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Guatemala

IL MEGLIO DI QUETZALTENANGO: cosa vedere e cosa fare nella “Città della Stella”

QUETZALTENANGO detta XELA

Un poderoso guerriero dal corpo statuario con la gamba sinistra piegata in avanti, a supporto del grande scudo, il braccio destro teso all’indietro a prendere slancio e la mano stretta attorno alla sua arma; in alto il viso fiero e lo sguardo deciso, rivolto all’orizzonte, a monito della sua forza sovrumana. In basso sul piedistallo una targa: “la Patria a Tecun Uman”. È lui il difensore di Xela, l’ultimo principe Maya-Ki’che e gran guerriero. Quetzaltenango ci accoglie così, ermetica, oscura, nebulosa.

Tecun_Uman

C’è poi, in un altro punto della città, la statua di una donna dall’abito ondulato, che ha le mani lungo i fianchi, quasi a sorreggere i drappeggi del suo vestito. I piedi scalzi, sembrano voler mantenersi in equilibrio sulla cima di un piccolo turione.
A rassicurare la sua stabilità, una grande marimba, ovvero uno strumento musicale a percussione simile al pianoforte, che si suona con due bacchette. È questo lo strumento nazionale del Guatemala, mentre quella donna lassù in cima dovrebbe rappresentare una danzatrice che balla al suono dolce di una melodia marimbista.

Monumento-a-la-Marimba-en-Quetzaltenango

I SIMBOLI DI XELA

Sono questa donna ed il guerriero Maya i simboli di una città densa di cultura e storia, che impressiona il visitatore già al suo arrivo.
In effetti, Quetzaltenango, che i suoi abitanti chiamano affettuosamente “Xela”, si distingue dalle altre città del Guatemala, oltre che per le sue dimensioni ( é la seconda città del Paese ) anche e soprattutto per il suo ricco patrimonio: il centro storico in stile neoclassico perfettamente conservato e le bellezze naturali che la circondano le hanno donato una notevole fama, sia tra i guatemaltechi che tra i viaggiatori stranieri.

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La chiesa più antica dell’America Centrale, il sontuoso Teatro Nazionale e l’imponente monumento nella piazza principale giustificherebbero da soli il motivo del vostro arrivo. Ma non contenta, Xela offre anche una vivace vita notturna ed un ricco calendario di eventi culturali. A rendere più accattivante il tutto, i luoghi magici che si trovano tra le montagne circostanti e la presenza poderosa di un grande vulcano. Insomma i presupposti per fermarsi a Quetazaltenango ci sono tutti, anche più di qualche giorno, tante e varie sono le proposte e le attività.

UNA PASSEGGIATA PER XELA, I SITI DI MAGGIOR INTERESSE

  • Il Parque a Centro America si trova nel centro della città, circondato da un notevole complesso architettonico in stile prevalentemente neoclassico. Il Parque, che è tutt’oggi il nucleo della vita sociale e politica della Città, fu realizzato nella sua attuale disposizione nel 1938 dall’Architetto Rafael Perez, il quale riunì in un unico spazio i due giardini precedenti, disposti secondo il classico schema della città coloniale. Di fronte al Parque Central si trova il Pasaje Enriquez, uno storico passaggio che collega l’Avenida 12 all’Avenida 13.

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  • La Cattedrale della Diocesi de Los Altos si trova ad est del Parque Central e comprende le rovine della facciata della parrocchia dello Spirito Santo risalenti al XVI secolo, e la Diocesi de Los Altos, realizzata nel 1898. La Chiesa dello Spirito Santo, tra le prime ad essere fondata a Quetzaltenango, ospita due delle immagini più venerate di Xela: il Divino Justo Juez e la Vergine del Rosario, Patrona della Città.

Catedral_of_Quetzaltenango

  • Il Palazzo Municipale si affaccia direttamente sul Parque Central ed è un gioiello architettonico che non passa inosservato e per dimensioni e per eleganza. La struttura in pietra rievoca esplicitamente lo stile corinzio tipico dell’epoca greco-romana. La sua edificazione cominciò nel 1812, ma la struttura definitiva, così come la vediamo oggi, risale al 1887. Il Palazzo fu utilizzato per vari scopi, funzionando anche come ospedale. Oggi è la sede del municipio e della giunta cittadina.
  • Il Tempio Minerva si trova proprio di fronte al Mercato La Terminal – Estacion de buses. Fu fatto costruire nel 1917, sotto il mandato del Presidente Manuel Estrada Cabrera ( 1898-1920 ), il quale era convinto che per creare le fondamenta culturali del popolo bisognava far nascere nei bambini e nei giovani l’interesse e l’amore per lo studio. Fu un presidente virtuoso, promotore delle scienze e della cultura. Fece costruire nei capoluoghi di regione e nei principali municipi delle repliche del Partenone di Atene, che chiamò Templos Minervas, in onore della civiltà greca, modello di democrazia e di cultura. Questi templi ospitavano ogni anno celebrazioni culturali e premiazioni dei migliori alunni in ambito scolastico e sportivo, chiamate Minervalia, in onore della dea della sapienza, Minerva. Purtroppo oggi la maggior parte di quei templi non è andata distrutta, principalmente dalla furia degli oppositori che li fecero saltare in aria non appena si impossessarono del potere. Furono graziati solo alcuni Templi, tra cui questo di Quetzaltenango.
  • Il Teatro Municipal si affaccia su Avenida 14, fu costruito dal Maestro Agaton Boj tra il 1892 e il 1896 e restaurato in seguito al violento terremoto che colpì la Città nel 1902. È un’importante centro culturale che ospita eventi di carattere musical e letterario. Durante il mese di settembre, Il Teatro ospita i Giochi floreali ispanico-americani, un importante certamen di poesia, romanzi e saggi. Il Teatro, che ha una capienza di 1050 spettatori, rispetta la struttura dei grandi teatri europei. All’esterno, la statua bianca di donna davanti alla facciata, è un’omaggio alla regina indigena Xelaiù.
  • Il Teatro Roma, antecedente al Teatro Municipal ( data 1880 ), si affaccia anch’esso su Avenida 14; era all’epoca uno dei teatri più importanti, frequentato dall’aristocrazia e dall’alta borghesia. Oggi funziona come cinema, e che cinema!
  • Eremita de la Concepcion. Si tratta della prima chiesa di tutto il Centro America. Qui si celebrò la prima cerimonia cattolica in territorio guatemalteco. Fu fondata dai francescani sull’attuale Piazza di San Jacinto, nel 1524. Nonostante abbia una struttura semplice, è considerata un gioiello dell’architettura coloniale, ed ospita al suo interno la Vergine della Concezione, altrimenti definita “la Conquistadora”, proprio per il ruolo che gli fu affidato dai missionari durante i primi movimenti di evangelizzazione dei territori indigeni.

Xela Ermita

DOVE DORMIRE

  • Hostal del Duende Mundo ( 6a calle 15-12, zona 1 ); hotel molto basico ma pulito. Si trova in posizione strategica, a 100 metri dal Parque Central e nelle immediate vicinanze dell’Istituto Cervantes.
  • Hostal No’J ( 15a Avenida A 1-31, zona 1 ); l’ostello si in posizione leggermente defilata rispetto al Parque Central, ma molto vicino al Centro Culturale Casa No’J, che oltre ad interessanti eventi culturali, é anche sede dell’Istituto Italiano di Cultura.
  • Hostal 7 Orejas ( 2a Calle 16-92, zona 1 ). Molto tranquillo accogliente, ambienti curati, molto pulito e confortevole. A 10 minuti a piedi dal Centro Storico.
  • Hotel Modelo (14a Avenida A, 2-31 – zona 1). Bell’hotel di stampo coloniale, ambiente riservato, dotato di tutti i confort; situato in una posizione centrale della Città, a 5 minuti dal Parque Central.

DOVE MANGIARE

  • Restaurante Cylantro Y Perejil ( 13a Avenida 5-46, zona 1 ); ottimo il menù ed abbondanti colazioni, ambiente curato e luminoso. Personale gentile e disponibile. Prezzi un po alti, ma la cucina è di qualità.
  • il Mercato Centrale La Democrazia ( 1a Calle, zona 3) si trova a 10 isolati a nord del Parque Central ed è una opzione molto valida da tenere in considerazione per chi ha voglia di mischiarsi con la popolazione locale. Qui potrete mangiare per pochi Quetzales assieme alla gente del posto. Il servizio non sarà da ristorante, d’accordo, ma l’atmosfera è assolutamente autentica.

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  • Cafè Museo La Luna (8a Avenida 4-11, nelle immediate retrovie del Parque Central). Locale storico ed imperdibile di Xela, qui potrete gustare il delizioso cioccolato guatemalteco. Oltre ad essere caffè, però, La Luna è anche un museo di storia e cultura di Quetzaltenango, dove sono esposte foto, monete, cartoline storiche, oltre a francobolli, armi ed oggetti di artigianato.

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Rocco D'Alessandro

Archeologo, accompagnatore turistico e traduttore, ama leggere e fare sport di ogni genere.

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