Baja California Giulia Magg
Messico

Guida dettagliata della Baja California del Sur

Sognando la California… messicanapaesaggi-baja-california-01

“Giganteschi denti di granito, pianure trapunte di cactus,
baie dove fanno le capriole le balene grigie.
Una terra bella e impossibile dove avventurieri, missionari e speculatori
hanno cercato di realizzare i loro sogni, 
sempre sconfitti da una natura prepotente e inospitale.”

Il blu profondo del Mar di Cortes con le sue storie di pirati e cercatori d’oro, le graziose missioni gesuitiche che spuntano da oasi che sembrano miraggi; e poi il deserto del Vizcaino, la Catena montuosa della Giganta, i cactus alti anche 15 metri, qualche paesino ad interrompere la monotonia del paesaggio, i canyon e le insenature di acqua turchese, c’è davvero di tutto in Baja California, una striscia di terra, che da Tijuana (per approfondire Tijuana clicca qui) si protrae verso sud per oltre 1600 km, correndo parallela alla costa pacifica del Messico.
Vale davvero la pena conoscere questo angolo sperduto e desolato, dove il sole e la solitudine la fanno da padroni. Un universo a se stante, molto diverso dal Messico continentale per paesaggio e stile di vita.

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C’è solo una strada che da Tijuana corre fino a los Cabos, è la Federal Mexico 1, la spina dorsale della penisola.
I trasporti pubblici scarseggiano, anzi in alcuni tratti non passano proprio, e allora il miglior modo (e forse l’unico) per conoscere la Baja California è la macchina, che si può noleggiare nelle città principali: Cabo San Lucas, La Paz e Loreto, che sono anche i centri collegati via aereo con DF- Città del Messico (costo medio noleggio macchina per 7 giorni: 4500 pesos)

Paura e delirio a…Los Cabos

Un titolo del genere non è per fare scalpore, ma è perchè crediamo che renda davvero l’idea di quello che succede a Cabo San Lucas, un parco divertimenti per turisti stranieri, principalmente statunitensi, che qui giungono per passare la loro folle vacanza tra night club, casinò e quant’altro, trascurando spesso e volentieri la vera essenza della Baja. I verdi campi da golf stridono in un ambiente che è tradizionalmente desertico e con risorse idriche limitate.
I centri commerciali e negozi di qualsiasi genere spopolano, persino los Arcos, i faraglioni simbolo di Cabo San Lucas, hanno perso tutto il loro fascino, oscurati da resort e grandi hotel (un tour di 45 minuti in barca per fotografare los Arcos costa mediamente tra i 100 e i 150 pesos messicani). E allora via…a tutta birra, verso la vera Baja!!!

P.S: San Jose del Cabo si trova ad appena 20 minuti in macchina da Cabo San Lucas, ed è una grande città senza particolari attrazioni, dove vivono per lo più messicani.

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Mappa della Baja California del Sur

Un primo accenno di Baja: Todos Santos

Lasciataci alle spalle la movida de los Cabos, il primo paesino che incontriamo è Todos Santos, un’oasi in verità molto turistica, che si trova sul versante pacifico a 72 km da Cabo San Lucas e 82 da La Paz.
Questo grazioso paesino, che vanta peraltro il titolo di Pueblo Magico, ha saputo rinnovarsi nel corso degli ultimi anni, divenendo un punto di riferimento per turisti ricchi e facoltosi, e mantenendo un’atmosfera accogliente e rilassata.
Le molte gallerie d’arte e le belle spiagge sono un richiamo per i turisti statunitensi che vogliano prendere le distanze dalla follia di Cabo San Lucas. Tuttavia, non si percepisce ancora la vera atmosfera che caratterizza la Baja. perciò proseguiamo!

Il Parco Nazionale di Cabo Pulmo

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Volevate la vera Baja? Vi accontentiamo subito, consigliandovi di andare in uno dei luoghi più vergini dell’intera penisola: stiamo parlando di Cabo Pulmo, un parco nazionale-riserva marina che si trova ad appena 1 ora e mezza da San Jose del Cabo, dal versante del Mar di Cortes, in un tratto di costa totalmente selvaggio, dove non ci sono strade asfaltate e dove sopravvivono solo i più temerari.
Cabo Pulmo è raggiungibile solo con mezzo privato e le poche posadas che spuntano tra una brughiera e l’altra sono ai minimi livelli. Servizi basici, in compenso però sono in grado di regalarvi un paesaggio da sogno: stradine sabbiose che lambiscono la costa, perdendosi nella solitudine di una natura apparentemente ostile, un sole fiero ed un mare bellissimo. In queste baie, protette dalle forti correnti del Pacifico si rifugiano le Balene, che tra gennaio ed Aprile passano di qui.
Playa Arbolitos, La Sirenita e Los Frailes sono i punti più suggestivi della costa, raggiungibile direttamente in macchina, e dove è anche possibile accampare.
La tenda rimane la soluzione più economica, perchè dato l’isolamento, passare una notte in posada costa tra i 500 e i 900 pesos. Siamo però nel regno delle correnti e il vento è molto forte!

Il Regno delle Balene

Cabo Pulmo non è l’unico punto dove passano le balene. Anche Bahia Magdalena, raggiungibile da Loreto, la laguna di San Ignazio, a 61 Km da San Ignacio, la laguna Ojo de Liebre, nei pressi di Guerrero Negro, sono altri punti importanti di riproduzione delle balene grigie. 4 mesi all’anno, da Gennaio ad Aprile, circa 17000 mila cetacei passano da queste parti. Arrivano dalle fredde acque del Mar di Bering e, dopo un viaggio di quasi 6000 km, si fermano nelle acque calde della Baja per portare a termine la gravidanza.

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Sanno che qui possono stare al sicuro, perchè sono tutelate e protette. In realtà non è stato sempre così, perchè fino al 1938 queste erano zone di mattanza di balene, poi un accordo internazionale salvò dall’estinzione questi giganti del mare. Vedere una balena è davvero emozionante, ed il miglior modo per farlo è con una lancia (panga) di pescatori locali. Il tour costa mediamente 50 USD a persona e dura circa 2h, e durante il periodo giusto, avvistare le Balene è assicurato.

La Paz, la porta d’entrata del Mar di Cortés

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“Il mare, una volta lanciato il suo incantesimo,
ti terrà per sempre nella sua aurea di meraviglia.”
JACQUES COUSTOEAU

La Paz è una città dinamica, che vive di pesca e turismo. Grazie alla sua posizione strategica, è un punto di riferimento per i paesini “circostanti”. Siamo a 154 km da Cabo San Lucas, ad 81 km da Todos Santos.
La Paz, oltre ad essere il porto principale del Golfo della California, è considerata la porta d’entrata del Mar di Cortés. Voli giornalieri arrivano qui da Città del Messico e da Guadalajara, mentre i traghetti della Baja Ferries effettuano servizio passeggeri 3 volte alla settimana, ma confrontando prezzo-tempo impiegato è meglio andare in aereo.
A La Paz è possibile incontrare bei negozi, graziose posadas, hotel, ristorantini di pesce e non solo.
Particolarmente vivace è la zona del Malecòn, ovvero del lungo mare, che coincide anche con il centro storico.
Spiagge di sabbia bianca e acqua cristallina, e piccole insenature naturali riempiono lo spirito ed allietano gli occhi di chi le vive. Quasi tutte raggiungibili esclusivamente con mezzo proprio, spiccano per bellezza quelle di Tecolote ed El Coyote, rispettiavemente a 23 e 27 km dal lungomare di La Paz. Mentre da Pichilingue e Balandra (mare permettendo) ci si imbarca per l’sola di Espiritu Santu che, totalmente disabitata, regala tratti di mare azzurro e spiagge selvagge davvero indimenticabili (l’escursione costa 750 pesos a persona e dura 4/5 ore, pranzo e snorkeling inclusi).
Insomma La Paz è il punto ideale dove arrivare e da dove partire per la scoperta della Baja.

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Loreto, da dove tutto cominciò

Superate Ciudad Costitucion (si trova 145 km più a sud) e Ciudad Insurgentes (120 km) che, comparendo all’improvviso ai lati della Mexico 1, sono essenzialmente due città di passaggio, giungiamo a Loreto, un tempo missione gesuitica, oggi vivace centro turistico e Pueblo Magico. Siamo nel cuore della Baja California (a 192 km a sud di Santa Rosalia), ormai lontani 508 km dal delirio di Cabo San Lucas. Da questa piccola oasi nel deserto, partì Juan Maria Salvatierra alla conquista della penisola. Padre Juan era un gesuita testardo che fondò proprio qui a Loreto la prima missione in terra californiana, iniziativa che gli valse la nomina di “Capital Historica della California”, come si legge all’entrata del paesino. E tale rimase fino al 1829, quando fu distrutta da un portentoso uragano.

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Qui giungevano perciò peones e gringos per iniziare la loro personale corsa all’oro, che poi si rivelava nella maggior parte dei casi vana.
Oggi, ad attirare l’attenzione dei viaggiatori che passano di qui, oltre alla piacevole atmosfera di paesino abituato al turismo, sono le isolette che spuntano come funghetti in mezzo alle acque azzurre del Mar di Cortez, proprio di fronte alla costa.
Dalla più lontana Isla Santa Catalina, alla più “grande” Isla del Carmen, alla più piccola e suggestiva Isla Coronado, dove è possibile fare snorkeling, diving e assistere al passaggio di balene e delfini.

Verso Santa Rosalia…

Il tratto di strada che da Loreto porta a Santa Rosalia è forse il più scenografico e spettacolare di tutta la Baja. La Mexico 1 si inerpica tra irte formazioni rocciose e pendii scoscesi, che degradano bruscamente sul tratto costiero, per gran parte inospitale e selvaggio. Qui il vento soffia con insistenza, e i panorami a picco sul mare mettono i brividi per bellezza e pendenza. Poi, ad un tratto, protette dalle montagne, si aprono alla vista le paradisiache baie di Mulegè e Bahia Concepcion, tanto belle quanto desolate.

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Considerazione doverosa: durante la stagione delle piogge (tra novembre e marzo) l’acqua s’incanala lungo le strade e il terreno friabile favorisce il verificarsi di frane e di voragini. La Mexico 1 che è di per se molto stretta, a due sole corsie, diventa in questi casi impraticabile con una semplice utilitaria. Perciò prediligiete la bella stagione per viaggiare in macchina in Baja (Maggio-Ottobre).
Superato questo tratto pieno di curve e sali-scendi, si arriva a Santa Rosalia ed il paesaggio cambia totalmente.
Santa Rosalia si trova a ridosso di una zona mineraria, ed il primo a sfruttarne le risorse fu il dittatore Porfirio Diaz, che nel 1885 chiamò una società francese, la Bolero, per sfruttare le miniere di rame. Fu realizzata una città-satellite che ospitava operai e minatori, e le case furono costruite secondo lo stile francese, basse e in legno colorato. La loro struttura è rimasta invariata nel tempo, regalando a Santa Rosalia una fisionomia particolare, piuttosto pittoresca. A rendere ancora più suggestiva questa cittadina, una scultura in ferro davvero anomala: si tratta di una chiesa, opera dell’arch. francese Gustave Eiffel (si proprio lui!), inviata a pezzi direttamente dalla Francia. Una storia strana che ne fa oggi un simbolo indiscusso di Santa Rosalia, una Cattedrale nel Deserto, è proprio il caso di dirlo!

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San Ignacio e Guerrero Negro

Lasciata Santa Rosalia, ci spingiamo sempre più a nord, e dopo un’ora e mezza di macchina giungiamo a San Ignacio, che si trova esattamente a metà strada con Guerrero Negro. La missione di San Ignacio emerge da un’oasi lussureggiante di palme da dattero. Furono i gesuiti a fondare la missione nel lontano 1728, gli stessi che edificarono la grande chiesa che domina la piazza centrale del paesino. E’ bello fermarsi a San Ignacio, avendo tempo anche più di una notte (si può anche accampare), perchè da qui si parte per le escursioni alle pitture rupestri di Santa Marta e San Francisco de la Sierra, oltre ovviamente alle spedizioni per vedere la balena (Laguna di S.Ignacio, i tour costano 750 pesos a persona).

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Altre due ore di macchina e ariviamo in un posto così remoto, che ci sembra di essere ai confini della terra. Le strade sono bianche e polverose, e il sole acceca. Qualche casa qui e li ed ostelli disseminati lungo la via principale. Siamo a Guerrero Negro, esattamente alla metà della Baja California, un posto desolato e accecante, che si riempie di turisti nel periodo in cui passano le Balene (Gennaio-Aprile). La laguna Ojo de Liebre è uno dei punti prediletti dai grandi cetacei per portare a termine la gestazione. Le enormi saline si trovano, invece, alla fine di Guerrero Negro e sono visitabili gratuitamente.
Dopo Guerrero Negro inizia la Baja California del Nord e prima di arrivare ad Ensenada occorrono ancora 8 ore e mezza di macchina.
Viaggiare in Baja California non è facile, ne scontato, il caldo, le strade strette e precarie, eppure a nostro avviso rimane uno dei luoghi più belli mai visti nella nostra vita!

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Rocco D'Alessandro

Archeologo, accompagnatore turistico e traduttore, ama leggere e fare sport di ogni genere.

4 thoughts on “Guida dettagliata della Baja California del Sur

    1. Rocco D'AlessandroRocco D'Alessandro Post author Reply

      Ciao Micol, in Baja California ci sono appositi posti di blocco che non si possono evitare, ma di solito è un controllo formale. Cnq si è molto probabile che uno straniero venga perquisito, ma se non porta nulla di strano con se, non ha di che preoccuparsi. Piuttosto in questi casi è meglio seguire con gli occhi tutti i movimenti dei militari, ho sentito casi in cui gli stessi gendarmi inserivano volontariamente della droga in macchina del perquisito, per poi accusare. Lo fanno per ricevere del denaro. Ma per si tratta di dinamiche non riscontrate personalmente, a noi ci è sempre andato tutto bene nonostante controlli vari.

    1. Rocco D'AlessandroRocco D'Alessandro Post author Reply

      Ciao Andrea, grazie per i complimenti. Nello specifico no, ma sia in centro a La Paz,che all’areoporto de Los Cabos trovi diversi autonoleggi, poi vai li e scegli l’opzione a te più congeniale. Noi avevamo scelto herts, per esempio.

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