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Argentina

ARGENTINA DEL NORD: SALTA & DINTORNI

SALTA, TRA INCANTI COLONIALI E MONTAGNE COLORATE

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Il nostro destino di viaggiatori è intimamente connesso con  Salta. Lì cominciò la nostra prima esplorazione dell’America del Sud, lì vive una nostra cara, ma che dico, carissima amica, Noelia, con la sua splendida famiglia, motivo per cui siamo praticamente di casa. Sono passati circa due anni da quando abbiamo messo piede in città per la prima volta, ma il ricordo di quell’incontro, seguito poi da altre sortite, desta ancora nel nostro cuore una grande emozione. La bellezza di Salta, però, non è filtrata solamente dai nostri affetti, anzi, essa si presenta al viaggiatore con una veste di eleganza oggettiva.

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Non a caso, Salta è considerata una delle città più belle d’Argentina, per il suo patrimonio storico e coloniale, e per la sua alta qualità di vita. E’ una città di medie dimensioni (450.000 abitanti), dal ritmo di vita rilassato e piacevole. I Saltenos, ovvero gli abitanti di Salta, sono sempre cordiali ed accoglienti, e tutto sembra fluire verso la consapevolezza di vivere in una realtà privilegiata. 
Di cose da vedere ce ne sono, e molte, sia in città, che nei dintorni. La prima volta passammo qui circa una settimana, e ricordo che di  tempo libero ne avemmo ben poco. Chiunque passa di qui non può che ripartire con la sensazione di aver scoperto qualcosa di veramente interessante. Ma cosa si può vedere a Salta? E soprattutto cosa si può fare nei dintorni? 

SALTA ED IL SUO CENTRO STORICO

Salta si trova nella Valle del Lerma, ad un’altitudine di 1152 metri, la sua struttura urbanistica a reticolato la rende ordinata e facile da girare. Il Centro storico in particolare è molto bello e si apprezza volentieri muovendosi a piedi. Le attrazioni principali sono essenzialmente di carattere coloniale, e riguardano il ricco patrimonio della chiesa. Di seguito:

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  • La Cattedrale, sfarzosa, realizzata in nome della Virgen del Milagro, e si trova nella piazza pincipale, Plaza 9 de Julio, sul versante opposto al Cabildo, il palazzo comunale. Il suo colore rosa pastello la rende forse un pò pacchiana, ma gli interni in stile barocco confermano l’importanza del santuario. E di sera, illuminata, è uno spettacolo. L’edificio che vediamo oggi risale alla fine dell’800, quando fu ricostruito in seguito al violento terremoto del 1856.
  • La Chiesa di San Francesco, appartenente all’ordine dei francescani, è sicuramente una delle attrazioni principali della città. Nominata monumento nazionale nel 1941, si trova all’intersezione tra calle Caseros e Cordoba, a poche centinaia di metri dalla piazza principale, ed il suo stile combina influenze spagnole ed italiane, mentre i toni accesi degli esterni sottilineano l’eccentricità dello stile barocco.
  • Il Convento di San Bernardo è un grande edificio in stile coloniale, tra i più antichi della città risalente al XVI secolo. Utilizzato inizialmente come ospedale, la struttura fu spazzata via dal violento terremoto del 1692. Solo dopo fu adibito a convento, uso che tuttora lo caratterizza. Per la precisione ci vivono le monache di clausura, motivo per cui non è visitabile, a parte in determinati orari. Di incredibile bellezza la porta principale che introduce al convento, intagliata a mano su legno di carrubo da artigiani locali, l’opera risale al 1762.

Ma le attrazioni di Salta non si limitano all’ambito religioso. Imperdibile la salita sul Cerro San Bernardo, che si trova ad un’altezza di 300 metri superiore a quella della città (1400 m). E’ possibile raggiungere la sommità del Cerro in macchina, o ancor meglio camminando. Sulla cima si trova poi una cabinovia che permette di osservare tutta la città da una prospettiva privilegiata.

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Molto interessante anche il Museo Archeologico di Alta Montagna (MAAM), dedicato all’eccezionale scoperta avvenuta nel 1999, in seguito ad una spedizione finanziata dal National Geographic, quando un’equipe di scienziati e archeologi rinvenne sulle pendici del Vulcano Llullaillaco, a 6700 metri d’altitudine, dei corpi di bambini (“Los niños de lo Llullaillaco”) perfettamente conservati. Erano stati prima drogati e poi sepolti vivi, in stato di semi-incoscienza, come sacrificio da fare agli dei. Si trattava di un rituale inca per ingraziarsi le forze della natura. Le mummie, tre, risalgono al XV secolo e sono perfettamente conservate. Vengono mostrate al visitatore in alternanza, al ritmo di una musica inca, che apre le porte di un’esperienza emotiva forte ed impattante.

FOLKLORE E CIBO TIPICO

Salta non è solo da visitare, ma anche da gustare, nel senso che è assolutamente consigliato sperimeentar la ricca gastronomia locale, a base di mais, patate, carne, quinoa e verdura. Se volete trascorrere per esempio una serata avvolti nei colori e melodie del folklore locale, potete andare a La Casona del Molino. Si tratta di una Peña Folklorica, ovvero un luogo tipico dove si condividono canzoni  e piatti della tradizione salteña. Un’ambiente familiare e soprattutto originale, dove degustare ad esempio le ricchissime empanadas salteñas, oppure le zuppe locali a base di zucca, patate e carne (locro).

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I DINTORNI DI SALTA

Ma lasciamo il bellissimo centro storico e andiamo alla scoperta dell‘affascinante regione salteña. Affittando una macchina sarà più semplice e comodo raggiungere le località di cui vogliamo parlarvi, veramente suggestive da un punto di vista naturalistico e paesaggistico. Canyons, montagne colorate, gole profonde ed ettari e ettari di vigneti. Nei dintorni di Salta scoprirete paesaggi unici e memorabili.

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  • Iniziamo da Alemanìa, che si trova a circa 100 km da Salta, sulla strada per Cafayate. Si tratta di un Pueblo Fantasma (paese abbandonato), che nel tempo è diventato un ambito set cinematografico, anche se di fatto troverete solo tanta desolazione, avvolta da un’atmosfera surreale. Fu un importante snodo ferroviario nei primi anni del ‘900.

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  • Cafayate è conosciuta come la “Regione dei vini”, il luogo perfetto dove passare un week end tranquillo dedito ai piacere del palato. Ciò che è interessante non è tanto il paesino, quanto piuttosto il paesaggio naturale circostante, circondato da vigneti sterminati e finche bellissime (ville patronali). I vini di questa regione sono tra i più apprezzati del continente e concorrono con quelli cileni.
  • Quebrada de Humahuaca. Si tratta di un’ampia valle che si estende per circa 150 km nella provincia di Jujuy. Quebrada in spagnolo significa “ferita”, e fa riferimento al grande squarcio lasciato nel tempo dal passaggio del Rio Grande. Ci troviamo a circa 3000 metri s.l.m. ed è uno scenario naturale davvero impattante, dove si percepisce totalmente l’inarrestabile forza della natura e del tempo. La Quebrada prende il nome da un piccolo villaggio andino, Humahuaca, situato sulla collina di Santa Barbara. Sono questi luoghi di cultura Inca, dove si parla ancora la lingua Quechua. Siamo prossimi alla Bolivia.

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  • Purmamarca è una delle città più pittoresche della Quebrada, ed offre scorci paesaggistici indimenticabili, ce sono entrati nell’immaginario collettivo. Picchi rocciosi, polvere, terra rossa, ma soprattutto la Montagna dei Sette Colori, così chiamata perchè presenta in maniera molto netta una scala colorimetrica che va dal marrone al viola, dal rosa al celeste. Un’opera grandiosa di Nostra Madre Natura.

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Rocco D'Alessandro

Archeologo, accompagnatore turistico e traduttore, ama leggere e fare sport di ogni genere.

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