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Messico

In Messico per il Giorno dei Morti (el dia de los muertos): quando tutti fanno festa!

El dia de los muertos, ovvero il Festival della Vita

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“La Morte si è sfilata il mantello nero per gettarsi nelle danze”

Vivere la vita per celebrare la morte, in un tripudio di suoni, profumi e colori. Farsi travolgere da un’ondata di vitalità e convivialità, che è tutto tranne follia. Accade in Messico, nel Dia de los Muertos, quando la gente scende in piazza ed invade i cimiteri, per onorare la memoria dei propri defunti. Un vero e proprio Festival della Vita, che trasmette emozioni uniche e regala sensazioni travolgenti. Non è una frase fatta, bensì pura realtà, e se non ci credete provate a passare per Oaxaca nella notte tra il 1 e il 2 di novembre.

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Il significato della festa

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Durante questo giorno, in quasi tutto il Messico, le città si vestono a festa, vengono allestiti altari nei luoghi strategici del centro, i mercati si trasformano in tavolozze di colori, i negozi vengono addobbati con fiori e ghirlande, persino le case private aprono le loro porte, perchè tutti partecipino a tutto. Prevale un senso di condivisione e convivialità, di forte appartenenza alla comunità. E’ lo spirito della tradizione che si rinnova.
Tutti vengono coinvolti, così per strada non sarà diffcile assistere a spettacoli, a bande, a rappresentazioni; come per esempio accade a Oaxaca, dove le celebrazioni sono arricchite da Comparsas, una sorta di spettacoli teatrali di piazza, che mettono in scena il ritorno dei defunti dall’aldilà. Il tema è sempre lo stesso: il filo diretto tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Un equilibrio molto sottile che non può essere trascurato nè ignorato.
Così tutto diventa simbolico, ed ogni coreografia acquista un valore, come il colore arancione, che si pensa possa attrarre le anime dei defunti. Ecco perchè molti altari sono addobbati con fiori color arancio acceso.

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“Le coreografie, barocche e pompose, non passano inosservate,
ed innaffiano di allegria contagiosa l’atmosfera.”

Esorcizzare la morte, quindi, con l’ironia e la gioia, una pratica religiosa presente in tutte le culture precolombiane del Centro America, che vivono il trapasso con una leggerezza d’animo che rievoca quella dello spirito. Questa libertà di affrontare la morte, per noi europei quasi sconcertante, è tipica delle società animiste (ovvero quelle che riconoscono un anima a tutti gli elementi naturali), i cui schemi sono regolati principalmente dalla Natura e dalle sue leggi, di cui fa parte appunto anche la Morte.

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Una concezione difficile da intendere per la rigida mentalità europea-cattolica, che sin dal medioevo ha attribuito alla morte connotazioni morali.

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“Nella società precolombiana, la Morte è spogliata di tutti i tabù
che la avvolgono,invece, nella cultura europea.”

Solo acquisendo questo passaggio, potremmo comprendere bene il significato intrinseco del dia de los muertos, e quindi vivere la festa con naturalezza e trasporto emotivo. Perchè, in sin dei conti, ciò che prevale in questa notte magica (compresa tra l’1 e il 2 di novembre) sono le emozioni e le vibrazioni di una cultura profonda ed antichissima.

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Una tradizione antichissima

Nelle civiltà precolombiane, l’idea della morte era strettamente legata al concetto di rinascita.
E per gli Aztechi, l’alternarsi della vita e la morte garantiva l’ordine cosmico, un passaggio, quindi,  fondamentale e necessario. Furono gli Spagnoli e, quindi la Chiesa, a bandire questi culti, considerandoli addirittura riti satanici e feste in onore del demonio.
Ma presunzione europea a parte, secondo la tradizione pagana, nel giorno dei morti, i defunti tornano dall’oltretomba per riabbracciare amici e parenti, i quali non si faranno trovati impreparati.
Allestiranno, perciò, altari e tombe con fiori, candele e cibarie, le cosiddette ofrendas, affinchè il defunto, stanco dal lungo viaggio, possa rifocillarsi e condividere con tutti i presenti una serata di festa.

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Cimitero in festa

Almeno per un giorno il Cimitero diventa il palcoscenico principale di una festa memorabile, dove torna a risplendere la vita. Per tutta la notte i suoi cancelli rimarranno aperti ed accoglieranno le visite chiassose di chi vi accorre per pregare, mangiare, cantare o ballare sulle tombe dei propri cari. Mentre fuori, bancarelle che vendono cibi tipici, e vivaci orchestre, intrattengono i presenti.

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Scordatevi, quindi, l’ambiente austero e sin troppo serioso dei nostri cimiteri, dove si deve mantenere un certo ritegno, parlando a bassa voce, e pregando per l’anima del defunto. Qui tutto è giovialità e convivialità, senza che il rispetto per i defunti venga meno, nemmeno per un istante.

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“Una notte magica, e piena di poesia, illuminerà l’animo dei presenti, siano essi vivi o defunti.
Perchè non c’è vita senza morte, né sofferenza senza amore, e sebbene sia un mistero,
è questa la legge più importante che regola tutti gli universi”

Dove festeggiare el dia de los muertos?

El dia de los muertos è una festività molto sentità un pò in tutto in Messico, ma in particolare negli stati di Oaxaca, Michoacan, Puebla e Città del Messico. In ognuna di queste regioni, le festività assumono forme e connatozioni specifiche ed originali, regalando al visitatore emozioni e scenari indimenticabili. Indimenticabili come il Lago di Patzquaro, che nella notte tra l’1 e il 2, viene magicamente adornato di velas (candele) galleggianti, con evidente accezione al ritorno delle anime dei defunti nel nostro mondo, regalando un colpo d’occhio incredibile.
Scenografici anche gli allestimenti di Puebla, dove sontuosi altari ed imponenti allegorie guidano i ritmi di una città in festa.

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Mentre tra le strade del DF (Districto Federal) sarà bello vedere sfilare degli eleganti scheletri di signore, che di solito indossano abiti sfarzosi ed un appariscente sombrero. La Catrina, una delle versioni più originali della Santa Muerte, è il riflesso di quell’aristocrazia vissuta sotto il governo di Porfirio Diaz (1876-1884), che con eleganza cercò di interpretare a modo proprio i tratti di una tradizione notoriamente popolare.

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Finiamo il nostro excursus dei luoghi più interessanti dove passare el dia de los muertos con Oaxaca, una città fosca e misteriosa, nonchè tradizionale e colma di cultura. Perdetevi tra le strade del suo bellissimo centro storico, all’ombra della luna piena, e lasciatevi andare tra la folla per vivere quell’atmosfera briosa e contagiosa che coinvolge tutta la comunità; ma soprattutto non potete rinunciare di visitare il Pantheon Central, ed il Pantheon ancor più caratteristico di Santa Cruz XoXocotlàn (ad appena 10 km da Oaxaca), uno dei cimiteri più tradizionali di tutto il Messico.
Ma prima di entrare in qualsiasi cimitero, non vi dimenticate di comprare qualche pan de los muertos, si tratta di panelle dolci ricoperte di glassa, che di solito si lasciano sulla tomba del defunto per omaggiarlo, e soprattutto ristorarlo.

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Nè vi dimenticate di portare in dono ai vostri amici, amori e parenti una piccola calavera, a mo di buon augurio, giacchè qui in Messico la Morte è sinonimo di Vita!

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Allora a presto e buon viaggio verso l’aldilà!!!
Firmato il Team di Vitamina Project

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Rocco D'Alessandro

Archeologo, accompagnatore turistico e traduttore, ama leggere e fare sport di ogni genere.

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