alla nostra fantasia.

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<<Narrano gli uomini degni di fede, che nei tempi antichi ci fu un re delle isole di Babilonia che riunì i suoi architetti e i suoi maghi e comandò loro di costruire un labirinto tanto evoluto e arduo che gli uomini prudenti non si avventuravano a entrarvi, e chi vi entrava si perdeva>>
I due re e i due labirinti- J.L.BORGES

Rocco D'Alessandro

Archeologo, accompagnatore turistico e traduttore, ama leggere e fare sport di ogni genere.

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