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Spagna

GUIDA DI GRANADA, COSA VEDERE E FARE NE “LA CITTA’ DEI GITANI”

UN CALEIDOSCOPIO DI CULTURE

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“Granada
Città del sole e dei fior
Il mio canto è l’ultimo addio
D’un nostalgico cuor!
Canterò
La mia canzon gitana!”

CLAUDIO VILLA – Granada

Granada è una storia da vivere tutta d’un fiato! Una città ricca di spunti, che sorprende ad ogni passo.
D’altronde, camminando tra le sue strade e quartieri, si viaggia attraverso i secoli, sulla scia di popoli leggendari: gli arabi, i gitani ed infine gli spagnoli, in un turbinio di scontri e convivenze forzate, che hanno dato a Granada un’impronta unica in tutta l’Andalusia.
Ci vogliono almeno 3 giorni per visitarla e coglierne gli aspetti salienti, considerando però che mezza giornata dovrà essere spesa necessariamente tra gli ambienti del suo gioiello, l’Alhambra! E allora iniziamo la nostra scoperta del centro città, che presto si rivelerà in tutto il suo fascino!

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AI PIEDI DELLA SIERRA NEVADA

Granada, che oggi è una ridente cittadina di circa 800.000 abitanti, si trova ai piedi della Sierra Nevada, tra due massicci montuosi, in una posizione favorevole.
Sulle colline dell’Albaicin e dell’Alhambra è adagiata la parte storica della città, mentre alle pendici dei rilievi si trova la parte moderna, attraversata dal Rio Darro.
Granada ha origini molto antiche, ma accrebbe la sua fama nell’XI secolo, durante il governo dell’emirato degli Zairiti prima, e degli Almohadi dopo, divenendo un importante centro di studi e di commercio, dal chiaro stile moresco. Poi, la conquista spagnola del 1489 interruppe questo periodo di benessere, e favorì un lungo periodo di crisi e spopolamento. Oggi Granada, oltre ad essere un centro universitario internazionale, vive principalmente di turismo, e anche se la maggior parte della gente viene qui per visitare l’Alhambra, gli spunti culturali e paesaggistici sono molteplici. Noi ci siamo divertiti molto a svelarne l’identità, anche se bisogna dire, occorre pazienza per conoscerla, e soprattutto voglia di camminare e scoprire.

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PASSEGGIANDO PER GRANADA

Passeggiando per Granada si scoprono, infatti, angoli nascosti, quartieri abbarbicati, piazzette riservate, case spagnoleggianti, cattedrali monumentali, e c’è persino un mercato arabo, la Kasbah, che oggi è patrimonio Unesco. Come cantava Claudio Villa nella sua celeberrima canzone, Granada è un tripudio di fiori e colori, che rievocano lamenti nostalgici e richiami d’amore, a ritmo di flamenco, un ballo così travolgente da mandare in trance chi lo balla.

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Il flamenco è infatti un ballo pieno di ardore, di ritmo, che rispecchia la personalità forte e spigolosa dei gitani andalusi, che lo ballavano (e lo ballano tuttora) nelle cuevas, ovvero nelle stanze semicircolari (grotte), scavate nella roccia dei quartieri più arroccati della città, l’Albaicin e il Sacro Monte. Oggi è ancora possibile assistere ad uno spettacolo di flamenco all’interno di queste grotte, ma occorre prenotare almeno una mezza giornata prima (prezzo spettacolo + drink: 25/30 Euro a persona).

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Come detto, la città di Granada si sviluppa su due livelli, uno basso ed uno che più rialzato.
Nella parte bassa, le arterie principali sono Via Colòn, Los Reyes Catolico e Acera del Darro.
La grande Cattedrale con la Cappella Reale e la Madrasa (l’Università Araba) si trova proprio all’intersezione di Colòn e Reyes Catolicos. E’ qui che si concentra anche la maggior parte di negozietti di souvenir e artigianato.
Il flusso di turisti qui è notevole, specie durante la Semana Santa, quando le strade vengono transennate per lasciare spazio alle processioni degli incappucciati. I riti sacri (che oramai hanno perso parte di quel fervore religioso che li caratterizzava) si protraggono per tutta la settimana, fino al venerdì notte, per poi attendere la domenica la resurrezione del Cristo. La Pasqua è un avvenimento molto sentito in tutta l’Andalusia, ma è pur vero che in questa settimana si concentra una moltitudine di turisti esagerata, che impedisce di godere a pieno della città.

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La parte più suggestiva e caratteristica di Granada è chiaramente quella alta, li dove si adagiano i quartieri popolare di Albaicin e Sacromonte. Essendo arroccati, sono un pò scomodi da raggiungere, per via della pendenza delle stradine, ma una volta arrivati su lo spettacolo è garantito, giacchè si gode un’ottima vista di tutta la città.
Piazza San Nicolas con il Mirador è certamente la parte più bella, non a caso è sempre affollata da turisti, malabares, musicisti e artigiani. Da questo balcone naturale si può ammirare l’Alhambra in tutto il suo splendore.

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Inoltrandosi poi tra le vie più interne si scoprono localini suggestivi, piazzette nascoste e case in candida muratura che riflettono al sole il loro candore. Qui vi vivono ancora i gitani, che sono un’etnia molto presente.

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L’Albaicin, ovvero l’antico quartiere arabo, è invece tutelato dall’Unesco quale Patrimonio dell’Umanità, grazie alla sua miriade di stradine e al suo mercato arabo, la Kasbah, che ricorda senza dubbio i mercati di Marakesh, Fez o Istanbul. Qui i negozietti sono gestiti per la quasi totatlità da arabi nord-africani, per tradizione grandi commercianti.

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DA NON PERDERE

Presto vi accorgerete che i giorni che avete stabilito per scoprire Granada saranno sempre pochi! Qui ci sono tante cose da fare, e l’energia che avvolge la città è davvero coinvolgente. Riuniamo di seguito un breve elenco delle cose da non perdere, oltre ai già citati quartieri di Albaicin e Sacromonte:

  • Fondazione Garcia Lorca. E’ questa la casa (oggi museo) del grande poeta spagnolo, dove egli trascorreva le sue vacanza. Scrisse tra queste mura alcune celeberrime poesie, come Nozze di Sangue.
  • Monastero di San Jeronimo. Dall’esterno sembra più una fortezza, che una chiesa, ma basta entrare dentro per percepire una sensazione di tranquillità assoluta. Qui vi vivono ancora le suore di clausura, perciò uno dei due chiostri che compongono la struttura è interdetto al pubblico, ma la restante parte è visitabile ed offre scorci in stile gotico e rinascimentale.
  • Museo Archeologico.
  • Giardino Botanico.

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SUA MAESTA’ L’ALHAMBRA

E poi c’è l’Alhambra, che si distacca dal resto della città quasi a voler rimarcare la sua superiorità, forse il motivo principale per cui Granada è diventata così turistica. In effetti l’Alhambra richiama qui turisti da tutto il mondo e spesso è necessario prenotare l’ingresso con largo anticipo, pena la non ammissione. Per cui se passate per Granada nei periodi di alta stagione, assicuratevi di prenotare on-line il biglietto, onde evitare di incorrere nella tremenda delusione di non poter essere ammessi.

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Al colle dell’Alhambra si accede attraverso Puertas de las Granadas. La prima struttura che si incontra è l’Alcazaba, ovvero la parte più antica della collina: si tratta di una vera e propria fortezza, circondata da torri imponenti.
Il nome di Alhambra deriva dal colore rosso della roccia che circonda la grandiosa struttura, considerata uno dei migliori esempi di città araba fortificata giunti sino a noi. Il Complesso è organizzato in due parti:
i Palacios Nazariès di fronte a cui si trova il Palacio del Generalife (in arabo “giardino degli architetti”), ed il palazzo di Carlo V, che decise di vivere nell’Alhambra facendovi appunto erigere una sontuosa residenza.

ATTENZIONE: La visita nei Palazzi Nazaries, dove si trova anche il celeberrimo Patio de los leones (nella foto), non è come nel resto del monumento, ma si deve fare entro la mezz’ora indicata sul biglietto. Solamente 300 persone possono entrare ogni mezza ora, e se non si arriva in tempo, si perderà il diritto della visita di questa parte.
Per maggiori info su orari e prezzi, clicca qui.

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ED INFINE….

Concedetevi un bel panino con jamon serrano, il tipico prosciutto spagnolo che si scioglie letteralmente in bocca!

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Oppure provate las tapas granadinas (antipasti e stuzzichini) che a detta dei nostri amici che vivono a Granada, sono le migliori di tutta la Spagna. Ed a proposito dei nostri amici, vi segnaliamo anche un locale che loro amano particolarmente e che mi hanno fatto scoprire l’ultima volta che ci siamo visti: The Bohemian Jazz, un localino molto suggestivo, che si affaccia sulla piazzetta de lobos, dove gustare una birra artigianale e discorrere in tutta serenità di viaggi passati, presenti e futuri! 😉

Rocco D'Alessandro

Archeologo, accompagnatore turistico e traduttore, ama leggere e fare sport di ogni genere.

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