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Cambogia non convenzionale: Guida ai luoghi più interessanti e meno conosciuti

L’Altra Cambogia

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“Il Viaggiatore autentico è sempre un vagabondo,
con le gioie, le sofferenze ed il senso di avventura del vagabondo.
O viaggiare è un vagabondare, o non è affatto viaggiare.”

(L’importanza di vivere – LIN YU-T’AANG)

L’abbiamo conosciuta attraverso i grandiosi Templi di Angkor, la capitale coloniale Phenom Phen, il lago Tonle Sap e le spiagge bianche del sud, è questa la Cambogia di cui si parla di solito, quella più nota e turistica, quella delle vetrine e dei grandi Hotel. Eppure, questa, non è l’unica Cambogia!
Noi ne abbiamo scoperta un’altra, alternativa, molto più originale ed ancora lontana dai condizionamenti occidentali.
Stiamo parlando di una parte di Paese dove resistono le minoranze etniche, dove di turisti se ne incontrano ancora pochi; stiamo parlando di una terra remota, dominata ancora da foreste, dove vivono elefanti (ancora pochi!). Da queste parti il traffico della capitale non si sa neanche cosa sia, e la sera, al calar del sole tutto tace, si ritira in attesa del nuovo dì.
Ed allora seguiteci, l’altra Cambogia ci aspetta!

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Ad est della capitale: Kompong Cham

Ci lasciamo alle spalle Phenom Phen e ce ne andiamo verso est, appena 160 km (in minivan da 7 USD a persona) e giungiamo a Kompong Cham, capoluogo dell’omonima provincia. Una città brutta in se per se, non piccolissima (50.000 ab.) e disordinata, ma con un’anima. Il suo punto forte è la lunga Promenade che guarda al Mekong, il cui eco leggendario risuona nelle orecchie di ogni viaggiatore. A proposito, oggi è cambiato un pò tutto, il Paese si è modernizzato, e sono state costruite nuove strade, così che il fiume non è più la principale via di trasporto. Sarà perciò difficile risalire il corso del fiume, a meno che non affittiate un’imbarcazione per un tour privato (per nulla economico!). Comunque, la maggior parte delle Guest House e degli Hotel si affaccia proprio sul lungo fiume, che per la verità riserva un’atmosfera piacevole e rilassata.
Ma Kompong Cham è interessante principalmente per il suo patrimonio artistico-archeologico. Noleggiando una bicicletta (2 USD intera giornata), o un motorino (5 USD), si può raggiungere facilmente il Tempio Buddista di Wat Nokor, che si trova 1 km fuori dal centro, le cui rovine risalenti al XIII sec. ed ancora in buono stato di conservazione, primeggiano in un’oasi di pace e spiritualità. La grande struttura in pietra scura, conserva al suo interno statue di Gopura e fregi di pregevole fattura, mentre fedeli e bonzi si ritrovano sotto gli affreschi della pagoda centrale per pregare e meditare.

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Ma Wat Nokor non è l’unico luogo d’interesse, perchè ad appena 5 km dal centro si trova il grande Tempio di Vat Hanchey, le cui biancheggianti stupe primeggiano sull’alto della collina sulla quale si trova l’edificio. E’ questo un grande luogo di culto dove convivono bonzi, fedeli e…scimmie, tutti in nome dell’armonia professata dal Budda. Proprio sulla salita che conduce all’ingresso del tempio, girando a destra poco prima dell’entrata, incontrerete un Buddha dorato e dormiente che con la sua sapienza infonde pace a tutto il circondario.

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Mondolkiri, l’essenza più esotica della Cambogia

Una volta lasciata Kompong Cham, spingendosi ulteriormente verso est, si entra in quella parte di Cambogia ancora poco conosciuta (perchè difficilmente raggiungibile) al grande pubblico. Ci vogliono, infatti, ben 6 ore di mini-van (10 USD a persona) per percorrere 270 km, e per arrivare a SenMonorom, capoluogo della provincia di Mondolkiri.
Il viaggio non è affatto semplice, e per nulla comodo, caldo opprimente e strade sterrate, ed una volta arrivati a destinazione, probabilmente vi verrà da chiedervi dove cavolo siate finiti.

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Ma non fermatevi alle apparenze, perchè vi renderete presto conto di aver trovato un luogo davvero prezioso.
Sen Monorom si trova a 900 m s.l.m, ed il suo nome, in lingua Khmer significa “unione delle montagne”; basta uscire dal centro cittadino per capirne il senso. Qui vivono i Khmer di Montagna, che l’isolamento geografico ha preservato dalla colonizzazione, permettendo loro di mantenere ancenstrali tradizioni. Visitare i villaggi di Putang, e Poulong, dislocati a meno di 10 km dal centro cittadino e facilmente raggiungibili in motorino (nolo 6 USD al giorno), significa entrare in contatto con un mondo davvero suggestivo, quasi tribale, dove ci si rivolge agli spiriti della Giungla, del Riso e del Villaggio, dove si pratica ancora il sacrificio rituale del bufalo, e dove l’ospitalità è considerato un valore sacro.

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Ma ad affascinare il viaggiatore che giunge in questi lembi di terra isolati, oltre alla gentilezza delle genti, è la generosità della natura. Tutta l’area circostante, dominata dalle uniche foreste vergini rimaste, è un santuario naturale, dove è possibile incontrare ancora gli Elefanti.
Per la verità, quello degli elefanti è un tema dibattuto, giacchè le agenzie del luogo danno la possibilità di salire sul loro dorso, anche se i programmi ufficiali di tutela e protezione lo sconsigliano vivamente. A tal proposito noi vi consigliamo di entrare in contatto con Mondulkiri Sanctuary, una onlus inglese che si occupa di proteggere questi giganti buoni, dando la possibilità di fare dei brevi periodi di volontariato.

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In tutti i casi il Trekking all’interno della foresta è un’esperienza da non perdere, sia per conoscere l’ecosistema locale, sia perchè i pacchetti offerti qui (full day, 20 km, no elefanti: 20 USD) costano meno di quelli proposti a Ban Lung/Ratanakiri.

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Infine, non perdete il doppio salto delle cascate di Bu Sra, situate a circa 35 km ad est di SenMonorom, che offrono al viaggiatore uno dei più selvaggi e spettacolari scenari naturali di tutta la Cambogia.

“Qui sembra di essere persi o fermi nel tempo, e le differenze di lingue e culture
ampliano la distanza tra il viaggiatore e i locali. Spesso l’unica via per comunicare è il sorriso.”

Ratanakiri, il Nord-est sconosciuto

In quasi tre ore (in mini-van, 8 USD per persona), percorrendo la direttrice che conduce verso nord, si giunge a Ban Lung, campoluogo della regione di Rattanakiri, che in lingua Khmer significa “Monti delle gemme”. Siamo in un territorio remoto e montagnoso, che nasconde tesori preziosi. Anche in questo caso la città non è ne bella nè ordinata, ma particolarmente interessante è il caotico mercato cittadino, dov’è possibile trovare qualsiasi tipo di spezia, di frutta, di carne e di pesce, il tutto esposto, naturalmente, seguendo norme igieniche “non europee”.

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Inoltre negli immediati pressi del centro cittadino, si trovano una serie di cascate, non particolarmente interessanti. Ciò che invece risulta interessante è Boueng Yaek Leom, un lago di origine vulcanica, completamente circondato da foresta vergine. Si tratta di una nota località balneare, ma il colpo d’occhio è suggestivo. E’ pessibile percorrere camminando l’intera circonferenza del lago.

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Il mezzo consigliato per muoversi in maggior autonomia (ed economia) è anche in questo caso il motorino. Noleggiandone uno per pochi dollari al giorno, potrete partire alla volta di qualsiasi destinazione. Il discorso cambia durante la stagione delle piogge (aprile-ottobre), quando le strade diventano praticamente impraticabili.
Oltre all’escursione nella giungla (25 USD al giorno per persona), ne proponiamo una davvero originale, alla scoperta delle miniere di gemme semi-preziose e di zirconi. Le miniere si trovano a 35 km da Ban Lung, verso il confine con il Vietnam, poco prima di arrivare alla città di Borkeo. Le miniere non sono ben visibili, nè facilmente individuabili dalla strada principale, ma provate a chiedere, perchè la visita risulterà molto interessante: si tratta di gallerie verticali, a cielo aperto, profonde oltre 10 metri, dove i minatori si calano attaccati ad una cima, per poi risalire con secchi pieni di terra. La speranza è quella di incontrare, tra le maglie del setaccio, gemme o zirconi. Tutt’intorno, piantagioni di alberi della gomma!

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Insomma, di cose da fare qui a Ban Lung ce ne sono molte, non ultima la visita del villaggio cinese sulla riva settentrionale del fiume Veun Sai (30 km da Ban Lung). Risalendo in piroga il corso del fiume si raggiungono i cimiteri dell’etniaTom Poun, interessanti per la loro insolita statuaria in legno.

Sulla Via del Laos

Da Ban Lung si può proseguire verso il Laos o si può decidere di andare verso occidente, ovvero verso la Cambogia più conosciuta, ma in tutti i casi si dovrà passare per la cittadina di Stung Treng, punto di passaggio obbligato per proseguire in ogni direzione, molteplici sono le possibilità e gli spunti, ad esempio potremmo raccontarvi di quando ci siamo ritrovati nel remoto villaggio di Kampong Sra Lau, senza un posto dove dormire e con la sensazione di essere lontano da tutto e tutti, ma questa è già un’altra storia…

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Rocco D'Alessandro

Archeologo, accompagnatore turistico e traduttore, ama leggere e fare sport di ogni genere.

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