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Racconti di viaggioUruguay

URUGUAY | Montevideo e la costa uruguayana

Nel cuore dell’estate sudamericana MONTEVIDEO dorme profondamente, indifferente al calore estivo e soprattutto al passante straniero. La città è praticamente vuota, i musei chiusi, ed i teatri in pensione, facciamo fatica anche ad incontrare gente, sono rimasti solo alcuni tranquilli vecchietti e qualche gendarme che vigila gli ormai decadenti palazzi in stile Liberty di inizio secolo. In Piazza independencia, cuore della città, la imponente statua del General Artigas domina l’orizzonte.
Proviamo a chiedere dove sono finiti tutti, ci rispondono che in questo periodo vanno tutti al mare, a Punta del Este, la Miami del Sud America, la città dei casinò, delle discoteche, degli hotel di lusso. Noi ci guardiamo e pensiamo che, peró, possiamo trovare qualcosa di più compatibile con la nostra filosofia di viaggio e non ci facciamo influenzare dalla moda vana della follia notturna. Preferiamo una natura più vera, più incontaminata e sappiamo che in Uruguay tutto ciò è possibile. Lasciata la Capitale, infatti, basta fare 500 km in direzione della frontiera con il Brasile ed un altro mondo si apre agli occhi del viaggiatore.
La Pedrera, La Paloma, La Coronilla, Punta del Diablo, nomi di località ben conosciute, ma meno globalizzate.

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Su tutti domina però un nome, El Parque Nazional de Cabo Colonio, punta di diamante della generosa natura uruguaiana, una enorme riserva, dove boschi di eucalipti e di pini marittimi declinano dolcemente verso le spiagge setate e sterminate del Cabo Polonio.

Cabo Polonio-Uruguay

 

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Il Parco però è esclusivo e per raggiungerlo bisogna fare 7 km di jeep; la punta estrema del parco si affaccia sull’Oceano Atlantico ed a parte un gruppetto di casette hippie, chiara espressione dell’abusivismo dei decenni passati, e qualche Ostello abbastanza “caro”, non c’è possibilità di fermarsi per la notte. Nello stallo della mattinata montevideina un’ alternativa ci si presenta davanti, invitante ed irrinunciabile: il Villaggio di Barra de Valisaz, antico centro di pescatori, a pochi km da Cabo Polonio. Da qui ci dicono, è possibile accedere al Cabo Polonio, in poche ore, direttamente dalla spiaggia, percorrendo un lungo tratto tra morbide dune dorate che mirano al grande Mare, sotto il solo impassibile. Il discorso ci incuriosisce e decidiamo di approfondire.
Salutiamo la Capitale e, afferrato al volo un autobus, ci proiettiamo verso la Costa Uruguaiana, con il cuore palpitante, impazienti di conoscere l’Oceano Atlantico.
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Dopo 5 ore e molte fermate intermedie, l’autobus ci lascia sotto il sole caliente, in quella che dovrebbe essere la stazione di Barca de Valisaz. A confermare la nostra intuizione, un cartello in legno con le indicazioni che ci interessano, in vernice scolorita dal sole. Un po affaticati, ma molto felici di essere giunti a destinazione, carichiamo gli zaini e ci spingiamo nelle pittoresche viscere del villaggetto. Qui il tempo sembra fermo agli anni 70 anni, quando colonie di  pacifici hippies si ritirarono dal mondo per vivere in comunità e, soprattutto, per sfuggire l’inarrestabile globalizzazione e il capitalismo selvaggio. Valisaz è sicuramente uno di questi paradisi, dove è ancora possibile dormire per pochi pesos e fumare Marijuana, dove l’impatto dell’uomo sulla natura è ancora minimo e dove guardare il sole sorgere dall’Oceano è ancora un Miracolo.

Valizas-Uruguay

“Quell’angolo così remoto d’Uruguay celava sorprese inaspettate,
le dune proteggevano l’orizzonte dalla civiltà
ed il mare incalzava in un moto perpetuo”

 

Rocco D'Alessandro

Archeologo, accompagnatore turistico e traduttore, ama leggere e fare sport di ogni genere.

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