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Giappone

GIAPPONE TRA STORIA E TRADIZIONE: HIROSHIMA E MIYAJIMA

LA BOMBA CHE CAMBIO’ LA STORIA

Ci siamo già immersi per 4 giorni tra le maglie fitte del Giappone Classico, visitando Kyoto ed il suo prezioso patrimonio artistico e architettonico, ora però è arrivato il momento di continuare il nostro viaggio, e di fare un salto nella storia più recente, quella tragica di Hiroshima, per poi tornare a sognare i luoghi incantati dell’Isola sacra di Miyajima.
Si tratta di due luoghi molto diversi tra loro, ma entrambi estremamente interessanti, dei quali abbiamo deciso di parlarvi in un unico articolo, approfittando della loro contiguità geografica. L’isola di Miyajima, infatti, si raggiunge facilmente dal porto di Hiroshima, prendendo un traghetto che in dieci minuti vi porterà a destinazione, alla scoperta dell‘antico santuario di Itsukushima, passeggiando tra cervi e…turisti!

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HIROSHIMA OGGI

Quel 6 agosto del 1945 è così lontano, da sembrare solo l’eco di una brutta leggenda tramandata dai nonni per impaurire i bambini più cattivi. Eppure quando l’areonautica militare statunitense sganciò quel maledetto ordigno sull’ignara città di Hiroshima, alle 8.15 di una mattina qualsiasi di fine guerra, la Storia cambiò per sempre. Da quel momento cominciò a serpeggiare nelle nostre coscienze la convinzione di appartenere ad una specie tanto geniale, quanto letale, l’uomo!

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Oggi Hiroshima è una città cosmopolita, che porta con dignità le tracce di quel drammatico passato, regalando al viaggiatore che passa di qui una strana sensazione di quiete dopo una mostruosa tempesta. Tutto è tornato a vivere con naturalezza e la pace sembra di nuovo prosperare.

L’attuale assetto urbanistico di Hiroshima, però, composto da grattacieli e strutture all’avanguardia, non ha affatto dimenticato ciò che lo portò alla distruzione, convivendo consapevolmente con i luoghi della tragedia nucleare.
Lì dove cadde la bomba atomica, in quell’epicentro fatale, c’è un bellissimo parco cittadino, reso ancor più ameno dallo scorrere delle placide acque del fiume Kyobashi-gawa. Si passeggia piacevolmente in quest’oasi di verde, ma quando si passa all’ombra dell’unica struttura che resistette all’esplosione, un tempo sede della Fiera commerciale di Hiroshima, ed oggi Memoriale della Pace, un brivido ti percorre tutto il corpo ed il sangue ristagna nelle vene. Quest’edificio, chiamato anche Cupola della Bomba Atomica, è sicuramente il simbolo più toccante della devastazione di Hiroshima, per questo dichiarato nel 1996 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.  

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Ma l’attenzione turistica è tutta puntata sul Museo della Pace di Hiroshima (ingresso: 50 yen; orari 8.30-17.00; ad agosto fino alle 19.00), ricco di oggetti, foto e filmati del prima e dopo della bomba. Di fronte al museo si trovano poi il Cenotafio per le vittime della bomba atomica e la fiamma perpetua che arderà fino a quando non ci sarà nessuna bomba atomica sul pianeta!

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INFO UTILI: Hiroshima si trova lungo l’asse Tokyo-Osaka-Hakata, raggiungibile in treno veloce Shinkansen. Occhio però, perchè se arrivate da Tokyo o da Kyoto potreste dover cambiare a Osaka o Okayama.

L’ISOLA SACRA DI MIYAJIMA

Passare per Hiroshima non vuol dire solo rivivere i momenti drammatici che sconvolsero il mondo in seguito allo scoppio della bomba atomica, ma è anche un occasione per conoscere il Giappone più tradizionale, legato alle sue antiche religioni e tradizioni.
In quest’ottica diventa fondamentale, perciò, una visita all’Isola sacra di Miyajima, oggi una delle principali attrattive turistiche del Paese. Ci si imbarca, come già detto, dal porto di Hiroshima, e durante la breve navigazione non sfuggirà alla vista il gigantesco torii (portale d’ingresso shintoista) rosso vermiglio che durante l’alta marea sembra spuntare dalle profondità del mare, come un guardiano divino. Viceversa, in caso di bassa mare, lo si ammirerà in tutta la sua imponenza, mentre poggia su se stesso, ben ancorato nella sabbia.

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Miyajima si può visitare in giornata, giacchè è una piccola isola, le cui principali attrazioni si concentrano nella zona immediatamente a ridosso dell’imbarcadero. Una volta usciti dal terminal dei traghetti, verrete accolti da ospiti piuttosto curiosi, quei cervi tanto cari ai giapponesi, perchè considerati sacri sia nei templi shintoisti che buddisti (In Giappone, Shintoismo e Buddismo convivono pacificamente, e nel tempo sono arrivati a formare un interessante sincretismo religioso).

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L’elemento più importante dell’Isola è appunto il santuario shintoista di Itsukushima-jinja, fondato addirittura alla fine del VI secolo, anche se la struttura attuale risale al XII secolo. Luogo sacro per eccellenza, un tempo il santuario era interdetto alla gente comune, e su tutta l’sola non “era possibile” nè nascere, nè morire, motivo per cui non vi erano (e non vi sono) nè ospedali, nè cimiteri.
Oggi, il santuario viene invaso sistematicamente da migliaia di turisti, che una volta giunti sull’isola, mirano ad attraversare il torii, a mo di benedizione, e non importa che ci sia bassa o alta marea. Inoltre, durante le domeniche della bella stagione non è raro assistere ad un tipico matrimonio shintoista, una cerimonia molto interessante che segue un codice ben preciso, sia per quanto riguarda lo svolgimento della funzione, che per i costumi degli sposi e dei funzionari religiosi.

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Buon viaggio e per approfondimenti restiamo a disposizione.
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Vostri GIULIA & ROCCO

Rocco D'Alessandro

Archeologo, accompagnatore turistico e traduttore, ama leggere e fare sport di ogni genere.

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